CdA CNR OdG

OdG – CdA 21 marzo 2019

Cari colleghi, di seguito trovate l’OdG del CdA per prossimo 21 marzo.

Come potete vedere, con l’arrivo della primavera e in assenza dei Consigli Scientifici di Dipartimento e con un Consiglio Scientifico privo della componente elettiva, il presidente propone un consistente numero di riorganizzazioni dopo averne annunciato lo stop, forse in quel momento funzionale al bando per la direzione di istituti con personale molto esiguo.
Invito tutti, come sempre, ad effettuare commenti sull’OdG sia contattandomi direttamente sia aggungendo un commento in basso a questa pagina.

  1. COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
  2. APPROVAZIONE VERBALE DELLA SEDUTA PRECEDENTE
  3. PROPOSTA DI REGOLAMENTO PER L’ELEZIONE DELLA COMPONENTE ELETTIVA DEI CONSIGLI SCIENTIFICI DI DIPARTIMENTO
  4. PROPOSTA DI RINNOVO DELL’UNITÀ DI RICERCA PRESSO TERZI DELL’ISTITUTO PER I BENI ARCHEOLOGICI E MONUMENTALI (IBAM) – CATANIA, PRESSO IL GRUPPO DI AZIONE LOCALE “GAL METROPOLI EST” S.C.R.L.
  5. PROPOSTA DI RINNOVO DELL’UNITÀ DI RICERCA PRESSO TERZI DELL’ISTITUTO DI BIOMETEREOLOGIA (IBIMET) CON SEDE A FOGGIA, AFFERENTE AL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIO-AGROALIMENTARI, PRESSO L’IMMOBILE DEL CENTRO SERVIZI DEL DISTRETTO AGROALIMENTARE DEL TAVOLIERE (CS-DAT)
  6. PROPOSTA DI RIORGANIZZAZIONE E FUSIONE DELL’ISTITUTO DI RICERCA SUI SISTEMI GIUDIZIARI (IRSIG) E DELL’ISTITUTO ISTITUTO DI TEORIA E TECNICHE DELL’INFORMAZIONE GIURIDICA (ITTIG), AFFERENTI AL DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE, PATRIMONIO CULTURALE E CREAZIONE DI UN NUOVO ISTITUTO GIURIDICO
  7. PROPOSTA DI RIORGANIZZAZIONE E TRASFORMAZIONE DELL’ISTITUTO DI STUDI SULLE SOCIETÀ DEL MEDITERRANEO (ISSM) NEL NUOVO ISTITUTO DI STUDI SUL MEDITERRANEO (ISMED) AFFERENTE AL DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANE, PATRIMONIO CULTURALE
  8. PROPOSTA DI CAMBIO DENOMINAZIONE DELL’ISTITUTO DI GENETICA MOLECOLARE (IGM) CON SEDE A PAVIA, IN “ISTITUTO DI GENETICA MOLECOLARE- LUIGI LUCA CAVALLI SFORZA”, AFFERENTE AL DIPARTIMENTO DI SCIENZE BIOMEDICHE
  9. PROPOSTA DI COSTITUZIONE DELL’ISTITUTO DI BIOCHIMICA E BIOLOGIA CELLULARE (IBBC) CON SEDE A NAPOLI E RELATIVA CONFLUENZA DELL’ISTITUTO DI BIOCHIMICA DELLE PROTEINE (IBP) E DI PARTE DELL’ISTITUTO DI BIOLOGIA CELLULARE E NEUROBIOLOGIA (IBCN)
  10. VARIAZIONI AL PREVENTIVO FINANZIARIO DECISIONALE PER L’ESERCIZIO 2019
    CONSEGUENTI A MODIFICHE AI PIANI DI GESTIONE PROPOSTE DAI CENTRI DI RESPONSABILITA’ DELL’ENTE – III° PRESENTAZIONE
  11. VARIAZIONI AL PREVENTIVO FINANZIARIO DECISIONALE PER L’ESERCIZIO 2019 CON PRELIEVO DAL “FONDO PER IL FINANZIAMENTO DI PROGRAMMI DI RICERCA DI INTERESSE NAZIONALE” PER IL FINANZIAMENTO DEL PROGETTO VON KARMAN INSTITUTE E PROGRAMMA HUMAN FRONTIER SCIENCE PROGRAM
  12. DETERMINAZIONI RELATIVE ALLE RISORSE UMANE
    12.1 LINEE GUIDA PER L’AGGIORNAMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE DEL FABBISOGNO 2019
    12.2 COSTITUZIONE DEI FONDI PER IL FINANZIAMENTO DEL TRATTAMENTO ACCESSORIO PER IL PERSONALE DIRIGENTE DI II FASCIA DEL CNR PER GLI ANNI 2014, 2015, 2016, 2017
    12.3ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI PERSONALE APPARTENENTE ALLE CATEGORIE PROTETTE DI CUI ALL’ART.1 L. N. 68/99 – APPLICAZIONE ART.7, COMMA 6, LEGGE N. 125/2013
    12.4 AUTORIZZAZIONE INDIZIONE BANDI A TEMPO DETERMINATO AI SENSI DELLA DELIBERA N.188-2018
    12.5 INDIZIONE BANDI PER LA SELEZIONE DEI DIRETTORI DEGLI STITUTI: IRPPS, ISEM, IRCRES, IRISS, ITAE, IASI, IBBA, ISA, IIA, IAS, ISPF
    12.6 NOMINA COMMISSIONE PER LA SELEZIONE DEL DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI RICERCA SULLE ACQUE (IRSA)
    12.7 PROROGA COMANDO
    12.8 VALUTAZIONE DIRETTORE GENERALE – ANNO 2017
  13. PARTECIPAZIONE IN ALTRI SOGGETTI
    13.1 ACCORDO DI COLLABORAZIONE TRA IL COMUNE DI MAZARA DEL VALLO E IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE PER L’OSPITALITÀ DELLA STRUTTURA DI RICERCA IRBIM-CNR – PROPOSTA DI STIPULA.
    13.2 CONVENZIONE OPERATIVA TRA IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE E L’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI PER L’OSPITALITÀ DELLA STRUTTURA DI RICERCA CNR – ISTITUTO DI FOTONICA E NANOTECNOLOGIE – PROPOSTA DI STIPULA.
    13.3 COSTITUZIONE DEL CENTRO DI COMPETENZA DENOMINATO “CYBER 4.0” CON SEDE IN ROMA (RM), NELL’AMBITO DEI CENTRI DI COMPETENZA AD ALTA SPECIALIZZAZIONE SU TEMATICHE INDUSTRIA 4.0 PROMOSSE DAL MISE – PROPOSTA DI PARTECIPAZIONE.
    13.4 ASSOCIAZIONE DIGITAL INNOVATION HUB SICILIA (DIH SICILIA) CON SEDE IN CATANIA (CT), RIENTRANTE NELL’AMBITO DELLE TEMATICHE INDUSTRIA 4.0 PROMOSSE DAL MISE – PROPOSTA DI ADESIONE
    13.5 CLUSTER LOMBARDO SCIENZE DELLA VITA – PROPOSTA CANDIDATURA CNR PER RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO
  14. VARIE ED EVENTUALI

2 thoughts on “OdG – CdA 21 marzo 2019

  1. All’ordine del giorno del prossimo CdA è prevista la costituzione del nuovo istituto di Biologia Cellulare tramite la soppressione dell’IBP e la fusione della componente favorevole dell’IBP a una parte dell’istituto IBCN di Roma.

    Vorrei informare i colleghi che leggono questo sito che si sta compiendo l’ennesimo scempio di regolamenti perpetrato dai nostri dirigenti. Molti penseranno che interessando pochi di noi sia una vicenda di poca importanza. Al contrario vi invito a riflettere sul fatto che è una vicenda simbolica su come i nostri ruoli e i nostri diritti vengono facilmente calpestati e come gli interessi privati dei nostri dirigenti dettino legge nel CNR.

    Cercherò di raccontarvi alcuni fatti sforzandomi di mantenere una certa freddezza anche in questi momenti di rabbia e di indignazione.

    Partiamo dai numeri erroneamente e (dato il suo ruolo) colpevolmente riferiti dal direttore Pozzan nella richiesta di fusione. Viene affermato che in seguito ad una consultazione on-line da lui organizzata nel mese di Agosto su 43 unità di personale dell’IBP solo 7 si erano pronunciate contrarie alla fusione.

    E’ importante premettere che venne istituita questa consultazione agostana per ribaltare l’esito della votazione del consiglio d’istituto in cui 3 ricercatori su 5 dei ricercatori componenti avevano votato contro. Ma è anche importante sottolineare che in Agosto l’IBP contava 41 unità di personale di cui 26 ricercatori (7 a tempo determinato) e 15 tecnici/amministrativi. C’è da precisare che 1 ricercatore a tempo indeterminato (favorevole alla fusione) era in trasferimento a titolo definitivo in un laboratorio in Svizzera e che 8 ricercatori (tutti a tempo indeterminato e contrari alla fusione) avevano in tale occasione scritto al direttore di dipartimento e per conoscenza al presidente e al CdA che non avrebbero partecipato a questa consultazione on line che stravolgeva i regolamenti e metteva in discussione il ruolo del Consiglio d’Istituto. Oltre a questi 8, altri ricercatori hanno votato contro, per cui i numeri di Pozzan sono innanzitutto falsi e derivati da una consultazione illegittima.

    A ciò c’è da aggiungere un altro imbroglio che non è soltanto formale. Si afferma che tale fusione ha avuto l’approvazione del consiglio scientifico. Voglio anche tralasciare il fatto sottolineato da Vito Mocella che ci si dimentica che il CNR ha recentemente approvato il ROF e pertanto nel caso di questa proposta di fusione ci si riferisca ad un consiglio scientifico senza rappresentanti del personale e quindi illegittimo, ma fare presente che tale consiglio scientifico si era pronunciato su un progetto di fusione diverso che prevedeva la fusione intera dei due istituti IBP e IBCN.

    E’ inoltre importante ricordare che quando tutti i ricercatori dell’istituto hanno partecipato alla votazione su questa proposta di fusione avvenuta secondo regolamento gli esiti sono stati i seguenti :

    • Contrari : 11 ricercatori TI; 1 TD
    • Favorevoli : 5 ricercatori TI; 8 TD
    • Astenuti: 1 ricercatore TI.

    La proposta che verrà portata all’approvazione del prossimo CdA è pertanto una nuova proposta di fusione che Pozzan si è ben guardato di far votare come da regolamento ai consigli d’istituto che già avevano bocciato la prima.

    Ma da dove nasce questa fusione che si sta cercando di imporre nel CdA successivo a quello che ha approvato la commissione per la nomina del nuovo capo dipartimento? Forse dal timore che il nuovo capo dipartimento potrebbe non trovare, come sottolineato da molti ricercatori dell’IBP e dell’IBCN, alcun vantaggio scientifico in questa operazione?

    Negli ultimi anni l’IBP ha prima subito una fase di turbolenza dovuta alla costituzione della cosiddetta fondazione Bio For me (insieme a IGB e Istituto Telethon) con il miraggio rapidamente svanito di ingenti finanziamenti della Regione Campania; poi una volta che questa operazione è miseramente fallita e culminata con il trasferimento dell’istituto TIGEM a Pozzuoli, l’IBP ha subito una scissione con formazione di una unità operativa facente capo all’IBBR del Dipartimento AgroAlimentare, dovuta alla “necessità” di rendere l’Istituto piu’ omogeneo per linee di ricerca, con tutti i problemi connessi che continuano a tutt’oggi relativamente a spazi e attrezzature; quindi è stato ventilato l’arrivo nell’Area nell’ordine di: EMBL, IBB, ICB tutte ipotesi poi sfumate nell’arco di pochi mesi.

    Come dimostrato dai fatti si è trattato di operazioni scientificamente dannose per la ricerca e i ricercatori e dettate soltanto dalla smanie di potere e di accaparramento di fondi pubblici. Queste smanie sono d’altronde alla base del tentativo di accorpare le due infrastrutture EuroBioImaging e EMMA Infrafrontier e di conseguenza i finanziamenti Miur corrispondenti in un unico e ben individualizzabile centro di potere che interessa (e interesserà) il direttore di dipartimento e gli ex-direttori sia di IBP che di IBCN, mentre tali finanziamenti dovrebbero interessare un’ampia comunità di ricercatori che opera in diversi istituti.

    E’ emblematico il fatto che i 12 ricercatori che hanno votato contro la fusione (inizialmente proposta secondo regolamento) comprendono la maggior parte delle linee di ricerca che NON fanno capo al gruppo dell’ex direttore (Corda/Luini) e che quindi non vedono in questa operazione nessuno vantaggio per l’Istituto nella sua interezza, così come riorganizzatosi a seguito della recente scissione. E’ inoltre facile immaginare che il perseguire questo disegno che mette al centro il benessere delle infrastrutture piuttosto che i ricercatori dell’IBP e di tutta l’area che quelle infrastrutture dovrebbero avere al proprio servizio, sia prodromico ( come anche quasi auspicato nella richiesta di fusione) ad un’ ulteriore spaccatura dell’Istituto con tutte le conseguenze negative del caso.

    C’è solo da auspicare che il CDA non avalli questa operazione le cui palesi finalità a favore di alcuni costituirebbero un pericoloso modello per future manovre contro i ricercatori e facendosi beffe dei regolamenti.

  2. Vorrei aggiungere un aspetto di tipo procedurale. La Delibera n. 29/2018 che definisce i criteri di riorganizzazione della rete scientifica prevede esplicitamente “il coinvolgimento del personale, anche attraverso i […] Consigli Scientifici di Dipartimento” sin dalla prima tappa del processo di attuazione. L’assenza di tale coinvolgimento potrebbe a mio avviso rendere illegittima qualsiasi delibera del CdA in materia e, quindi, impugnabile innanzi alla Giustizia Amministrativa.

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