CNR

FOE 2019: Lettera a Presidente e CdA

Oggi (19 ottobre) a valle di un affollatissimo incontro del personale (presente Vito Mocella) cui hanno partecipato diversi Direttori di Istituto, è stata stilato un documento (scaricabile qui) sulla drammatica situazione del FOE per il 2019, da indirizzare a Presidente e CdA.

Se ritenete il documento condivisibile per piacere contribuite alla sua diffusione
a) commentando, anche solo con un cenno, questo post;
b) facendo circolare il documento tra il personale dei vostri Istituti;
c) coordinandovi a livello di Area (quando possibile) oppure di Istituto per inviare il documento a Presidente e CdA.

Ovviamente qualunque altra iniziativa in appoggio o in alternativa è più che benvenuta.

Grazie,
Umberto

57 thoughts on “FOE 2019: Lettera a Presidente e CdA”

  1. La situazione è molto drammatica e destinata da una parte a rendere molto difficile svolgere ricerche (di base, applicata, curiosa, etc.) e dall’altra a scatenare una guerra tra il personale precario e no, creando unitili e pericolose divisioni per la ricerca.
    Questa situazione la si conosceva da più di due anni e mi chiedo cosa ha fatto il presidente.
    Sono molto contento dell’iniziativa e spero che il personale di ricerca assuma un ruolo importante nell’Ente, annullando una realtà, arretrata e non da ente di ricerca, in atto da troppi anni.

  2. E’ un’iniziativa che mi trova completamente d’accordo. Spero che i Direttori degli Istituti CNR si facciano parte attiva nel contrastare questa deriva divenuta ormai inaccettabile. A parer mio accettabili non sono mai stati nemmeno i precedenti compromessi, che hanno depauperato di competenze scientifiche molti brillanti cervelli costretti a mansioni manageriali o puramente contabili.

  3. Cari colleghi,
    giungono notizie che la diminuzione costante del Fondo Ordinario assegnato al CNR ed il progressivo aumento delle spese di personale legato ai vari adeguamenti contrattuali ed ai flussi di personale, comprese le imminenti procedure di stabilizzazione del personale ai sensi del “Decreto Madia”, mettano l’Ente nell’impossibilità di fare fronte alle spese di funzionamento corrente, costringendolo ad un fermo delle attività di ricerca.

    È arrivato il momento di fare chiarezza!

    Ad oggi è necessario ricordare infatti che il DPCM dell’11 aprile 2018, che ha definito in maniera ufficiale l’attribuzione di risorse economiche atte al superamento del precariato negli Enti Pubblici di Ricerca, prevede per il solo CNR un finanziamento di €9 Mln per l’anno 2018 in corso e di ulteriori €40 Mln a regime a partire dal 2019. Fondi che il governo ha stanziato e confermato, con la sola condizione che il CNR stesso utilizzi almeno il 50% del finanziamento a regime per cofinanziare. Insomma, il governo elargisce €40 Mln a condizione che il CNR ne finanzi altri €20 Mln dal proprio bilancio che ad oggi è superiore ad € 1,1 Mld.

    Il CNR potrebbe decidere scientemente di RIFIUTARE 9 Mln destinati alle stabilizzazioni, pur sapendo che altrettanti ne verranno liberati dai fondi interni di spesa per effetto delle assunzioni 2018. Il CNR dovrebbe solo anticipare €4,5 Mln (per accedere ai €9 Mln del DPCM) per recuperare €13 Mln!

    Tutte queste risorse sono da definirsi Extra-FOE, e quindi aggiuntive all’attuale situazione finanziaria del CNR. Pertanto è lecito affermare che queste risorse attribuite al superamento del precariato sono vero e proprio ossigeno per far ripartire il volano della ricerca pubblica!

    La “Commissione Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera, riconoscendo la grave condizione del precariato storico del nostro ente, ha inoltre ritenuto vincolare alle stabilizzazioni €34.557.071 Mln (ex fondi premiali).

    Va infine sottolineato che con il Decreto di Riparto del Fondo Ordinario per gli Enti e le Istituzioni di Ricerca (FOE), pubblicato il 14 settembre 2018, l’assegnazione ordinaria al CNR è pari a €508.435.486 Mln, con l’aggiunta di 6 Mln di euro rispetto al FOE dell’anno precedente.

    Insomma, le risorse ci sono e non vanno ad intaccare il resto del FOE!
    Vediamole nel dettaglio:
    1) il FOE è aumentato di €6 Mln nel 2018 rispetto al 2017 (http://www.miur.gov.it/web/guest/normativa/-/asset_publisher/l5McTyTJNEft/content/decreto-di-riparto-foe-2018)
    2) il DPCM ha stanziato 40 Mln di euro (http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/16-04-2018/dpcm-11-aprile-2018-attribuzione-risorse-vari-enti-pubblici-di)
    3) la commissione Cultura, Scienza e Istruzione ha vincolato altri 34 Mln di euro
    TOTALE = 80 Mln di euro ricevuti a regime in più sul FOE!

    Cosa deve fare il CNR?!
    Al CNR viene chiesto di cofinanziare con soli 20 Mln di euro a fronte di un bilancio che supera il Miliardo di euro!

    Cosa fa il CNR?
    Manda a casa il personale, bloccando le proroghe contrattuali dei precari aventi diritto alla stabilizzazione!

    Ci preme allora dire una cosa in questo periodo storico: che non si addossi la colpa delle criticità finanziare dell’Ente alla stabilizzazione dei precari, che non sono e non devono diventarne il facile capro espiatorio! La stabilizzazione è stata ben finanziata e coperta dal governo precedente e dalle compagini politiche in carica.

    I Precari contribuiscono a portare nelle casse dell’ente milioni di euro tra progetti e conto terzi, e dopo più di dieci anni di lavoro nell’ombra meritano di vedere realizzato il riconoscimento dei propri diritti e della propria dignità lavorativa.

    Precari Uniti CNR

    1. questa non vuole essere una iniziativa che porti ad una guerra tra poveri. nel documento non si chiede di bloccare le stabilizzazioni. Chi se non i ricercatori conosce meglio il ruolo essenziale che i precari (altri ricercatori) svolgono nell’attività di ricerca. non si chiede di togliere ai precari per dare agli stabilizzati. si chiede al presidente ed al cda di esporsi finalmente con il governo, di non essere prono di non fare il robin hood al contrario. Il mio sogno è un presidente che con tutto il cda si incatena ai portoni di palazzo chigi per chiedere i soldi che sono necessari alla sopravvivenza del CNR. questo governo ha messo in bilancio svariati miliardi per il reddito di cittadinanza e per il condono fiscale e non riesce a trovare 100 milioni per la ricerca e l’innovazione della quale si è riempita la bocca fino a ieri durante la manifestazione romana?

    2. Condivido totalmente la lettera “FOE 2019: Lettera a Presidente e CdA”, mentre dissento completamente con la lettera che è stata postata qui e che ho ricevuto via email dei “Precari uniti CNR” tesa a contrastare questa iniziativa. I fondi per le stabilizzazioni non devono distruggere la progettualità in corso e quella futura. Sia perchè non c’e’ nessuna garanzia che misure una-tantum siano sufficienti anche per l’anno prossimo, sia perchè cosi’ si distrugge il CNR. E’ nell’interesse dei precari che si chieda al governo di dare le coperture necessarie alle stabilizzazioni, e che ci sia un aumento del FOE sostanziale per le attività di ricerca!

      Putroppo,considerare un aumento del FOE di 9 Milioni di EURO sufficiente per fare le stabilizzazioni dichiarate ( è 40 al massimo nell’anno prossimo) è molto ingenuo. Non sono questi i numeri !

      Mentre io sono certamente solidale con chi non ha una posizione stabile, se il CNR comincia a prendere (una parte o tutti) gli overheads dei progetti, pretende il pagamento delle utenze usando i progetti, decide di trattenere il contributo pari alla totalità del costo esposto come personale TI, e infine chiede che gli siano gli Istituti a Cofinanziare le stabilizzazioni (usando i progetti), non sarà possibile di fatto rendicontare i progetti in corso, soprattutto quelli Europei, e fare ricerca. Inoltre, ci sarà un drawback sull’effettiva attrattività del CNR per la partecipazione nei progetti futuri, e infine un effetto negativo sulla motivazione dei ricercatori CNR a presentare progetti. Stiamo quindi parlando di misure una-tantum, mentre le stabilizzazioni richiedono un finanziamento ordinario. Non si puo’ fare affidamento sui progetti, in quanto come penso di avere spiegato bene, non c’e’ nessuna garanzia che ci siano le stesse risorse nei progetti futuri, anzi le condizioni che si verranno a stabilire inevitabilmente avranno effetti opposti nella progettualità complessiva.

      Alcune delle misure proposte sarebbero ragionevoli se i progetti, soprattutto quelli EU, fossero solo una parte del finanziamento della ricerca, come avviene in altri paesi europei, e se fosse assicurato ai ricercatori invece un budget normale per lavorare. Invece, ogni giorno ci troviamo ad affrontare problemi enormi di manutenzione delle attrezzature obsolete, dei costi della ricerca ( approviggionamento di materiale di consumo), e il dramma delle dei costi per disseminare i risultati, che sono fondamentali. Quante volte abbiamo dovuto rifiutare invited a conferenze internazionali di prestigio, rinunciare a sottomettere lavori a riviste open-source che costano tanto, etc…!

      MARCO

      1. Caro Marco, come già spiegato nel mio secondo commento, la nostra mail serve per chiarire che i fondi stanziati ad hoc per le stabilizzazioni sono stati chiesti al governo (precedente e attuale) da noi precari e non va in contrasto con l’iniziativa del rappresentante del personale, anzi.
        Rimane il fatto che molte chiacchiere stanno girando da qualche giorno in cui si danno colpe alla stabilizzazione (che di fatto ancora non è partita) come causa di buchi di bilancio e rastrellamenti ai fondi degli istituti.
        Ricordiamoci anche che quando td e cococo/adr verranno stabilizzati i fondi dei progetti su cui venivano pagati i precari verranno liberati e gli istituti avranno modo di utilizzarli.
        Concludo dicendo che chiedete di scendere in piazza Montecitorio per chiedere più fondi per la ricerca pubblica, noi precari sono due anni che manifestiamo e sarebbe bello ogni tanto vedere facce di colleghi ti al nostro fianco perchè se il CNR va a picco, andiamo a picco tutti noi dipendenti, precari e tempi indeterminati.
        Buona giornata

        1. Cara Marta,
          ti ribadisco che è illusorio pensare che una aggiunta di 9 MEURO al FOE ordinario sia sufficiente per risolvere i problemi del CNR e il precariato. Inoltre l’anno prossimo il CNR dovrebbe trovare almeno 40 MEURO ( Anche se a me risultano che ne cercano 100 per le stabiliizzazioni).
          Vogliono prenderli anche dai progetti in corso, da quelli Futuri ( ammesso che ci siano, sicuramente diminuiranno), e mettiamo pure una pietra tombale sugli avanzamenti di carriera e sull’assunzione di nuovo personale escluso dalle stabilizzazioni nei prossimi 10 anni.
          Spiegami che futuro ha un Ente in cui non c’e’ possibilità di fare carriera, in cui non è possibile assumere persone nuove, che ti tassa i progetti che faticosamente sei riuscito a procurarti e che non ti da niente per poter far andare avanti le attività di ricerca. Come la convinci una persona brava giovane a fare una tesi di laurea o un dottorato legato ad attività del CNR o a fare un post-doc ?
          Che facciamo sciendiamo in piazza perchè non si puo’ fare il proprio lavoro? Non e’ che le cose si debbano per forza risolvere cosi’, in un paese normale. E poi secondo te da dove vengono le posizioni a tempo determinato di cui ognuno di noi ha usufruito. Tutti direttamente dal direttore o dal presidente dal CNR? Io personalmente avro’ come minimo seguito 10 persone e cercato ( per alcuni sto ancora cercando) di aiutare per avere un posto nella ricerca. Mi sembra un aiuto un po’ piu’ concreto di scendere in piazza davanti a Montecitorio.
          Ricordati che anche noi siamo stati precari e per tantissimo tempo.

          Quanto costerebbe al governo aumentare di una percentuale piccolissima il budget degli enti di ricerca per migliorare la qualità e non disperdere il patromonio che c’e’? Pensate davvero che sia solo colpa della dirigenza del CNR se la situazione è questa?

          MARCO

          1. Quindi la soluzione qual’è? Far si che i precari rimangano precari a vita o dopo 10, 15, 27 anni vengano mandati a casa?
            Dov’erano i ti quando i precari sono scesi in piazza per chiedere fondi ad hoc per le stabilizzazioni per non intaccare sul foe? Io ne ho visti pochi (e li ringrazio con tutto il cuore), ma ricordati che le battaglie si fanno sul campo no dietro a una tastiera!
            Lamentarsi e tapparsi il naso per non ammettere che il buco c’era e una soluzione va trovata ORA non porta certo a un aumento del foe che possa far respirare almeno in parte questo ente!
            Noi PRECARI UNITI CNR l’11 ottobre siamo andati da Fioramonti (e c’eravamo già stati) per chiedere 100mln di euro per gli epr nella nuova legge di bilancio.
            Ti linko il resoconto di noi precari e quello di Fioramonti:
            1) https://sites.google.com/view/precariuniticnr/eventi-e-news/11-ottobre-2018-incontro-fioramonti
            2) https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=10156792430813410&id=690833409
            con questo vi consiglio vivamente di informarvi circa le nostre azioni e di organizzarci insieme senza divisioni altrimenti non ne usciamo più.

        2. Scusa Marta voglio rispoderti su un commento che fai:
          “Ricordiamoci anche che quando td e cococo/adr verranno stabilizzati i fondi dei progetti su cui venivano pagati i precari verranno liberati e gli istituti avranno modo di utilizzarli.”

          Se ci fosse una corrispondenza 1 a 1 tra progetto da cui prelevare i soldi e budget del progetto liberato perchè del personale viene stabilizzato ( pagato dal progetto), sarei d’accordo con te.
          Ma ti sembra invece giusto che il bidget viene prelevato anche dai progetti che pagano post-doc che non verranno stabilizzati e che quindi vedono solo soldi ( che devono essere rendicontati, ricordiamocelo) prelevati e basta?

          1. Marco però perdonami, l’ente ancora non si espresso a riguardo o per lo meno non l’ha fatto ufficialmente, ci stiamo basando su info che girano da giorni e supposizioni. Non c’è nulla di scritto ne deliberato, siamo ancora in tempo per farci sentire, tutti.
            Oggi c’è l’incontro/confronto presidente-direttori, vediamo cosa ne esce fuori.

    3. @Marta, volevo complimentarmi per il lavoro fatto nella preparazione dell’ultimo documento. Preciso, documentato, ben presentato. Un bel lavoro davvero. Ce ne fossero di documenti così per potersi rendere conto della situazione senza conoscere tutto il pregresso o perdere ore a ricostruire il tutto…

  4. Chiunque con un minimo di competenza sa che le misure previste in simultanea di:
    a) prelevare una quota di overhead sui progetti da parte della sede centrale (in aggiunta a quella prelevata da ciascun istituto)
    b) assegnare alla sede centrale tutto il costo esposto come personale TI nei progetti
    c) ritorno al pagamento decentrato delle utenze
    produrranno nelle condizioni attuali l’impossibilità di realizzare sia le attività di ricerca previste nei progetti, sia le attività di ricerca non finanziate da progetti (finora condotte su base volontaristica), e quindi alla morte scientifica del CNR.

  5. Marta, trovo veramente insensata questa specie di guerra fra “poveri”. Nessuno ha mai addossato la colpa della grave situazione di bilancio ai precari, anzi mi pare che sia stato detto chiaramente e in tutte le salse, sono sicuro anche nello streaming della riunione di Bari, che i fondi per i precari sono bloccati e che se non si facessero le stabilizzazioni si perderebbero comunque (quindi meglio farle, ammesso che gli uffici del CNR si sbrighino).
    Il vero problema è che far entrare più di mille nuovi ricercatori e tecnici nel CNR senza metterli nelle condizioni di fare il loro lavoro, cioè di fare “ricerca” e non solo “fund-raising”, è folle. Ma la colpa di tutto ciò non è di chi mette in evidenza questi problemi e queste contraddizioni, bensì dei vertici del CNR, Presidente in primis, che non hanno obiettivi a lungo termine ma pensano solo al piccolo cabotaggio giornaliero.

  6. Sono d’accordo con l’iniziativa. Penso pure che, sulla stregua di quanto fatto dai precari, bisognerebbe intraprendere azioni unite per coinvolgere l’opinione pubblica sullo stato “precario” del nostro ente. Qualsiasi azione andrebbe pubblicizzata su tutti i canali (dai giornali, alle tv, ai social). Bisogna far capire che il problema è nazionale. Una nazione senza ricerca è una nazione senza futuro!

  7. concordo pienamente con i contenuti della lettera e con l’iniziativa di blocco delle attività. propongo anche di suggerire a vito mocella di portare all’attenzione del cda la possibilità di mettersi alla testa di questo movimento con azioni anche forti quali quella di indire come cda una manifestazione davanti a palazzo chigi. spero che la convocazione dei direttori fatta dal presidente sia per essere per una volta dalla parte degli interessi generali della ricerca e dell’ente.

  8. Nessuno vuole scatenare una guerra tra poveri, siamo tutti dipendenti CNR, tutti colleghi, dobbiamo rimanere uniti e manifestare insieme se necessario.
    La nostra iniziativa è per chiarire ancora una volta che il governo ha stanziato fondi ad hoc per la stabilizzazione dei precari e per mettere a tacere le voci di corridoio che negli ultimi giorni hanno creato allarmismi attribuendo colpe alla stabilizzazione.
    La causa del buco di bilancio andrebbe cercata nella mal gestione delle spese del nostro ente e una domanda nasce spontanea. Chi doveva vigilare, perché non l’ha fatto?

  9. Il messaggio di marta mi pare faccia un po’ di confusione, intanto perchè questa levata di scudi (finalmente!) è dettata dal tentativo di evitare di giungere a una situazione di immobilità, come ha detto qualcuno, e riguarda tutti noi, perché il sottofinanziamento è evidente. D’altra parte, come è già stato fatto notare, la questione della stabilizzazione è disgiunta dalla criticità di bilancio. Invece il messaggio non fa ben capire che nel FOE ci sono 34.5M che vincolati (giustamente) alle stabilizzazioni, di fatto rappresentano una diminuzione rispetto al FOE dell’anno scorso (che pure li inseriva ma come “liberi” dunque utili per le spese correnti) per cui il bilancio 2018-2019, se aggiungiamo i 18M degli aumenti di stipendi incomprensibilmente non erogati, si presenta con un saldo negativo di 52.5 M. Questa è la battaglia su cui si deve concentrare presidente e il cda, che hanno l’obbligo morale di portare avanti (magari non incatenandosi fuori al palazzo che col meteo che c’è a Roma in questi giorni rischiamo di ritrovarci senza vertici…..)

  10. Il prelievo forzoso dei fondi di ricerca mette in luce ancora una volta la grave mancanza di trasparenza e condivisione nella gestione dei fondi dell’ente. Non si tiene conto della mission del CNR che nella pratica ha già subito negli ultimi anni continui cambiamenti nè si individuano le strategie di ricerca.
    E’ necessario individuare azioni concrete che blocchino il prelievo forzoso e daino un chiaro segnale di dissenso.

    1. Umberto non ci serve un pallottoliere, piuttosto informati su quello che sta succedendo ed è successo, informati circa le nostre battaglie, i nostri incontri con i politici e le numerose manifestazioni che abbiamo fatto da due anni a questa parte.
      I conti li sappiamo fare ed è tutto ben documentato.
      Non ci interessano le guerre tra poveri, ma è ora di smetterla di dare colpe del buco di bilancio alla stabilizzazione dei precari perchè il buco esiste già da qualche anno e i responsabili sono i vertici dell’ente.
      Come proposto da qualcuno, sarebbe il caso di scendere in piazza uniti per chiedere aumento del FOE anzichè rimanere a fare i leoni da tastiera e lamentarsi.
      Ripeto quanto detto prima, se il CNR va a picco, andiamo a picco tutti, precari e non.

      1. Per Marta e Precari Uniti: voi che avete degli anni davanti, siete i primi che dovrebbero capire e apprezzare quello che si sta cercando di mettere in luce, in questa lettera ed in altre parallele iniziative. Perchè continui ogni due messaggi a ripetere che si cerca di dare la colpa alle stabilizzazioni, quando ogni due messaggi ti si risponde che non è così? Nessuno dà colpa alla stabilizzazione, come nessuno dà colpa agli aumenti stipendiali che erano previsti dal contratto. Ma è un dato che mancano decine di milioni, non 9 e neanche 20, Marta. Lorenzo ha fatto un conto molto chiaro, e quella è la fotografia della realtà. Non serve negarla. Forse è umanamente comprensibile che non vogliate sentir parlare di difficoltà finanziaria e temiate che questa si ripercuota sulle stabilizzazioni, ma fate un errore. Dovreste capire che le misure proposte metterebbero in ginocchio quel CNR nel quale vedete il vostro futuro. Quindi, tranquillizzatevi sul fatto che nessuna protesta o richiesta di questi giorni comprende un blocco o sospensione delle stabilizzazioni. Ma queste non possono che basarsi su un bilancio solido, trasparente e stabile nel tempo. Smettete di dire che le risorse ci sono e appoggiate la richiesta che il bilancio venga ampliato, e non con fondi dei progetti che sono dati per uno scopo, che se distogliamo dallo scopo per sanare spese generali non avremo più la credibilità per ottenere in futuro, e che non possono per natura garantire la continuità necessaria. Solo un aumento vero del FOE può salvare il CNR e mettere anche voi in condizione di lavorare nel modo per il quale avete lottato.

        1. Patrizia ma chi ha mai detto che appoggiamo le proposte dell’amministrazione di rastrellare soldi agli istituti?
          Spiegami dove lo hai letto perchè nessuno di noi lo ha mai detto ne tanto meno è stato scritto in qualche comunicato. Vedi le voci come girano? E girano pure male.
          Copio e incollo quanto scritto prima, sempre per chiarezza.
          Noi PRECARI UNITI CNR l’11 ottobre siamo andati da Fioramonti (e c’eravamo già stati) per chiedere 100mln di euro per gli epr nella nuova legge di bilancio.
          Ti linko il resoconto di noi precari e quello di Fioramonti:
          1) https://sites.google.com/view/precariuniticnr/eventi-e-news/11-ottobre-2018-incontro-fioramonti
          2) https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=10156792430813410&id=690833409

          Continuo a ribadire che se si vuole realmente un aumento del foe bisogna organizzasi insieme senza divisioni altrimenti le chiacchiere fatte su questo blog o nei corridoi rimangono chiacchiere.

          1. Marta cara, nel momento in cui affermi “Al CNR viene chiesto di cofinanziare con soli 20 Mln di euro a fronte di un bilancio che supera il Miliardo di euro!” manipoli le cifre, perché il finanziamento dello Stato è di circa 600M€ come dici con chiarezza, il resto sono fondi esterni, e il 98.7% dei 600M€ serve per pagare stipendi e oneri contrattuali. E come pensi che campiamo con 8 Milioni di Euro? Non dico per fare ricerca, ma per sederci alla scrivania! Tu affermando subdolamente (perchè è vero dai fatti ma tu lo nascondi) che il CNR deve attingere ai fondi esterni sei perfettamente in linea con la posizione della SAC di applicare il prelievo tombale (nel senso letterale della parola) sui fondi esterni. Se non sei favorevole a questa soluzione, per piacere dillo chiaramente ed esplicitamente, come noi abbiamo detto chiaramente ed esplicitamente che la questione FOE è indipendente da quella della stabilizzazioni.

          2. Poi mi spiegate perchè il blog non mi da possibilità di rispondere al commento di Umberto.
            Mi pare di averti già risposto ieri per mail, ma vedo che continui a non voler capire, anzi a manipolare le risposte altrui per arrivare a conclusioni che distorcono la verità.
            Hai sbagliato persona. Mai stata subdola e (purtroppo) anche troppo diretta.
            Ho commentato prima e te l’ho scritto per mail ieri, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
            Noi Precari abbiamo chiesto soldi per la stabilizzazione e altri 100mln per la ricerca pubblica in nuove legge di bilancio.
            Gli altri dipendenti CNR cosa stanno facendo a parte lamentarsi e sottoscrivere una lettera?
            Pensi che il presidente non sappia del malcontento che ha scaturito la dichiarazione di Mocella circa il rastrellamento dei fondi negli istituti?
            Oggi c’è incontro tra presidente e direttori.
            Vediamo cosa ne esce fuori, dopo di che vediamo di organizzarci tutti, precari e ti per andare a chiedere aumento del foe senza fare solo i leoni da tastiera.
            Buona giornata

          3. Poi mi spiegate perchè il blog non mi da possibilità di rispondere al commento di Umberto.

            Perché c’è un limite nel numero di commenti annidati. Ti ricordo inoltre che questo forum è gestito volontariamente da alcuni tuoi colleghi, fra i quali il sottoscritto. Se non funziona come ti aspetti, puoi benissimo proporti per dare una mano.

            In quanto ai “leoni da tastiera”, mi pare che dovresti piantarla di offendere chi ha la pazienza di risponderti e di cercare di spiegare il proprio punto di vista.

          4. Sabino non ho fatto critiche alla struttura o gestione del blog, ho solo chiesto come mai non mi faceva rispondere a Umberto (non era presente il tasto “Rispondi” come negli altri commenti), le risposte acide risparmiatele perchè non fanno altro che indispettire le persone.
            Altra cosa…Offendere la pazienza di chi mi risponde? Ma di cosa parli? Mica c’è l’obbligo di rispostondere e tra l’altro, finchè si continuano a dire cosa non veritiere e io commenterò.
            Siamo o no in democrazia?

          5. “Sabino non ho fatto critiche alla struttura o gestione del blog, ho solo chiesto come mai non mi faceva rispondere a Umberto (non era presente il tasto “Rispondi” come negli altri commenti), le risposte acide risparmiatele perchè non fanno altro che indispettire le persone.”

            E io ti ho risposto: perché c’è un limite al numero di commenti annidati. Ti ho anche ricordato che il sito e il forum è gestito su base volontaria e ti ho proposto di dare una mano per migliorarlo. Cosa ci sia di acido in tutto ciò francamente mi sfugge.

            “Offendere la pazienza di chi mi risponde? … Siamo o no in democrazia?”

            Chiamare sistematicamente “leone da tastiera” chi ti risponde e la pensa diversamente da te non mi sembra particolarmente gentile né tantomeno basico (a me personalmente da parecchio fastidio, ma non ha molto senso spiegare il perché qui).
            Si, siamo in democrazia, tu hai il diritto di scrivere quello che vuoi e lo fai senza censure, ma non credi che lo stesso diritto ce l’abbiano anche quelli che non la pensano come te?

          6. Ti chiedo senza polemica, sai cosa vuol dire “leone da tastiera” e a cosa mi riferisco?
            Te lo spiego.
            I leoni da tastiera sono quelli che scrivono papiri di roba sul web lamentandosi, ma senza fare nulla per cambiare le cose.
            Pensate realmente che una lettera al presidente e al cda possano smuovere chi di dovere a chiedere soldi per aumentare il FOE?
            Noi precari scorso anno abbiamo occupato l’aula Fermi e ci siamo calati dal tetto del CNR per avere due spicci per le stabilizzazioni in legge di bilancio.
            Comunque sottolineo il fatto che fino ad ora ci sono stati scambi di vedute e nessuno ha mai negato all’altro di rispondere.

  11. Ma scusa Marta, chi e dove avrebbe dato le “colpe del buco di bilancio alla stabilizzazione dei precari”? Io capisco la foga del vedere il giusto traguardo avvicinarsi, e il timore che qualche manina faccia guai, ma bisogna mantenere obiettività e capire la differenza tra dare le colpe e fare i conti. In un bilancio che da sempre è al limite (sono certo che ricordi che per poter giustificare l’immissione di un maggior numero di unità di personale si decise di considerare nel quoziente le entrate esterne), l’ammanco per il rinnovo contrattuale e il vincolo dei 34,5 ha un peso drammatico o no? Non è secondario dare i numeri, perchè chi si deve agitare (soprattutto i vertici, secondo me), deve dare dati concreti e noi tutti dobbiamo avere contezza della dimensione del problema.

  12. Sono d’accordo con l’iniziativa e la lettera. L’unica azione che potremo fare è di rinunciare formalmente ai contratti con una lettera ai committenti, italiani o EU o internazionali, in quanto non siamo piu’ in grado (in realtà già non lo siamo) di fare fronte a impegni e rendicontazioni. L’unica remora, al solito, è che ci sono di mezzo molti giovani pagati su questi progetti.

  13. Cari colleghi, il dibattito è positivo in sé e il numero di commenti dimostra l’interesse del personale a discutere di questioni che lo riguardano direttamente. Mi sembra che sia stato sufficientemente ribadito come la problematica attuale del FOE è disgiunta da quella del superamento del precariato. E’ forse opportuno ricordare che il sottofinanziamento del CNR e l’inadeguatezza del FOE è una cosa nota e più volte denunciata; si veda per esempio quanto ribadito lo scorso anno nello stesso periodo (https://ilnostrocnr.it/2017/11/19/sintesi-cda-del-31-ottobre-2017/) ed in particolare la discussione ai punti 12 e 13 dell’OdG del CdA del 31 ottobre 2017.

  14. devo notare che NESSUNO ha mai chiesto prima,o quantomeno collateralmente, della richiesta di aumento dei fondi,che sia impedito decisamente la permanenza di fenomeni dissipatori tra cui migliaia di incarichi di collaborazione,continue assunzioni di personale TD e di Assegnisti e poi le gare su cui l’Amministrazione Centrale NON è mai intervenuta.Per favore un pò di autocritica non sarebbe un atto negativo;
    Giuliana Agricola,già Dirigente di II Fascia

    1. Dott.ssa Agricola, ma su cosa chiede l’autocritica esattamente, scusi? Guardi che è dai primi anni 2000 che lavoriamo senza un investimento dedicato ai progetti di ricerca, andando a cercare i finanziamenti fuori anche per coprire le spese cogenti degli Istituti, con un definitivo soffocamento dovuto all’invenzione dei progetti “premiali” della gelmini che tagliarono il 7% del FOE. Ci sta dicendo che abbiamo sperperato? Ma noi abbiamo portato le risorse al CNR, Il FOE è raddoppiato solo grazie ai progetti esterni! Assumiamo TD e assegnisti? E questo secondo lei è un “fenomeno dissipatorio”? Ma per favore. Non ci sono state opportunità di reclutamento. Gli ultimi concorsi di qualche peso (oltre 450 posizioni di ricercatore) risalgano agli anni 2010 (concorsi “Mussi”): sono passati più di 8 anni! Io credo che in questo Forum si dovrebbe focalizzare la realtà, che già è abbastanza difficile di per sè in questo momento.

      1. Cara Patrizia, i “fenomeni dissipatori” di cui parla Giuliana Agricola a me suonano molto familiari. Tu sarai fortunata e il tuo istituto sarà particolarmente virtuoso, ma in tante altre realtà del CNR gli sprechi sono all’ordine del giorno.

    2. Condivido la preoccupazione di Giuliana. Negli Istituti gli sperperi sono avvenuti sui fondi esterni, sia quelli eclatanti, sia quelli meno noti ma più diffusi (basta riguardare la lettera scritta “a quei tempi” da Antonella Gargiulo per un esempio). Sul FOE difficile sperperare negli Istituti visto che sostanzialmente non c’è più da anni. Tuttavia lo sperpero avviene nella SAC, dove hanno avuto risorse pressoché illimitate per permettersi tutto quello che volevano (a partire da bagni lussuosi, risiko immobiliare, partecipazioni allegre) ed anche uno stuolo di TD in numero ingiustificato e sproporzionato rispetto ai TD di ricerca, mentre noi pezzenti abbiamo condannato fantastici colleghi assegnisti alla lotteria del Comma 2. Ora si parte da 0 (zero), visto che il FOE è appena sufficiente a coprire stipendi ed oneri contrattuali. Che quanto riusciamo ad ottenere dal Governo come incremento sia destinato con priorità ben precise, partendo dalle necessità cogenti della rete scientifica. Il nostro compito è di vigilare sulle spese, a partire dai nostri Istituti, ed un ruolo importantissimo possono/devono averlo i CdI, che hanno il diritto/dovere di fare le pulci alle spese di Istituto. Un aiuto ci verrà anche dalla prossima immissione di Dirigenti dello Stato, sarà gente giovane, preparata, estranea ai giochi e alle fazioni della SAC e ai rapporti malati con gli Istituti, che rafforzerà il ripristino di condizioni di legalità già in atto.

  15. Mi associo in pieno a quello che scrivono tanti altri colleghi. Il CNR non finisce, si spera, con l’assunzione dei precari. Invece a leggere certi commenti sembra il contrario, sembra che l’unico problema del CNR sia la stabilizzazione, e chissenefrega di tutto il resto. Soprattutto, chissenefrega del futuro, pensiamo solo all’oggi, per il domani c’è sempre tempo.

    E invece no. Per quello che ne sappiamo oggi, il CNR deve trovare 90-100 milioni per sopravvivere l’anno prossimo. Ma, invece di battere i pugni sul tavolo e cercare di ottenere dal governo fondi aggiuntivi (come sarebbe normale fare visto che le stabilizzazioni derivano da una legge dello stato e gli infimi aumenti contrattuali da un accordo con il governo), che fa? Prova a rastrellare tutto il possibile da progetti: overhead, cofinanziamento, contributi per il pagamento degli stabilizzati.

    Benissimo, può anche funzionare quest’anno, ma poi? Cosa succede dal 2020? Che nessuno farà più progetti, perché sarà quasi impossibile rendicontarli e soprattutto perché non ci sarà la convenienza stessa a farli. Per fare ricerca serve poter investire in nuova strumentazione, fare la manutenzione manutenzione di quello che c’è, acquistare materiale di consumo, a conferenze e riunioni internazionali, pubblicare su riviste ad accesso aperto (cosa che diventerà prima o poi obbligatoria o quasi). Invece, da anni ed anni, con i progetti si finisce per pagare solo il personale o quasi, e tutto il resto finisce in secondo piano. E proprio quando si pensava di poter liberare finalmente dei fondi per tornare ad investire e non più solo a vivacchiare, come in uno sfortunato gioco dell’oca si torna alla casella di partenza.

    Ma non basta, perché le stesse persone che per anni ed anni si sono battute per cercare in tutti i modi di mantenere i propri precari, a scapito della propria carriera e magari non dormendo la notte in attesa della conclusione dell’iter di un progetto, ora vengono pure accusate di essere egoiste solo perché qualche volta osano chiedere degli spiccioli anche per i “loro” concorsi. Eh no, loro sono i “fortunati”, il posto ce l’hanno già, che vogliono di più? Stiano zitti e a cuccia e rimangano semplici ricercatori a vita. E se osano dire “basta” a tutto ciò, se osano dire che sono stufi di battersi per ricevere in cambio un pugno di mosche, vengono pure tacciate di egoismo e di volersi opporre alle stabilizzazioni.

    Perché l’unico faro, l’unico problema “vero” sono i precari, tutti i precari. Quelli bravi (e su di loro niente da dire), ma anche quelli asini, quelli che verranno assunti dopo anni di precariato con appena 4-5 articoli su Scopus, quelli che hanno avuto la “fortuna” di diventare magicamente comma 1 sul filo di lana, facendo un concorso TD proprio alla vigilia di capodanno.
    Quanti sono i TD, i collaboratori a vario titolo, gli assegnisti validi e quanti scaldano solo la sedia? Ma che importa? Bisogna prenderli tutti, basta che abbiano il marchio di “precario” e devono per forza entrare al CNR. Senza se e senza ma. Anche la massa di precari della sede centrale, presi da non si sa chi, per fare non si sa cosa, ma che a partire dall’anno prossima si sa benissimo da chi verrà pagata, naturalmente sempre da noi, senza che si possa però mettere minimamente il becco per sapere che diavolo fanno.

    E se qualcuno osa chiedere cosa succederà dall’anno prossimo, una volta stabilizzati i precari, visto che nelle condizioni che si prospettano al CNR non si potrà più fare ricerca, si sente rispondere che non è vero niente, che i soldi ci sono anche se non sembra, e che chi “osa” dire queste cose è contro i precari e quindi è un nemico. Sembra la riproposizione in salsa CNR delle parole d’ordine e dei giochetti contabili del governo attuale.

    1. A questo post si potrebbe rispondere in mille modi. Irridendo, insultando, o anche non rispondere affatto. Voglio provare a rispondere nel modo più difficile ripercorrendo ciò che è avvenuto a partire dal 2014, e scusate se mi dilungo ma per noi precari dell’ultima generazione si tratta di vita e non di chiacchiere. La stabilizzazione nella pubblica amministrazione, di cui il CNR è parte integrante, nasce da una presa d’atto dello sfruttamento dei lavoratori del pubblico impiego ad altissimo livello, con la ormai famosa sentenza “Mascolo” della Corte di Giustizia Europea. Qualsiasi commento sula stabilizzazione nel CNR non può in alcun modo prescindere dal riconoscimento che lo Stato italiano è moralmente e legalmente censurabile se come datore di lavoro fa ciò che non è consentito ai datori di lavoro privati: mantenere in servizio per più di tre anni lavoratori con contratti a termine. Il secondo passo di questa storia è la stesura della delega per la riforma delle norme che regolano il pubblico impiego, l’ormai famoso decreto legislativo 75/2017 che all’articolo 20 reca “norme per il superamento del precariato nella PA”. Solo il grande impegno dei sindacati confederali (sì, piaccia o no i sindacati confederali si impegnano a favore dei lavoratori) ha permesso non solo che il decreto contenesse l’art. 20. Ma anche che venisse riconosciuto che le forme di schiavitù parasubordinata come i contratti di collaborazione e gli assegni di ricerca protratti per un decennio sulla pelle delle persone, perché costano meno, siano da considerare rapporti di lavoro, ed in quanto tali degne di accesso a procedure concorsuali riservate per l’immissione in ruolo. Questo non è stato sufficiente per fare magicamente cominciare le procedure di stabilizzazione ai sensi dell’art. 20 comma 1 e 2 del decreto 75/2017. Perché la legge contiene tutta una serie di “possono” riferito agli enti pubblici che stabilizzano i precari, e non dei “devono” come già era successo per i provvedimenti di Mussi e Nicolais nella legge di bilancio del 2006. Già prima dell’approvazione definitiva i lavoratori precari del CNR si sono costituiti in un assemblea permanente (i Precari Uniti), che con l’appoggio delle organizzazioni sindacali, a volte collaborativo ed a volte meno, hanno lavorato per un anno e mezzo per portare a casa un risultato storico, mai visto al CNR: possiamo infatti arrivare molto vicini alle 2000 assunzioni di precari entro i primi mesi del 2019. Come abbiamo fatto? Lo avete visto anche voi. Un giorno indossavamo la cravatta e venivamo ricevuti in parlamento o al MIUR o in altri ministeri; da soli, senza badanti. Un giorno scendevamo in piazza, centinaia e mai le migliaia che ci saremmo potuti aspettare se tutti i colleghi a TI (tranne i pochi che abbiamo sempre visto alle nostre iniziative) si fossero uniti a noi. Dopo che nella prima presentazione della legge di bilancio era contenuto esclusivamente un provvedimento per l’assunzione di giovani ricercatori nell’università e negli enti di ricerca, per tutto l’ultimo mese della sessione di bilancio del 2017 abbiamo occupato la sala del consiglio di amministrazione del CNR. Due colleghi si sono appesi con le corde sulla facciata di Piazzale Aldo Moro. Siamo stati bravi e coraggiosi, ed alla fine abbiamo vinto, ottenendo un finanziamento di 57 milioni, da finanziare al 50% con le risorse dei bilanci degli enti. Dopo il 4 marzo 2018 il panorama politico è radicalmente mutato. Non ci siamo persi d’animo! Uno di noi lavora adesso nella segreteria tecnica del Viceministro Fioramonti. Abbiamo volto a nostro vantaggio lo scandalo del prelievo premiale 7%, abolito con il decreto legislativo 218/2016, per far destinare quei 34 milioni all’anno ad ulteriori stabilizzazioni di precari. perché forse non ve ne siete accorti, ma siamo 2500 e quindi i 60 milioni ottenuti dal precedente governo non ci bastavano.
      Quindi, prima le persone e le loro vite. Il collega Ugo G. ci rimprovera che stiamo assumendo raccomandati sindacali, nullafacenti, clientes di alcuni direttori? Non solo gli rispondo che i principi della buona legislazione includono la prescrizione che i provvedimenti siano “omnibus”, quindi un unico provvedimento valido per tutta la pubblica amministrazione, che parte da uno stato di abuso contrattuale e non fa figli e figliastri. Se avessimo fatto distinzioni anche noi (e le tensioni all’interno dei precari ci sono state, eccome) non avremmo mai raggiunto lo straordinario risultato che abbiamo ottenuto. Ed infine che il CNR è pieno di TI poco produttivi, demotivati, magari anche sotto inchiesta da parte della magistratura. Quando ci saranno procedure automatiche per ridurre lo stipendio ad un primo ricercatore o dirigente di ricerca che si trova sotto le mediane ASN dei professori associati o professori ordinari dell’università, magari potremo riparlare di selezione all’ingresso delle persone che sono state per anni soggette ad abusi e umiliazioni nei concorsi.
      Già l’anno scorso il bilancio preventivo è stato compilato a patto di fare tagli assurdi a cose come gli abbonamenti alle riviste, o se permettete anche alle prese di servizio di 200 persone, me incluso, che non se ne sono lamentate perché comprendevano il momento difficile per il bilancio del CNR e ritenevano dannoso in questo momento un commissariamento dell’ente. Quest’anno ci è piovuta addosso una modalità folle di rinnovo del contratto, per cui l’aumento di stipendio di 18 milioni non viene automaticamente compensato da un incremento del FOE. Inoltre abbiamo rotto il giochino per cui scrivevamo a ferragosto bellissimi progetti premiali, e poi il CNR usava i fondi per le emergenze del bilancio. Anche noi precari siamo parte del CNR. Il CNR è nostro, e si nota dalla cura estrema che abbiamo avuto vivendo per un mese giorno e notte in Aula Fermi senza fare un graffio, e pulendo prima di andarcene. Siamo consapevoli di essere stati imbarcati in una nave che rischia di affondare, e del resto siamo stati in prima persona abituati a scrivere progetti di ricerca ovunque con i quali sostenere le nostre carriere fino ad oggi precarie. Ebbene: alzate le terga dalle sedie e fate come noi. Chiedete i soldi al governo ed al parlamento in maniera visibile, rumorosa e creativa come i ricercatori sanno fare. Fate capire ai parlamentari che il reddito di cittadinanza è un enorme spreco di denaro e che invece mancano all’appello almeno due miliardi dal FFO e dal FOE, tagli miopi e sciagurati in un periodo di crisi economica. Dimostrate la realtà, che i soldi investi in ricerca pubblica garantiscono un aumento strutturale del PIL nel lungo periodo. Aiutateci a controllare che tutti i soldi pubblici ricevuti vengano spesi per il bene del paese e non per ingrassare clientele, assumere parenti o finanziare progetti inutili.

      1. Credo che molte persone abbiano scelto di non rispondere, piuttosto che deridere o insultare, ma tu hai fatto benissimo a scegliere di rispondere. E che risposta! Sfido chiunque a fraintendere e/o a replicare come se tu avessi scritto altro come hanno fatto con Marta. Più fatti e meno chiacchiere, non importa se siamo precari o stabilizzati.

    2. Trovo il tuo sfogo contro le stabilizzazioni giustificabile solo da un evidente livello di frustrazione, probabilmente non dissimile da quello di chi, “asino” o meno, ha sulle spalle anni e anni di lavoro precario, svolto in condizioni di ricattabilità e scarsa autonomia. Questo potrebbe e dovrebbe essere il presupposto per una lotta comune, ma l’esperienza ci insegna che ogni volta che siamo andati in piazza (MIUR, MEF, Montecitorio, …) a chiedere un adeguato aumento del FOE e fondi dedicati alle stabilizzazioni i TI, con poche eccezioni, sono rimasti a casa, negli uffici, nei laboratori. Visto che ora sembrate finalmente dare segnali di vita e svegliarvi da un lungo sonno, possiamo sperare di avervi al nostro fianco nelle prossime occasioni? O davvero pensate che il vostro orizzonte si esaurisca nel cercare di convincere Presidente e CdA a battere i pugni sul tavolo?

  16. Va sottolineato che la condizione dei precari e le loro giuste istanze sono pienamente condivise dai ricercatori a tempo indeterminato, che hanno sperimentato sulla propria pelle lunghi periodi di precariato.
    E’ necessario individuare azioni concrete che blocchino il prelievo forzoso e diano un chiaro segnale di dissenso.

  17. D’accordissimo con l’iniziativa anche se è ancora poco.
    Dobbiamo unire le forze per ottenere dal governo un aumento significativo del FOE che permetta al CNR di far fronte a tutti gli impegni senza prelevare soldi dai fondi dei progetti di ricerca in modo da non mettere a rischio la sopravvivenza stessa della ricerca nell’ente.
    Tutti i dipendenti pubblici (tranne noi) vanno a lavorare senza che gli venga richiesto di contribuire al funzionamento dell’ente per cui lavorano (pulizia, vigilanza, manutenzione, luce, acqua, tasse per lo smaltimento rifiuti ect sono a carico dell’ente) . Dobrebbe essere così anche per noi e dobbiamo lottare affinchè sia così.
    Speriamo che dalla riunione odierna tra presidente e direttori esca una posizione chiara e forte e prepariamoci a sostenerla se sarà il caso o a mobilitarci se non la riterremo soddisfacente.
    Roberto

  18. Il commento del collega Giuseppe Mattioli dovrebbe essere scritto in effetto bassorilievo sui bit di questa pagina, a futura memoria e come risposta valida per altri eventuali interventi simili a quanto “esposto” dal collega Ugo G.
    Saluti

  19. Io condivido il documento “FOE 2019: Lettera a Presidente e CdA” e non credo che un appoggio a questa iniziativa possa in alcun modo intralciare la meritoria azione dei precari. Voglio rimarcare l’effetto che farà (e ha già fatto!) il prelievo da parte della amministrazione centrale o dei direttori di fondi dei progetti: i fondi esterni non saranno più gestiti da istituti CNR ma da collaboratori universitari compiacenti o da consorzi esterni.

  20. Volevo giusto segnalare che la lettera attuale va bene in questa situazione di emergenza per avere un documento condiviso, ma che credo che possiamo e dobbiamo fare di meglio, spiegando bene le ragioni che portano a chiedere un adeguamento del FOE.
    Ricordo a tutti che nello statuto recentemente approvato uno degli obiettivi del CNR è fornire supporto allo stato per la programmazione delle politiche per la ricerca (articolo 3 la lettera n:” contribuisce all’analisi del contesto scientifico ed economico nazionale ed internazionale e delle prospettive di sviluppo anche al fine di fornire supporto allo Stato, alle regioni e al sistema delle autonomie locali, nella programmazione delle politiche per la ricerca e l’innovazione” )
    Quindi cerchiamo di svolgere il nostro ruolo di supporto allo Stato spiegando per bene in un documento qual è la situazione finanziaria di enorme difficoltà che si va delineando senza un aumento cospicuo del FOE del nostro ente. Una situazione finanziara che mette seriamente a rischio la nostra capacità di competere a livello internazionale sia a livello di risultati scientifici sia a livello di competitività sui progetti di ricerca. Inoltre mettere a rischio la realizzazione di molti degli obiettivi indicati all’art.3 dello statuto a cominciare dal primo, perchè non si possono perseguire gli obiettivi indicati nello statuto senza le adeguate risorse.

  21. Mi sembra che si potrebbe arrivare finalmente a concludere che l’unica via di uscita è quella di una FORTE richiesta di aumento del FOE (qualsiasi cosa possa significare “forte”), insieme.

    Certo, la protesta non può includere lo stop di “tutte le attività di ricerca”: per quelle relative ai progetti di ricerca esterni (in molti Istituti, come il mio: > 90-95% del bilancio dell’Istituto), sarebbe come spararsi sui piedi e sparare agli enti finanziatori esterni … per fare un danno alla dirigenza del CNR. Come potremmo, dopo, pretendere di tornare (a correre: v. sopra) nella comunità scientifica non avendo ottemperato a quanto noi stessi avevamo chiesto/promesso/cercato di fare?

    Inoltre non dovrebbero essere dimenticate le fragilità che ci hanno caratterizzato finora. Noi TI dovremmo prepararci a raccogliere la sfida di Mattioli di “procedure automatiche per ridurre lo stipendio ad un primo ricercatore o dirigente di ricerca [ma anche ricercatore!; ndr] che si trova sotto le mediane” (difficile da digerire, ma farebbe il bene del CNR e di tutti noi). Fatta non solo per evidenziare l’errore e l’ipocrisia della richiesta di assunzioni omnibus perchè se “avessimo fatto distinzioni anche noi (e le tensioni all’interno dei precari ci sono state, eccome) non avremmo mai raggiunto” il risultato.

    Di fatto ora siamo con un Ente al tracollo. Quindi, ripeto, la conclusione è che l’unica via di uscita è quella di una FORTE richiesta di aumento del FOE (in cui siamo disposti a rischiare del nostro per mettere l’attuale dirigenza scientifica, e non, di fronte al suo fallimento, ma soprattutto per ottenere il risultato): insieme, coscienti degli errori e delle ipocrisie (di ciascuno di noi), e delle responsabilità che dovremmo assumerci tutti.

  22. Ma veramente vi sembra possibile che proprio ora, con la bocciatura del DPF da parte della UE e la prospettiva di una ennesima spendig review che non taglierà gli sprechi veri degli enti pubblici (tanti, anche al CNR) ma che ridurrà indiscriminatamente le spese necessarie, il governo possa pensare di aumentare il FOE del CNR? Spero di sbagliarmi ma io sono molto pessimista.

  23. Caro Sabino, hai ragione sulla difficoltà/improbabilità, ma dovremmo chiederci se siamo disposti a rischiare qualcosa, incluso l’insuccesso, oppure preferiamo piangerci addosso qui tutti insieme appassionatamente rinfacciandoci l’un l’altro presunte o vere responsabilità. Di sicuro se non ci aiutiamo da soli nessuno ci aiuterà.

    1. Certo sono d’accordo con te, se non si fa niente non si ottiene niente. Io appoggio in pieno il documento di Napoli e qualunque iniziativa seria e forte che provi a costringere il governo a muoversi. Che poi lo faccia veramente… beh è un altro paio di maniche, però bisogna almeno provarci.

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