Riaccertamento o “Spazzolamento totale”?

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  • Questo topic ha 4 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 mesi, 4 settimane fa da stella.derobertis@itd.cnr.it.
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    • #8641
      stefano e.s.
      Partecipante

      Il Consiglio di amministrazione pare essere ultimamente molto attivo,
      sia in ambito nomine, istituzione di centri coinvolgenti soggetti terzi
      di più o meno trasparente natura (tipo l’ormai celebre Campus che il presidente
      pare stia concimando, per analogia, in attesa del suo stesso insediamento
      a timoniere designato), e, infine, ma non di minore importanza, di gestione
      dei finanziamenti, in particolare dei “residui”.
      (e.g. Elenco delibere adottate nella Riunione del 15/6/2020).

      Confesso che soffro di alcune lacune specifiche, per cui potrei essere stato tratto
      in inganno, ma l’impressione che ci sia in atto il tentativo, la cui via è stata
      indirizzata dall’ormai “mitica” circolare 6, di prosciugare tutti i residui (non solo quelli a conclusione/rendicontazione progetto), ma anche sui progetti aperti, ingessando qualsiasi tipo di utilizzabilità all’esterno dell’anno di contabilità.

      E’ ovvio che se così fosse, sarebbe quasi impossibile gestire i fondi di ricerca,
      perché una previsione al centesimo delle voce di spesa è, come chiunque abbia fatto un minimo di attività sperimentale, praticamente impossibile.

      Da quel che ho capito, questo non è stato ancora completamente formalizzato, ma chi ha avuto modo di ispezionare le bozze del “nuovo/venturo” regolamento di contabilità, garantisce che è cosa da fare accapponare la pelle.

      E’ chiaro che se così fosse, l’attività di ricerca, per lo meno sui progetti
      con finanziamenti esterni, verrebbe a scontrarsi con fortissimi nuovi vincoli
      amministrativo/burocratici, che ne precluderebbero/rallenterebbero fortemente lo sviluppo.
      Il fine di questa operazione, non può essere che quello di rimpolpare in qualche maniera la liquidità della amministrazione centrale. Mentre può a vere un senso il recupero di residui su progetti chiusi, è evidente che su quelli aperti è follia (o malafede?) bella e buona.

      Sarebbe importante avere notizie a riguardo, e nel caso coordinare rapidamente un’azione per contrastare questa nuova assurdità amministrativa che pare potrebbe essere messa in atto anche celermente.

      Mi spiace rovinarvi il week end con queste affascinanti notizie
      vostro, stefano

    • #8643
      stefano e.s.
      Partecipante

      La cosa verràdiscussa nel prossimo CdA

      1. APPROVAZIONE REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE, CONTABILITA’ E
        FINANZA

      e qui il link
      http://ilnostrocnr.it/files/2020-06-27/RACF-cda-2-luglio-2020.pdf

      istruttivo, ma non divertente.
      Urge qualche tipo di azione prima del 2 Luglio… o siamo fritti
      (ma anche lessi, bolliti, impanati).

      a presto
      Stefano

    • #8644
      Vito Mocella
      Moderatore

      Il Regolamento di Amministrazione, Contabilità e Finanza era stato approvato con delibera del CdA n. 99/2019 in data
      18 aprile 2019, è stato trasmesso, il 19/4/2019, al MiUR secondo quanto previsto dall’art. 4 del D. Lgs. n. 218/2016. I rilievi formulati erano minori e il CdA stava per procedere definitivamente a fine Maggio quando, 15 minuti prima dell’inizio del CdA arrivò una PEC dal MIUR che formulava una ulteriore raccomandazione che era appunto quella di riaccertare tutti residui al bilancio centrale. Il punto fu sospeso, io chiesi di approvarlo senza accogliere i rilievi del MIUR cosa che è perfettamente contemplata dalla autonomia dell’Ente. Ciò non avvenne e, anche a fronte di una mia ferma presa di posizione contraria, è rimasta nel limbo a lungo per riapparire ora al CdA. La formulazione proposta avrebbe conseguenze devastanti per la normale conduzione dei progetti. Se venisse approvato questo regolamento, persino la banale conduzione di un progetto pluriennale (la maggioranza) in cui fino ad oggi i residui sono riportati negli esercizi successivi, avverrebbe a discrezione del CdA “anche al fine di garantire la complessiva salvaguardia degli equilibri di bilancio dell’Ente.” Altra perla di questo regolamento ” far data dall’entrata in vigore del presente Regolamento sono vietati gli storni e le variazioni nella gestione dei residui”. Ricordiamolo il CNR è (o dovrebbe essere) un ente autonomo. Il Ministero formula rilievi che l’Ente può accogliere o meno. Questi rilievi sul riaccertamento dei residui vanno rispediti al mittente senza se e senza ma.

    • #8661
      Stefano Polesello
      Partecipante

      Penso, per esperienza personale, che non potendo fare variazioni, non potremo piu’ partecipare ad alcun progetto, forse al massimo fare fatture conto terzi. Non possiamo prevedere ad esempio le rotture degli strumenti. Acquisti di nuova strumentazione, non se parla proprio. E’ possibile cercare di farli ragionare? Ormai ho perso speranze. Penso solo alla pensione (fra circa 12 anni). Diciamo che posso leggere un po’ di libri da qui a 12 anni.

    • #8670
      stella.derobertis@itd.cnr.it
      Partecipante

      Strano che la nuova rigidita’ riguardo ai residui sia frutto di un dictat del miur. Sui residui impropri, il Collegio dei revisori del conti CNR ha scritto poche blande e pacifiche osservazioni di nei bilanci consuntivi 2012 e 2015, che si possono leggere rispettivame a pag. 661 e 936 dei seguenti documenti:

      https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/bilancio_bk/rendiconto_generale_RG2013.pdf

      https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/bilancio_bk/rendiconto_generale_RG2015_indici.pdf

      Mi pare stiamo scontando tutti le vicende degli anni passati, che hanno creato un clima di sospetto riguardo alla gestione delle spese e dei progetti. Tali vicende hanno fornito un’ottima scusa per far diventare il “controllo” la parola chiave piu’ importante all’interno del cnr. Il regolanento di contabilita’ ne e’ un esempio esemplare: dopo i primi tre Articoli di premessa, il quarto articolo parla gia’ di “controllo”.

      Nella lettera che sta circolando, intitolata “Solidarieta’ ai colleghi di IGB”, si dice che : “IL CNR SENZA I RICERCATORI NON PUO’ SEMPLICEMENTE ESISTERE”

      Sarebbe meglio “IL CNR NON PUO’ SEMPLICEMENTE ESISTERE SENZA GLI ISTITUTI DI RICERCA, I RICERCATORI CHE VI LAVORANO E I FINANZIAMENTI PER PROGETTI DI RICERCA CHE VENGONO PROCACCIATI CON FATICA E GESTITI CON SEMPRE MAGGIORE FATICA”

      Il regolamento dovrebbe anche riflettere l’autonomia degli Istituti e la responsabilita’ dei suoi direttori, mentre invece l’istituto diventa contabilmente subordinato al dipartimento rispetto alla versione in vigore (art. 3 – attuale art 5) (non si sa con quali implicazioni pratiche future).

      Sarebbe anche da capire cosa vuol dire la nuova gestione degli Impegni (art. 28)

      Ho apprezzato moltissimo che il Presidente nello streaming ha appena detto che il regolamento sara’ condiviso con la rete scientifica e che si devono evitare disposizioni che possono essere “mortali per la ricerca”

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