CdA CNR Sintesi

Sintesi – CdA 20 settembre 2018

Cari Colleghi,
di seguito la sintesi del CdA dello scorso 20 settembre, il cui OdG trovate a questo link.

Al punto 2 sono state rinviate le richieste di associazione di tipo “incarico di ricerca” per l’anno 2018. E’ stato preliminarmente evidenziata la mancanza di una qualsiasi documentazione che attesti il processo di valutazione delle associature dello scorso anno. Per le richieste in corso così come pervenute da parte degli istituti non appare, in molti casi, evidente la dichiarazione di impegno prevalente.
Difatti il disciplinare sulle Associature all’art 3 comma 2 e all’ art 7 comma 1 riporta quanto segue : “gli associati di cui al presente articolo svolgono attività di ricerca con continuità̀ e impegno scientifico prevalente nell’ambito dei programmi e delle strutture scientifiche del CNR.”

Al punto 3 è stata integrata la delibera 124/2018 sulla riorganizzazione degli “istituti terrestri”, con la soppressione dell’Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale (IBAF) e dell’istituto per lo Studio degli Ecosistem.

Al punto 4 .1 è stata approvato il bando per la direzione degli istituti sono stati approvati 5 bandi (ISMAR, IRBIM, IRSA, IRET, ISPC) e rinviato quello dell’IAS (senza apparenti motivi).
Ho espresso la mia contrarietà al bando di direzione ISPC in quanto esso è basato su un atto propedeutico anomalo, quale è il provvedimento di istituzione dell’istituto assunto dal presidente , che differisce l’efficacia della costituzione alla data di individuazione del Direttore del nuovo Istituto ed in particolare fino alla data effettiva di conferimento del relativo incarico.
Oltre all’abnorme provvedimento, questa istituzione differita ha una duplice conseguenza.
Da un lato si fa coincidere con il mandato del direttore l’esistenza dell’istituto (ma stranamente solo di questo istituto), laddove ogni istituto esiste in virtù del personale che in esso opera. Questo è preoccupante e lascia intravedere una visione verticistica in cui si concepisce un istituto come funzionale al direttore e non viceversa, il che evidentemente è contrario alla Carta Europea dei Ricercatori e al nostro Statuto.
Da un punto di vista economico la ritardata soppressione degli istituti che confluiscono nell’ISPC comporta la spesa delle indennità di almeno 3 direttori ff, con un aggravio di costi per l’Ente di svariate decine di migliaia di euro privo di ogni giustificazione, oltre che di logica. A quasi 2 mesi dalla delibera, difatti, il bando non è stato ancora pubblicato.

Al punto 4.2   è stata approvata l’  assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato mediante chiamata diretta nominativa nell’ambito del bando H2020 Marie Skłodowska Curie Action, individual fellowship.

Al punto 5 è stata rinviata la relazione sulla performance.

Al punto 6.1 è stato approvato il rinnovo della Convenzione CNR ENEA per uso spazi di ENEA per la sede di Portici dell’ IPCB, i cui oneri, relativi ai costi dei servizi connessi all’utilizzazione degli spazi, ammontano a max € 260.000,00 annui

Al **punto 6.2 ** è stato rinviato l’aumento della quota associativa della Venice International University.

Al punto 7 è stata accettata la donazione di un sistema per la caratterizzazione ottica avanzata proposta dalla ST Microelectronics a favore dell’istituto di microelettronica e microsistemi (IMM).

Al punto 8 sono state analizzate le modifiche al Regolamento di Organizzazione e Funzionamento, la cui approvazione mi auguro possa avvenire quanto prima in ossequio al Dlgs 218/2016.

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