CdA CNR Sintesi

Sintesi – CdA del 1 giugno 2018

Cari colleghi, di seguito trovate la sintesi del CdA del 1 giugno 2018 OdG è qui disponibile.

.Al punto 3 è stato ratificato il decreto del presidente per la proroga dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, con la precisazione che il CdA fornisce la copertura finanziaria mentre l’autorizzazione alla proroga di contratti è di competenza dell’Amministrazione.

Al punto 4 sono stati approvati nuovi interventi al fondo di solidarietà. In particolare il fondo è stato incrementato della somma di Euro 1.000.000,00 a valere sulle disponibilità residue non impegnate degli Istituti a partire da quelle più datate e non oltre l’esercizio 2014. E’ stata estesa la possibilità di fare ricorso a tale fondo anche alle strutture della rete che versano in situazione di temporanea criticità finanziaria sino al 31.12.2018, limitatamente alle richieste di proroga dei contratti di lavoro del personale a tempo determinato avente i requisiti della stabilizzazione, anche in assenza di documentazione comprovante l’intervenuto accertamento di somme da incassare. In tal caso gli istituti sono tenuti a richiedere preventiva autorizzazione per l’emanazione di bandi di selezione per l’assunzione a tempo determinato e per la stipula di contratti di lavoro, ivi compresi i co.co.co.

Al punto 5 è stata approvata la sottomissione dei progetti relativi al bando PON infrastrutture. Mio malgrado, non ho potuto che esprimere un voto negativo rispetto a tale delibera. Ciò, evidentemente, non è, e non potrebbe essere, un giudizio di merito nei confronti dei colleghi che hanno profuso uno sforzo notevole per scrivere tali progetti.
Purtroppo però, l’intera procedura è stata condotta in modo rigidamente top-down in perfetta continuità con quanto già avvenuto nel passato e nonostante reiterati inviti (ultimo quello nel CdA dello scorso 6 marzo, con largo anticipo rispetto alla pubblicazione del bando) a seguire una procedura che rispettasse le linee guida dell’ ANAC in materia di presentazione dei progetti . Anche la giornata informativa di metà maggio si è rivelata essere una pura informativa e non un reale coinvolgimento della rete scientifica. Trattandosi di un bando in cui il MIUR aveva già predeterminato le infrastrutture, da creare o potenziare, anche per compensare il verticismo del bando ministeriale, sarebbe stata necessaria la massima apertura verso la comunità scientifica interna nella fase di elaborazione dei progetti.
In modo ancora più grave, a mio avviso, non è stato fornito alcun dettaglio sul budget fornendo una documentazione (quella allegata alla delibera) carente. Il Consiglio, così, non è stato messo in grado di svolgere il proprio ruolo, essendo chiamato ad autorizzare la presentazione di progetti senza avere alcuno strumento per apprezzare la sostenibilità economica nel medio e lungo periodo. La cosa è tanto più delicata visto che il rischio, per l’Ente, che non vengano riconosciute delle spese in questo progetto è più che concreto e il CNR, per il tramite del suo legale rappresentante, impegna in modo diretto il proprio FOE in fase di presentazione della domanda.
Il mio impegno per i prossimi bandi, allorquando gli stessi limitano il numero dei progetti da sottomettere, sarà quello di mettere in piedi un meccanismo di selezione interna efficiente e trasparente, in modo da consentire a tutti di sottomettere ad una valutazione interna le proprie idee progettuali.

Al punto 6 è stato approvato l’avvio della procedura del processo di confluenza delle competenze scientifiche e tecnologiche di CNR-IFP e CNR-IGI e di parte dell’istituto di NANOTEC, nel nuovo Istituto Nazionale per le Applicazioni della Fisica dei Plasmi (CNR-INAFP) (cf delibera 96/2018)

Al punto 7 è stato approvato il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo “Benefici di natura assistenziale e sociale” che costituisce parte integrante della presente delibera.

Al punto 8 è stato deciso di revocare l’incarico e non procedere al rinnovo della Convenzione sottoscritta con il Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia finalizzata alla realizzazione del nuovo complesso integrato nell’Area della Ricerca di Padova (cf. delibera 99/2018).
Tale decisione è stata presa in quanto, attualmente, non vi era (più) disponibilità in bilancio per finalizzare tale acquisto.
Difatti, da un lato il finanziamento mediante accensione di un mutuo per € 8.000.000, che doveva garantire inizialmente la sola iniziativa edilizia della riqualificazione dell’Area della Ricerca di Padova, è stato utilizzato anche per dare avvio all’intervento di costruzione del nuovo edificio del CNR presso il nuovo Polo Territoriale di Lecco (circa 870.000 €) mentre circa 2,3 milioni di euro sono serviti per riacquistare immobili ed impianti dell’Area di Padova dal Consorzio ZIP (al quale erano stati ceduti nel 2007 ). Il resto della somma è stata utilizzata per vari impieghi fra cui: € 500.000,00 per la manutenzione ordinaria ed oneri accessori degli immobili in locazione; € 440.000,00 per la manutenzione straordinaria ed oneri accessori degli immobili; circa 970.000 € sono stati trasferiti ad Istituti ed Aree per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; circa 730.000 € per il pagamento di parte dei lavori di avanzamento dei lavori per la costruzione di un nuovo edificio presso l’Area di Ricerca di Bologna da utilizzare quale incubatore per il trasferimento tecnologico e circa 2 milioni, classificati come residuo di provenienza dell’esercizio 2013, sono stati acquisiti al bilancio con provvedimento del DG dell’aprile 2016, ben noto a tutta la rete scientifica.
Se da un lato l’assenza di risorse disponibili ha reso inevitabile la revoca dell’incarico al Provveditorato alle opere pubbliche, ho ritenuto inevitabile una stigmatizzazione della gestione da parte dell’amministrazione che, nella pratica, ha reso vana la decisione del precedente CdA relativamente alla realizzazione del nuovo complesso integrato nell’Area della Ricerca di Padova.
Il Consiglio si è riservato di approfondire ulteriormente la vicenda, anche per mettere a punto delle procedure volte ad impedire che quanto sopra descritto possa ripetersi nel futuro.

Al punto 9 è stata approvata la Convenzione Operativa della Convenzione Quadro tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche ed il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trento.

Sono state fornite poi alcune informative.Relativamente all’informativa sulle stabilizzazioni (punto 11) ho già riferito in una
precedente comunicazione.

2 thoughts on “Sintesi – CdA del 1 giugno 2018”

  1. Caro Vito, al punto 8 lei scrive che “circa 2,3 milioni di euro sono serviti per riacquistare immobili ed impianti dell’Area di Padova dal Consorzio ZIP (al quale erano stati ceduti nel 2007 )”. Questa questione è stata approfondita con il necessario e dovuto livello di dettaglio? Come si spiega quanto avvenuto?
    Grazie
    Roberto

    1. Caro Roberto, tutta la vicenda è stata approfondita e continuerà ad esserlo. LA decisione è stata rinviata più volte perché avevamo chiesto degli approfondimenti proprio per capire cosa fosse avvenuto. Capisco che la tua attenzione si sia soffermata sull’avere riacquistato immobili ceduti pochi anni prima ma non è male neanche l’acquisizione a bilancio, come residuo, di 2 milioni di euro provenienti da un mutuo e quindi destinati ad investimento e non certo a spese correnti.

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