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Comunicato Stampa – Precariato al CNR. I soldi ci sono: usiamo FISR del CIPE e fondi strategici

L’approvazione da parte del Senato dell’emendamento che stanzia 10 milioni per il 2018 per la stabilizzazione del personale in servizio presso gli enti di ricerca è in questi giorni al vaglio dell’Aula di Montecitorio. I 10 milioni previsti sono un contributo risibile alla soluzione necessaria e urgente del problema del precariato nella ricerca pubblica. Gli impegni assunti dal Governo con il DL 75/2017 vengono di fatto elusi a fronte di una situazione divenuta insostenibile per le maggiori istituzioni di ricerca italiane e per le donne e gli uomini che attendono da anni la possibilità di accedere a posizioni stabili a causa di misure politiche limitative del turn over e del reclutamento che non hanno pari in alcuno dei Paesi avanzati. Occorre che i Deputati escano dalla retorica di un sostegno generico e teorico alla ricerca su cui tutti a parole convergono e che facciano fronte alla situazione straordinaria con mezzi straordinari”.

È quanto afferma Vito Mocella, consigliere del CdA del CNR in qualità di rappresentante eletto dal personale, nonché ricercatore dell’Ente. Il quale continua notando che,

Così come accade per i precari del CREA, Ente vigilato dal Ministro Maurizio Martina, il Parlamento e la Ministra dell’Istruzione Università e Ricerca scientifica Valeria Fedeli si assumano la responsabilità di un’azione concreta e risolutiva stanziando risorse ad hoc per la stabilizzazione dei precari del CNR e degli altri enti di ricerca”.

Del resto, come fa notare in conclusione lo stesso Vito Mocella,

Sono peraltro molti i Fondi nella disponibilità del MIUR che potrebbero essere responsabilmente stanziati a questo scopo. Al di fuori di procedure trasparenti e verificabili vengono infatti annualmente attribuiti decine se non centinaia di milioni di euro. Ad esempio, il CIPE finanzia annualmente progetti di ricerca a valere sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR): con le delibere 78 e 79/2017 ha stanziato in data 21 novembre 2017 oltre cento milioni che potrebbero essere più utilmente impiegati per sanare il dramma del precariato degli Enti di Ricerca che per dimensioni e cronicità è un unicum nel panorama europeo e ci colloca fuori da qualsiasi politica dell’Unione nel settore. Ci sono poi i fondi che sono presenti nel Fondo Ordinario di Enti come il CNR, ufficialmente destinati a progettualità a carattere strategico e a valenza internazionale, ma che spesso non rivestono tale carattere strategico e sembrano rispondere a logiche arbitrarie”.

Sembra che finalmente la questione del precariato negli Enti di Ricerca abbia catturato l’attenzione della stampa, come si può notare leggendo questa primissima rassegna stampa dedicata al comunicato sul precariato.

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Rassegna Stampa 15-12-2017 15/12/2017 17:0910.4M
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