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Su circolare 6 e sui Consigli Scientifici di Dipartimento

In data odierna,
ho richiesto due chiarimenti e modifiche sulla circolare 6 e sulle modalità di elezione dei consigli scientifici di dipartimento.

In merito alla circolare 6, avendo rilevato che una potenziale fonte di equivoco eriva da una interpretazione, a mio avviso forzata, della delibera 210/2018 e in particolare del punto 4, che prevede :
” I costi del personale a tempo indeterminato riconosciuti come costi diretti e rimborsati dai soggetti finanziatori di progetti di ricerca, configurandosi quale utilizzo indiretto del FOE da parte delle strutture di ricerca, nell’esercizio 2019 sono automaticamente riassegnati alle strutture stesse come quota di finanziamento ordinaria, con l’obbligo di specifica indicazione dell’utilizzo effettivo delle somme medesime.”

Poiché è fuori di dubbio che la volontà del CdA (ricordo che la delibera è stata modificata in corso di seduta poiché la versione originaria prevedeva che l’intero costo del personale TI venisse assegnato all’amministrazione centrale) non fosse certo quella di assegnare queste quote nella disponibilità dei direttori scollegate dai progetti – come invece sembra trasparire dalla circolare – ho chiesto di effettuare in CdA   un chiarimento in tal senso oppure, se l’amministrazione lo ritiene necessario,  una modifica della delibera in questione   precisando che tali somme restano integralmente nella disponibilità dei piano fianziario del progetto che le ha generate.
Ritengo che non vi sia alcun ostacolo in CdA in tal senso e vi terrò aggiornati in merito.
Naturalmente permangono tutte le altre perplessità in merito alla circolare 6 che sono una delle motivazioni dello sciopero bianco in atto.

In merito alle procedure elettive dei consigli scientifici di dipartimento ho chiesto di rinviare la data di presentazione delle candidature anche per correggere alcune difformità nella composizione dell’elettorato passivo rispetto a quanto previsto dallo Statuto.
In particolare, nell’analizzare l’elettorato attivo e passivo delle imminenti elezioni ai Consigli scientifici di dipartimento ho notato alcune difformità fra Statuto, ROF e delibera.

Lo Statuto all’art 12 comma 9 recita:
“Due componenti sono individuati con procedure elettive nell’ambito dei ricercatori e tecnologi in servizio presso gli istituti afferenti.

Il ROF riprende la stessa dicitura ma in modo sintetico , dimenticando di ripetere nella parte finale della dicitura statutaria: “in servizio presso gli istituti afferenti” , ovvero sottintendendola poiché era già stato ricordato in precedenza, recita:
“Due componenti sono eletti dai ricercatori e tecnologi di ruolo dell’ente, in servizio presso gli istituti afferenti al dipartimento, secondo le modalità stabilite con delibera del consiglio di amministrazione, tra i ricercatori e tecnologi di ruolo dell’ente.

La delibera 60/2019 ha una dicitura invece generica per l’elettorato passivo: “Possono presentare le candidature i ricercatori e tecnologi del CNR di ruolo, in servizio alla data di presentazione delle candidature”.

A parte la ovvia gerarchia delle fonti, essendo lo statuto chiaro e inequivocabile in tal senso, l’elettorato passivo così come individuato dall’amministrazione non differenzia fra i vari dipartimenti con l’esito inconsueto di poter eleggere un umanista del DSU al Consiglio scientifico de Dipartimento di Biomedicina, oppure un avvocato dell’ufficio legale al CS del DIITET.
Ritengo che l’unica possibile interpretazione sia che elettorato passivo e attivo sono individuati alla luce dello statuto e coincidono, includendo i ricercatori e tecnologi in servizio presso gli istituti afferenti al dipartimento.

A proposito dell’elettorato attivo, ho invece notato che sono presenti anche i ricercatori e tecnologi afferenti direttamente ai Dipartimenti e non agli istituti (ho fatto un check a caso sull’ex DG Di Bitetto che risulta nell’elettorato attivo del DSB), mentre a tal proposito lo Statuto è ancora una volta chiarissimo: nell’ambito dei ricercatori e tecnologi in servizio presso gli istituti afferenti, e quindi esclude in modo chiaro ed inequivocabile ricercatori e tecnologi che non sono in servizio presso gli istituti afferenti.

Anche alla luce di ciò ho chiesto di modificare gli elettorati attivi e passivi in conformità con lo statuto e pertanto di rimandare la data di apertura delle candidature, dando ampia diffusione della stessa con congruo anticipo.

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