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Stralcio – Sintesi CdA del 16 novembre 2018

Cari Colleghi di seguito uno stralcio della sintesi del CdA dello scorso 16 novembre 2018, (cf. OdG).

Al punto 3 sulle linee guida per la stesura del bilancio è stato deciso di chiedere alle strutture un contributo straordinario pari al 50% del costo reale del personale stabilizzato ad essa afferente.
Su mia richiesta, il Consiglio di Amministrazione si è impegnato formalmente a** destinare prioritariamente eventuali nuove entrate nel corso del 2019 a ridurre il contributo richiesto alla rete scientifica**.
Per quanto riguarda l’ulteriore richiesta di applicare un overhead del 25 % delle spese generali dei progetti della rete scientifica ho proposto di vincolare quanto ricavato da tale prelievo alle progressioni di carriera del personale. Poiché nei livelli III e II, dove è collocato attualmente il personale che ambisce a tali progressioni, è presente circa il 93% del personale che sottomette e partecipa ai progetti ciò si configura come una misura di giusto ritorno del prelievo nei confronti del personale.
Tale proposta di modifica è stata accolta dal Consiglio. Essa si correla in modo stretto con la successiva decisione di cui al punto 4 in quanto fornisce la copertura economica alle progressioni di carriera per l’anno 2019, contrariamente a quanto inizialmente proposto dall’amministrazione.

Al punto 4 è stato approvato il Piano Triennale di Attività. Esso è composto da due parti. Una è quella di programmazione scientifica e l’altra è quella del piano assunzionale.
Per quanto riguarda la prima ho sottolineato come, ancora una volta, la rete scientifica sia stata quasi completamente tenuta fuori dalla definizione di tale piano. Difatti il regolamento, pur avendo un’impostazione essenzialmente verticistica, prevede all’art 21 una procedura che parte dalle linee guida che avrebbe dovuto stabilire il CdA (ma che non è stato chiamato a fare) passando per i dipartimenti fino agli istituti, che avrebbero dovuto dare il loro contributo alla definizione finale del Piano Triennale. Nulla, o quasi, di tutto ciò è avvenuto e probabilmente il processo si è arrestato ai direttori di dipartimento. Non sono in grado di apprezzare il contributo del Consiglio Scientifico, visto che opera in semi clandestinità e, in ogni caso, esso non rappresenta la rete scientifica fin quando non vi saranno dei membri eletti al suo interno.
E’ pertanto necessario aggiornare al più presto tale parte del PTA alla luce di un reale coinvolgimento della rete scientifica.

La seconda parte del PTA contiene la parte assunzionale. In essa sono contenute sia le stabilizzazioni di cui al successivo punto 9.1 che nuove assunzioni e progressioni di carriera.
Essa comporta l’assunzione a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2018 di personale già dipendente con contratto a tempo determinato per un numero pari a n. 1064, cui vanno aggiunti i concorsi dei bandi pubblicati ex art. 20, comma 2, del D.lgs. 75/2017 e le chiamate dirette per un impegno complessivo di risorse destinate alle procedure di superamento del precariato e riferite all’anno 2018 pari ad € 61.332.775,00.
A ciò si accompagna una proposta dei nuovi 130 posti da autorizzare “necessari al fine di sostenere, dal punto di vista organizzativo e funzionale alcune attività di fondamentale importanza per mantenere un livello sufficiente di efficacia nello svolgimento dei servizi generali di amministrazione di competenza degli Uffici dell’Amministrazione Centrale e della Rete scientifica.
Tali posizioni sono tutte concentrate sui livelli IV –VII con l’eccezione di 15 posti da Tecnologo, 5 da primo Tecnologo e 3 da Dirigente Tecnologo.
Pur considerando indispensabile fornire un supporto alla rete scientifica, ho trovato inaccettabile una proposta di concentrare le risorse di bilancio esclusivamente su posizioni che escludono quella da ricercatore (nei livelli I-III).
Chiaramente le assunzioni che avverranno ai sensi del reclutamento straordinario previsto dalla Finanziaria del 2017 costituiscono uno stanziamento ad hoc del Governo cui andrebbe affiancato un ulteriore stanziamento dei fondi dell’Ente per le figure che sono il cuore di un Ente di Ricerca.
L’approvazione del PTA è stata necessaria per l’urgenza di dare un avvio concreto alle procedure di stabilizzazione ma appare chiaro che, come per la parte di indirizzo scientifico, sarà necessario aggiornare il PTA anche nella parte assunzionale fin dai primi mesi dell’anno 2019, sia per completare le procedure di stabilizzazione che per rivedere il piano delle nuove assunzioni in un’ottica propria ad un Ente di Ricerca.
Analoga miopia ( o strabismo ?) ho riscontrato nella proposta dell’Amministrazione che prevedeva progressioni professionali per il 2019 per il personale tecnologo, mentre per i profili da Ricercatore erano previste per il 2020.
Ritenendo offensiva oltre che inaccettabile una tale proposta, tenendo conto che l’Ente è inadempiente ormai da vari anni rispetto a tale previsione contrattuale, ai sensi della sentenza della Corte di Cassazione n. 8985/2018, ho proposto l’anticipazione al 2019 delle 120 progressioni a primo ricercatore e delle 90 a Dirigente di Ricerca inizialmente previste per il 2020 ai sensi dell’Art.15 del CCNL.
Per assicurare la copertura economica di tali progressioni ho chiesto al precedente punto 3 di vincolare ad esse il prelievo effettuato sull’overhead, così come prima specificato.
E’ un piccolo passo in avanti ma il numero di posizioni resta largamente insufficiente, stante la mancata applicazione dell’art.15 negli ultimi 8 anni, ed quindi necessario prevedere ulteriori posizioni al prossimo aggiornamento del PTA previsto ad inizio del 2019.
Resta l’anomalia di ricercatori che, unica categoria all’interno di un Ente che è il Consiglio Nazionale delle Ricerche, devono sostanzialmente autofinanziare le proprie progressioni.

Al punto 9.1 è stata approvata la proposta di assunzione di complessive 1064 unità di personale , in possesso dei requisiti di cui ai commi 1, 11 e 12 dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, di cui 701 TD Puri “prioritari” (cf. allegato) e 363 TD Misti (cf. allegato), fra cui figurano anche 31 unità di personale che maturano i requisiti di legge cumulando periodi presso altri Enti e Istituzioni di Ricerca, alla luce del recente parere reso dall’Avvocatura Generale dello Stato prot. n. 571223 del 7 novembre 2018.
E’ stata approvata la lista delle 97 U.d.P. in possesso dei requisiti di cui al comma 1, ma sprovviste della “priorità” di cui al comma 12, per cui l’assunzione è prevista nel successivo biennio 2019-2020.
Per quanto riguarda il personale assunto a tempo determinato tramite “chiamata diretta”, in possesso dei requisiti di cui all’art. 20, comma 1, lettere a) e c) del DLgs n. 75/2017, con idoneità in una procedura concorsuale (di pari livello o superiore) ovvero assunto a seguito di vincita di bandi competitivi è stato chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato.

Varie ed Eventuali
Nel quadro del punto 14, varie ed eventuali ho sottolineato, assieme ad altri membri del CdA, l’anomalia rappresentata dai bandi da Dirigente di Ricerca e Primo Ricercatore : 367.202(sviluppo di modelli teorici per la descrizione di fenomeni collettivi con riferimento a sistemi biologici) ; 367.203 (meccanismi molecolari coinvolti nella stabilità genomica. Capacità di dimostrare la rilevanza di questi studi sulla salute, in particolare su insorgenza e progressione tumorale e nei processi di invecchiamento); Bando 367.204 (approcci nanotecnologici orientati allo studio delle interazioni cellula-cellula nel campo della medicina di precisione); Bando 367.205 (meccanismi molecolari che consentono la sopravvivenza cellulare in situazioni di stress; capacità di utilizzare diversi sistemi modello per dimostrare la rilevanza di questi studi sulla salute).
Tali bandi, emanati senza approvazione del CdA, sono a mio avviso illegittimi in quanto contengono dei profili eccessivamente specifici, contrariamente al Regolamento del personale, ai criteri generali approvati dal CdA e alla Carta Europea dei ricercatori che raccomanda di non richiedere competenze tanto specifiche da scoraggiare i potenziali candidati.
L’invito all’amministrazione al Presidente e all’amministrazione è pertanto quello di annullare ovvero di rettificare i bandi in oggetto per renderli conformi a quanto deliberato dal CdA e richiesto dalla Carta Europea dei Ricercatori.

8 thoughts on “Stralcio – Sintesi CdA del 16 novembre 2018”

  1. Ciao, manca ormai poco più di un mese prima del fatidico 31 dicembre, possibile che non ci sia uno stralcio di calendario (ufficiale) per le stabilizzazioni (firma, presa di servizio)?

  2. Grazie per la sintesi. E’ possibile avere anche la lista dei 97 in possesso dei requisiti di cui al comma 1, ma sprovviste della priorità di cui al comma 12, per i quali l’assunzione è prevista nel successivo biennio 2019-2020 ? Grazie

  3. Non ritengo, personalmente, positivo che il prelievo del 25% sulle spese generali dei progetti (ma di quelli futuri o anche di quelli gia’ in corso?) venga vincolato alle progressioni di carriera: in questo modo si fornisce un’arma ad alcuni direttori, quelli degli Istituti per vocazione con maggiore capacita’ di attrarre progetti, per richiedere piu’ posti per i loro Istituti, penalizzando gli altri. Un po’ come per le stabilizzazioni: gli Istituti che piu’ hanno contribuito al precariato vengono “premiati” con nuovi ricercatori. La possibilita’ di carriera deve essere garantita a tutti, con criteri di trasparenza che permettano di premiare sia la capacita’ di attrarre progetti sia la capacita’ di pubblicare. Inoltre, il prelievo non doveva servire a coprire un pezzo del buco di bilancio? In questo modo, invece, supplisce al governo.

  4. Buongiorno Vito, in merito a quanto scrivi sul parere richiesto all’avvocatura dello stato per l’assunzione del personale con “chiamata diretta”, si tratta di una novità dell’ultimo consiglio di amministrazione? Oppure il parere è già stato richiesto in precedenza e l’amministrazione è in attesa di una risposta? E’ plausibile per queste UdP la presa di servizio entro l’anno?
    Grazie

    1. cosa intendi per una novità ? Il coniglio è orientato positiviamente ma, a fronte di alcune perplessità emerse in consiglio da parte degli organi di controllo, è stato chiesto un parere all’avvocatura dello Stato. Non conosco i tempi ma spero siano brevi

  5. Cari colleghi,
    con la pubblicazione delle delibere n. 210/2018
    e 190/2018 il CdA ha
    proseguito sulla sua linea, già anticipataci da Vito
    Dalla discussione con alcuni ricercatori è emersa la necessità che l’intera base scientifica dei
    ricercatori promuova nuove iniziative atte a bloccare le iniziative prese dal CNR
    Al fine di prendere decisioni
    condivise e ben strutturate che abbiano una rilevanza mediatica,
    abbiamo deciso di riunirci in data 26 novembre alle ore 14,30,
    per un’assemblea del personale CNR di Napoli presso l’area di
    ricerca di Via Pietro Castellino. La proposta è quella di bloccare
    l’approvazione del bilancio del CNR che avverrà in data 30
    novembre. E’ quindi necessario discutere le modalità per realizzare tale blocco.
    Si auspica una cospicua partecipazione dei ricercatori e soprattutto
    l’organizzazione in contemporanea di altre assemblee nelle
    diverse aree del CNR, al fine di promuovere una protesta
    congiunta ed efficace

  6. a me sembra ottimistica la previsione di un prelievo del 25% degli overhead, come interpreta qualcuno. Mi sa che vuol dire 25% dei progetti. Vito, puoi delucidarci?
    C’è anche una farse criptica sui fondi FOE trasferiti come stipendi del personale da rendicontare. Puoi darci qualche spiegazione?
    Il prelievo per gli stabilizzandi è solo il primo anno o è come quota cento (l’anno dopo andrà rifinanziato? e l’anno successivo?)
    In ogni caso, qualunque tipologia di prelievo si prospetti, queste bloccheranno tutte le attività in corso, impediranno le rendicontazioni (col rischio di restituire quanto già incassato e tassato dal CNR) e disincentiveranno chiunque a darsi da fare. Non è un problema di progressione di carriera ma di sopravvivenza dell’ente.

  7. E’ irreale e immorale parlare di ulteriori prelievi ai progetti per coprire buchi nel bilancio:
    Nel nostro istituto già vige il prelievo del 25% sui progetti esterni per coprire le spese ordinarie, che poi tanto ordinarie alla fine non sono, come si scopre facendo il rendiconto, (specialmente missioni non previste dal progetto e quindi non ammissibili).
    Ritorno a dire che il problema è a monte.
    Parliamo di personale per esempio: Mentre noi stiamo ad elemosinare qualche concorso per avanzamento di carriera si continuano ad assumere (e a rinnovare i contratti) per chiamata diretta in tutte le qualifiche specialmente in quelle apicali, (dirigente di ricerca e dirigente tecnologo) . A parte i vincitori di ERC, quali fondi coprono queste spese? Parte di questo personale sembra poi addirittura che venga comandato presso strutture esterne con cui il C.N.R. non avrebbe particolari rapporti.

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