CdA CNR OdG

OdG – CdA 20 settembre 2018

Cari Colleghi,
il prossimo CdA è convocato per il 20 settembre 2018.
Come al solito, invito tutti a fare commenti, in particolare il personale direttamente interessato dai punti all’OdG.
Oltre all’indizione dei bandi per la selezione di alcuni istituti, segnalo fra i vari punti, il ritorno delle autorizzazioni per le associazioni con incarico di ricerca, la relazione sulla performance e il ritorno del ROF all’attenzione del CdA.

Per effettuare i commenti potete sia contatattarmi direttamente sia utilizzare i commenti in basso a questa pagina.

  1. COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
  2. PROPOSTA DI AUTORIZZAZIONE DELLE RICHIESTE DI ASSOCIAZIONE DI TIPO “INCARICO DI RICERCA” ANNO 2018 PERVENUTE DA PARTE DEGLI ISTITUTI
  3. INTEGRAZIONE DELIBERA N.124 DEL 12 LUGLIO 2018 “RIORGANIZZAZIONE ISTITUTI TERRESTRI”
  4. DETERMINAZIONI RELATIVE ALLE RISORSE UMANE
    4.1 INDIZIONE BANDI PER LA SELEZIONE DEI DIRETTORI DEGLI ISTITUTI: ISMAR, IAS, IRBIM, IRSA, IRET, ISPC
    4.2 RICHIESTA DI ASSUNZIONE CON CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO MEDIANTE CHIAMATA DIRETTA NOMINATIVA NELL’AMBITO DEL BANDO H2020 MARIE SKŁODOWSKA CURIE ACTION
  5. RELAZIONE SULLA PERFORMANCE 2017 AI SENSI DELL’ARTICOLO 10, COMMA 1 LETT. B), DEL D. LGS. 27 OTTOBRE 2009, N. 150 – APPROVAZIONE
  6. PARTECIPAZIONE IN ALTRI SOGGETTI
    6.1 CONVENZIONE QUADRO TRA IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE E L’AGENZIA NAZIONALE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L’ENERGIA E LO SVILUPPO SOSTENIBILE – ENEA E RELATIVO ATTO ESECUTIVO PER USO SPAZI – RINNOVO
    6.2 VENICE INTERNATIONAL UNIVERSITY, CON SEDE ALL’ISOLA DI SAN SERVOLO (VE) – AUMENTO DELLA QUOTA ASSOCIATIVA ANNUALE PER GLI ESERCIZI 2016, 2017, 2018 E SUCCESSIVE AUTORIZZAZIONE AL VERSAMENTO
  7. ACCETTAZIONE DELLA DONAZIONE DI UN SISTEMA PER LA CARATTERIZZAZIONE OTTICA AVANZATA PROPOSTA DALLA STMICROELECTRONICS A FAVORE DELL’ISTITUTO DI MICROELETTRONICA E MICROSISTEMI (IMM)
  8. INFORMATIVA SULLE MODIFICHE AL REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO (ROF) AI SENSI DELL’ART. 19, COMMA 1 DEL D. LGS 25 NOVEMBRE 2016 N. 218
  9. VARIE ED EVENTUALI

7 thoughts on “OdG – CdA 20 settembre 2018”

  1. Buongiorno Vito e buongiorno a tutti.
    Sai in che cosa consiste la “INTEGRAZIONE DELIBERA N.124 DEL 12 LUGLIO 2018 “RIORGANIZZAZIONE ISTITUTI TERRESTRI” (punto 3 dell’odg)
    Grazie dell’informazione
    Emanuele Romano (IRSA)

  2. Cari colleghi, a meno che non mi sia perso qualcosa, il punto 4.1 all’OdG del prossimo CdA del CNR mi ha ricordato il famoso detto popolare “mettere il carro davanti ai buoi” nelle sue diverse interpretazioni, dare per scontato il buon esito di un’iniziativa senza averla ancora intrapresa, anticipare i tempi trascurando le premesse, invertire l’ordine logico di una serie di azioni o simili etc.. In sintesi, un detto che rimarca il paradosso di un ribaltamento di una situazione normale nella quale dovrebbero essere i buoi a tirare il carro e non il contrario.
    Nella fattispecie, mi sarei aspettato prima l’Istituzione delle nuove entità scientifiche CNR del mare con ben specificati i rispettivi (e definitivi) Statuti e finalità, l’organizzazione delle sedi territoriali, la composizione del personale (tenendo conto di eventuali opzioni di scelta) e (cose non meno importanti) la dotazione stumentale (compreso l’eventuale naviglio scientifico ancora in grado di galleggiare e di essere operativo) ed economica.
    Quindi, o in ambito CNR si è avviato un innovativo pecorso logico procedurale che vede la formulazione dei bandi per i nuovi Direttori prima che venga definito ciò che gli stessi dovranno dirigere, oppure qualcuno, a livello decisionale, è stato influenzato da ricordi di letteratura classica, dove si racconta di Ulisse che dopo aver aggiogato un cavallo ed un bue all’aratro, arava la spiaggia e seminava il sale per confondere (qui ci vuole) le acque. In quel caso, il furbone fu smascherato da Palamede.
    Un affettuoso saluto a tutti
    Sergio Ragonese

    1. Caro Sergio, purtroppo non ti sei perso nulla. Da venerdì ho sollecitato l’amministrazione per risolvere l’imbarazzante inversione fra carro e buoi, come hai efficacemente sintetizzato. Per altro l’ “innovativa” procedura non riguarda solo gli istituti del mare ma anche l’Istituto per le scienze del patrimonio culturale – ISPC (http://www.ispc.cnr.it) e per tutti gli altri istituti di cui al punto 4.1 all’OdG.

      1. Cari tutti,
        innanzitutto, sono contento che si stato ripristinato l’ordine logico degli eventi (cioè i buoi davanti al carro) con la diffusione degli atti relativi ai nuovi Istituti del Mare del CNR (anche se non vi nascondo una certa tristezza per la soppressione dello IAMC, un’entità alla cui nascita ho partecipato all’epoca con grandi aspettative sul suo futuro).
        Non per fare le solite reminiscenze storiche, ma il CNR poteva dare almeno qualche parola di commiato e l’onore delle armi allo IAMC, onore che fu concesso anche dagli Inglesi al disastrato regio esercito italiano nella lontana Etiopia durante il II conflitto mondiale.
        A parte la commozione per la chiusura di un ciclo che ha comunque colorato, nel bene e nel male, la vita professionale di tanti di noi, ritengo opportuno evidenziare alcune piccole sbavature nei 4 documenti che Vito Mocella ha gentilmente fatto circolare in anteprima e poi diffusi anche da Trincardi.
        In primis, avrei suggerito agli estensori dell’atto soppressivo dello IAMC di elencare le sedi secondarie del sopprimendo Istituto con la rispettiva futura assegnazione nelle diverse altre entità. Per esempio, si poteva ricordare che la sede di Taranto che seppure ex Talassografico ed adesso ex IAMC (entrambe entità che studiavano il mare), non farà più parte del pianeta mare CNR dato che confluirà in IRSA (cioè acque interne).
        Inoltre, nel comparare l’organizzazione territoriale dello IAMC al 18 Settembre (fatte salve ev. modifiche a me non note) con gli atti relativi a IAS, IRBIM e ISMAR, mi manca all’appello la sede di lavoro di Palermo, appena sfornata dagli uffici del Direttore Generale del CNR.
        Come ormai noto, la sede IAMC di Palermo è stata istituita come sede di lavoro “temporanea” presso i locali dell’ISPRA in una location molto bella denominata “Roosevelt”. Al momento della soppressione IAMC (19 Settembre) in questa nuova sede erano stati assegnati quasi tutti i ricercatori della sede di Castellammare (adesso confluita nello IAS) ed alcuni ricercatori della sede di Mazara (adesso confluita nello IRBIM).
        Dove sta il dilemma?
        O il Roosevelt, essendo stata classificata come sede temporanea di lavoro, è considerato parte integrante della ex sede di Mazara (ed allora andrebbe ricollocata, citandola, nel nuovo IRBIM) o è considerato parte della ex sede di Castellammare (ed allora andrebbe collocata, sempre citandola, nel nuovo IAS) oppure si prevede di trasformarla in URT o chiuderla nel nuovo ordinamento (intenzione, quest’ultima, che andrebbe palesata ai colleghi che operano al Roosevelt).
        In ogni caso, il destino della Roosevelt andrebbe specificato chiaramente dato che il personale ivi assegnato (come detto proveniente da sedi diverse ex IAMC e con diverse destinazioni) avrà 30 giorni di diritto di opzione a partire dal 19 Settembre e magari potrebbe decidere di rimanere o meno a Palermo ove la sede fosse assegnata all’IRBIM o all’IAS.
        A proposito del diritto di opzione, tutti e tre gli atti istitutivi delle nuove entità del mare CNR parlano di “verso altre strutture CNR”, mentre lo stesso (a meno di non intendere limitatamente “struttura” per “Istituto”) dovrebbe riguardare in prima battuta solo il passaggio del personale dai precedenti istituti del mare (ISMAR e IAMC) a quelli nuovi (ISMAR, IAS e IRBIM), e successivamente all’interno delle sedi dei nuovi Istituti. Questa interpretazione deriva dal fatto che nessuna delle sedi coinvolte sarà chiusa (a meno forse del Roosevelt) ed inoltre che l’organizzazione territoriale delle nuove entità non sembra essere del tutto definitiva (cfr il richiamo alle URT e la collocazione temporanea a Genova della sede Istituzionale dello IAS con possibile trasferimento della stessa a Roma).
        Sempre il Diritto di Opzione fa venire in mente l’assenza di un altro importante tassello della riorganizzazione degli istituti del mare del CNR (assente anche nella mail di Trincardi), il 4° Istituto del mare: Il Polare.
        Infatti, se per l’Antartide si potrebbe pensare al solo ecosistema subaereo (spessa coltre di ghiaccio sovrastante un continente parzialmente emerso, quindi niente studi sul mare), per l’Artico la motivazione non reggerebbe dato che (almeno a mia conoscenza) li esistono solo oceano e ghiaccio. Premettendo che le vaste distese ghiacciate non sono di mia preferenza, di fatto, considerando sempre il limite di 30 giorni per il diritto di opzione, al personale degli ex Istituti del Mare CNR si sta negando la possibilità di scegliere di passare all’Istituto Polare che pure almeno in parte si dovrebbe occupare di mare (seppure di gran lunga più freddo del Mediterraneo).
        Dulcis in fundo, se non ho letto male, gli atti prevedono il passaggio delle sedi ex IAMC ai nuovi Istituti del mare “in solido”, cioè con le loro strumentazioni ed attrezzature (non ho percepito l’aspetto delle risorse finanziarie). Però, per quanto a me noto, i beni inventariati non sono patrimonio delle singole sedi, ma dell’istituto nella sua interezza. Accettando questa interpretazione, l’assegnazione delle risorse strumentali del ex IAMC alle sedi in riallocazione si sarebbe dovuta effettuare preventivamente alla soppressione dello IAMC, magari dopo un dibattito / confronto / accordo interno ufficializzato in un verbale del CdI.
        Un saluto a tutti
        Sergio

  3. Buongiorno,
    a proposito della costituzione del nuovo ISPC (Istituto per le Scienze del Patrimonio Culturale), e in riferimento ad altri processi di aggregazione di istituti CNR, nel prossimo OdG AL PUNTO 4.1 viene fatta menzione del
    bando per la selezione del nuovo direttore. Tra i diversi aspetti, ad oggi non é ancora chiaro se il diritto di opzione per Ricercatori e Tecnologi (e i Tecnici???) potrà essere esercitato nel transitorio (e quando) o solo ad avvenuta scelta del nuovo direttore. Il che, presumibilmente, non avverrà prima di Marzo-Aprile 2019.
    Non sono pochi i ricercatori che si trovano attualmente in un “limbo decisionale”, non potendo programmare al meglio la propria attività lavorativa, inclusa la partecipazione a progetti.
    E’ possibile far presente tale situazione in C.d.A.?
    Cordiali saluti
    Emiliano Di Luzio
    p.s manca anche il Decreto di costituzione del nuovo Istituto da parte del Presidente….

  4. La data parte dal provvedimento istitutivo dei nuovi istituti. Srebbe ora che il CNR facesse chiarezza una volta per tutte, e prima che si perda l’opportunità del diritto di opzione per il personale dei neo costituito istituti, sul diritto spesso negato con norme fantasiose di esercitare servizio in altra sede di lavoro (per il personale RT) in ottemperanza del noto art. 58 del CCNL 2002 aggiornato ma mai modificato nella sostanza nei successivi CCNL, ultimo quello del 2018. Caro Vito, senza questa informazione essenziale non ci può essere una vera libertà di scelta.

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