Proposte per la nomina del 5° membro nel Consiglio Scientifico di Dipartimento

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  • Questo topic ha 7 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 anni, 8 mesi fa da Vito Mocella.
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    • #963
      Vito Mocella
      Moderatore

      In un prossimo CdA verrà discussa la modalità per la nomina del 5° componente nei Consigli Scientifici di Dipartimento di cui all’ art. 8 comma 3 del ROF in vigore.
      la modalità proposta da Nicolais nel CdA del 3 febbraio 2016 era la seguente:
      – I Consigli di Istituto, propongono al Dipartimento di afferenza un nominativo per il consiglio scientifico di Dipartimento.
      – I Direttori di Dipartimento, raccolte le proposte provenienti dagli Istituti afferenti, propongono al Presidente una rosa di tre nominativi, scelti fra quelli proposti dagli Istituti, previa verifica della sussistenza dei requisiti.
      – Dalle rose di nominativi dei Dipartimenti il Presidente sceglie il quinto componente del consiglio scientifico di ogni Dipartimento.
      Il decreto Madia, nel frattempo, ha precisato che il recepimento della Carta Europea dei Ricercatori comporta la rappresentanza elettiva negli organi scientifici quale è il consiglio scientifico di dipartimento. A mio avviso ogni proposta approvata oggi non potrà non tenere conto di quanto previsto dal decreto Madia.
      Voi cosa proponete in applicazione dell’art. 8 comma 3 del ROF in vigore?

    • #976
      Umberto Amato
      Moderatore

      La legge è legge e la democrazia non può essere messa da parte per questioni di urgenza. Sono in ballo questioni vitali per il nostro Ente che lasceranno il segno per i prossimi anni, quali ristrutturazioni di organi. Pertanto facciamo le cose perbene, una sana votazione in stile rappresentante del personale nel CdA. La macchina dovrebbe essere già oliata e i tempi dovrebbero risultare ragionevoli. Piuttosto Vito, il rappresentante appartiene al personale oppure dobbiamo aspettarci candidati dall’esterno?

    • #978
      Vito Mocella
      Moderatore

      Questo è uno dei punti centrali.L’art 8 comma 3 del ROF in vigore prescrive:
      “Il quinto componente è scelto a seguito di procedure di consultazione dei ricercatori e tecnologi componenti dei consigli di istituto degli istituti afferenti secondo le modalità stabilite con delibera del consiglio di amministrazione tra scienziati aventi i requisiti stabiliti dallo statuto rche non siano in servizio presso gli istituti afferenti o associati alle attività degli stessi istituti.”
      La Madia parla di rappresentanza elettiva e quindi interna. Chiaramente il ROF in vigore andrà aggiornato in tale direzione. Ha quindi senso approvare, dopo oltre un anno di ritardo, un disciplinare ai sensi del ROF in vigore che noi sappiamo dovrà essere significativamente modificato proprio in questi aspetti che saranno oggetto del disciplinare e cioè rappresentanza elettiva interna in luogo di consultazione con nominativi esterni alle attività degli istituti?

    • #979
      Umberto Amato
      Moderatore

      Beh questo cambia completamente lo scenario. Se capisco bene la scelta è
      a) eleggere il componente con le attuali regole (indicato dai Consigli di Istituto e non appartenente al CNR). Le regole sono in contrasto con la Madia, vagamente democratiche e penalizzanti per i ricercatori CNR
      b) aspettare i nuovi regolamenti che recependo la Madia daranno piena rappresentanza ai ricercatori CNR

    • #992
      lorenzocrocco
      Partecipante

      No, non ha senso approvare un disciplinare, bisogna invece accelerare i tempi in modo che il ROF sia aggiornato e decada la pregiudiziale verso il componente interno, anzi aiuti a definire i possibili candidati (e le modalità di candidatura).
      Poi, l’elezione potrebbe anche avere come elettorato attivo i soli cdi (limitatamente ai ricercatori e tecnologi).

    • #1034
      antonio.trincone@icb.cnr.it
      Partecipante

      Anche a me ovviamente appare privo di senso definire il 5 membro con gli attuali ROF oggi (cosa del tutto legale e temo ineludibile in presenza di forte volontà politica da parte degli altri membri del CdA a farlo), in presenza di una legge Madia che impone il rifacimento che apparirebbe obbligato disegnare in maniera del tutto diversa (membro interno). Probabilmente più che opporsi in CdA da parte di Mocella non vedo altri mezzi per opporsi in maniera efficace. Il parlarne aiuta in maniera teorica a sollevare coscienze sempre…ma appunto in maniera teorica. Si potrebbe richiedere un punto all’o.d.g. di un CdA delle intenzioni su quando/come si mette mano all’aggiornamento di ROF e Statuto, Madia-based?

    • #1035
      Patrizia Lavia
      Moderatore

      – Dice l’attuale statuto:
      “Il consiglio scientifico di dipartimento esprime parere obbligatorio sugli elementi di competenza del piano triennale di attività del dipartimento e degli istituti ad esso afferenti, sulle risorse ad essi affidate in base alla lettera i) del comma 4 e sulla verifica dei risultati dell’attività di ricerca svolta in attuazione dei programmi”.

      – Allora il punto è: a che fine? I CS di Dip potrebbero essere utili se, ad esempio, aiutassero a valutare programmi (presentati con iniziative bottom up, o in risposta a call aperti) che poi venissero realmente finanziati; o contribuissero a sviluppare nuove opportunità etc. Ma fanno questo? Valutano le risorse affidate agli Istituti? Quali risorse?!

      – Il ruolo del 5° membro è ancora meno chiaro. Secondo lo Statuto è esterno al personale; quindi, uno come gli altri 4, che però nella sua immensa benevolenza il legislatore ammette possa essere gradito al personale. Se è così, non credo dobbiamo estenuarci sulla modalità di espressione di gradimento di un esterno. La mancanza di un rappresentante interno sarebbe contraria alla carta Europea e personalmente non parteciperei a designarlo in nessuna modalità.

      – Se invece il 5° componente è elettivo (come dice la Madia), implica una funzione di raccordo e rappresentanza tra personale e direzione del dipartimento. In questo quadro e solo in questo quadro, io vedrei una modalità pienamente elettiva: i CdI propongono una rosa di nomi, anche coordinandosi tra loro, poi il personale vota online.

      – Ma allora, dato che la Madia prevede anche la scrittura di un nuovo Statuto entro il 2017, si potrebbero anche definire meglio i compiti del CS di Dip. Infatti, perchè avere un CS composto secondo le modalità Madia per svolgere compiti vaghi e non realistici stabiliti dal vecchio Statuto? In sintesi, credo che dovremmo
      1) costituire un gruppo di lavoro che identifichi punti da razionalizzare nello Statuto, per es. facendo subito una proposta sugli scopi e i modi con cui i CS di Dip possano realmente svolgere ruoli utili alla vita dei Dip, altrimenti sono un onere inutile.
      2) poi discutere delle modalità di elezione del rappresentante interno.
      I colleghi giuristi possono avere un ruolo importante in questo.

    • #1037
      Vito Mocella
      Moderatore

      Come avete visto, per il prossimo CdA almeno, la questione non è all’OdG. Come evidenziato anche da alcuni di voi, il ROF in vigore è palesemente in contrasto con la Madia che prevede una rappresentanza elettiva, e quindi interna. A pochi mesi dal recepimento della Madia, considerato che si è ormai atteso a lungo senza nominare i Consigli di Dipartimento, sarebbe giudizioso attendere i nuovi regolamenti che recepiscono la Madia. Il motivo di questa improvvisa accelerazione non è chiaro, certo ad essere malpensanti si potrebbe ipotizzare che la ristrutturazione della rete scientifica (cf. anche atto di indirizzo) richiede il parere dei Consigli Scientifici di Dipartimento e di quello generale. Da un punto di vista formale, comunque, al momento il ROF in vigore prevede un membro esterno al personale, anche agli associati degli istituti del Dipartimento. Per quanto mi riguarda io cercherò di ottenere il rinvio della questione per effettuarlo in conformità con la Madia. Da un punto di vista più generale sono perfettamente d’accordo con Patrizia sull’idea di individuare un percorso condiviso per arrivare alla modifica dello Statuto e dei regolamenti. Farò una proposta formale in tal senso nel prossimo CdA. Per la cronaca altri enti, che come noi devono recepire la Madia, hanno già definito un percorso di questo tipo. Se la proposta di un percorso condiviso non dovesse essere accolta proveremo comunque a costituire un gruppo di lavoro informale ed io porterò le proposte
      elaborate in CdA.

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