CNR Elezioni 2019

Fact checking & Fake news

Con insolito tempismo ilGiornale pubblica oggi un ennesimo attacco alla mia persona, a pochi giorni dal ballottaggio del 29 ottobre, cui l’articolo fa esplicito riferimento.

Inutile che io stia a precisare di non far parte di nessun complotto internazionale organizzato da Big Pharma, per altro in combutta con ANAC a Antimafia (quantomeno in buona compagnia), e che la magistratura non mi ha notificato assolutamente nulla (e quando anche lo facesse…), o che i soldi percepiti come arretrato a seguito dell’esito di un concorso art.15 – bandito ampiamente prima della mia elezione – sono la normale conseguenza di un concorso che ha decorrenza dall’1.1.2010.

Il personale del CNR queste cose le capisce da solo, come capisce da solo che quando le vede pubblicate – su una testata nazionale – a pochi giorni dal ballottaggio non è un caso.

È la dimostrazione chiara che c’è il terrore, non la paura ma vero e proprio terrore che io sia rieletto.

Il Giornale pubblica un primo articolo a giugno 2019 per spaventarmi e indurmi a non presentarmi a queste elezioni. Sbaglia, infatti quell’articolo è parte delle mie motivazioni a ripresentarmi.

Ma chi ha il terrore che io sia rieletto ?

In prima istanza chi è in grado di fungere da committente per un articolo su richiesta. I tanti beneficiari dei fondi, attribuiti top-down, che transitano per il CNR e arrivano a ben determinati soggetti, interni ma soprattutto esterni, erodendo il nostro FOE.

Evidentemente a costoro le mie battaglie per riportare all’interno del bilancio dell’Ente queste ingenti somme distolte dal FOE ha dato fastidio, molto fastidio. Come mai nessuno se n’era accorto finora ?

A questi si aggiunge la sponda interna a chi da anni saccheggia il bilancio del CNR, anche per costruire tesoretti con cui fare assunzioni clientelari e che auspica i prelievi sui progetti di ricerca, ai quali mi sono opposto e su cui occorre essere vigili perché al momento non sono affatto scongiurati.

A questo proposito una chicca, nello scorso CdA del 22 ottobre il presidente – nelle varie ed eventuali – propone una variazione alla convenzione approvata per il progetto di televisione scientifica cui io ho comunque già votato contro. Ovviamente ho respinto il tentativo del tutto illegittimo di modificare una convenzione, già approvata con delibera del CdA, senza un punto specifico all’OdG, all’interno delle varie ed eventuali che, come noto sono un punto privo di decisioni specifiche e su cui quindi non c’è alcun parere del Collegio dei Revisori dei Conti. Credete che si tratti di una coincidenza ?

Insomma chi ha garantito per anni il saccheggio del CNR, con la connivenza interna e la compiacenza sonnecchiante anche di certa parte dei sindacati, individua nel mio avversario il candidato ideale per non avere fastidi.
E’ chiaro e il recente pubblico appoggio dell’ex DG non è certo casuale.

Se vi fosse ancora un dubbio in merito la scelta per il ballottaggio la scelta è oggi più che mai chiara.
Per questo voglio ringraziare i tantissimi colleghi che hanno sottoscritto e stanno sottoscrivendo l’appello per la mia elezione che trovate al link

Ballottaggio del 29 ottobre – Appello al voto per Vito Mocella

e che potete sottoscrivere inviando una mail a ilnostrocnr@ilnostrocnr.it.

Per quanto riguarda ilGiornale non posso che ribadire che al risarcimento – certo- che seguirà alla mia prima querela per diffamazione

si aggiungerà a questo punto un secondo risarcimento, stante l’attitudine recidiva del giornalista già oggetto di condanne in merito.

Il ricavato, come già detto, al netto delle spese legali sarà interamente reimpiegato per borse di studio, assegni di ricerca, contratti TD, intitolati “il Giornale-diffamazione”.

È anche questo un modo per aiutare la Ricerca.

6 thoughts on “Fact checking & Fake news

  1. Mi chiedo qual è la fonte della cifra precisa all’Euro 36,137. Certamente interna all’Ente. Eppure una fonte così bene informata non poteva non sapere le ragioni. Pertanto se non è un tranello nei confronti del giornalista e di Direttore e editore del quotidiano, si tratta del confezionamento classico di una menzogna. La cosa triste è che nel CNR avrà l’effetto opposto, perché tutti conoscono i meccanismi e smascherano la menzogna immediatamente. Il problema, come sempre, è la figura che facciamo con l’esterno che questi meccanismi non li conosce e nei casi migliori legge l’intero articolo. Ma non ci sono gli estremi perché il CNR si costituisca parte civile?

  2. SOLIDARIETA’ AL COLLEGA MOCELLA
    Con l’uscita dell’articolo sul GIORNALE di oggi 25 ottobre a firma Fabrizio Boschi, la campagna in corso per arrivare alla elezione di un rappresentante del personale del CNR in CdA inciampa in una pagina vergognosa, caratterizzata da un livello di squallore indegno di un confronto che in più occasioni era stato chiesto fosse ideale, aperto, leale e basato su dati, proposte e contenuti, sostenuto da fatti e da un pregresso militante, per una corretta interpretazione e gestione della scienza. Lo ha fatto un intruso, una testata di giornale che non ha certo la scienza come sua riconosciuta priorità ma sa qual è la data di elezioni di un ballottaggio che evidentemente gli sta a cuore, benché si tratti di un evento del tutto irrilevante dal punto di vista giornalistico. Ciò nonostante entra a gamba tesa e produce un articolo surreale, sconclusionato, canagliesco, ignorante delle prassi della nostra comunità, il cui evidente e unico scopo è quello di esporre alla berlina il brigante Mocella. L’accusa è mossa, la condanna emessa e senza appello. Il brigante che viene introdotto con il numero di matricola, come si fa con un detenuto, è descritto come responsabile di un complotto, di una cospirazione, di appropriamento indebito di denaro, di manipolazione di esito di concorso a proprio vantaggio e persino di voler ostacolare il finanziamento di progetti scientifici dedicati alla cura dell’epatite B e della malaria. Uno mostro insomma, utile per rafforzare e trasmettere irresponsabilmente ai lettori, il sentimento di diffidenza , quando non di vera ostilità, nei confronti della scienza. Ma per fortuna, ci vien detto che il CNR gli sta “con il fiato sul collo” ed è nel mirino della procura.
    Chi ha scritto l’articolo non sa evidentemente nulla di cos’è un procedimento di valutazione né conosce l’arretrato del CNR nel riconoscimento delle qualifiche conseguite né sa spiegare a cosa si riferiscano i 36.000€ del titolo, che pure fanno un certo effetto. La condanna è già emessa e con un tempismo sospetto, due elementi che quando si trattò del suo padrone/editore, il GIORNALE ha sempre stigmatizzato come giustizialismo ad orologeria. Chiaro quindi che questa clamorosa inversione di rotta ha un obiettivo che è quello di ostacolare l’eventuale rielezione di Vito Mocella e, considerata l’oggettiva marginalità dell’evento, indegno di per sé di assurgere agli onori della cronaca, deve per forza avere un mandante. Io non penso e non ho alcun motivo di pensare sia l’altro contendente, che conosco per persona seria e civile, ma è evidente che Vito Mocella è indesiderato da qualcuno che può ottenere l’attenzione dei giornali a diffusione nazionale, non da chiunque.
    Tutto ciò premesso e denunciato, rientrando nel merito di questa campagna elettorale, devo dire che mi aspetterei un bel gesto di solidarietà da parte del candidato Fantini nei confronti di Vito Mocella perché come ho avuto modo di chiedere più volte, e pure ieri, il personale del CNR non vuole eleggere una persona che vinca sulla base di veleni, di bufale, di fatti non dimostrati, di attivismi carbonari, di ostilità aprioristiche e non debitamente motivate, i cui segnali ho pure colto in recenti occasioni. L’ho detto e lo ripeto : un rappresentante del personale che vincesse su questi presupposti sarebbe già dall’inizio del tutto delegittimato e il personale orfano di lui.
    Concludo, perché non posso non farlo notare, che l’articolo del GIORNALE di oggi ha ottenuto uno degli effetti che voleva provocare: quello di creare confusione e indurci a schierarci tra guelfi e ghibellini cercando di devastare il terreno della ragione e della morale. Non è affatto un caso e personalmente trovo sia l’appunto più insolente ed odioso di tutto l’articolo quello per cui già nel titolo il Consigliere Mocella è definito moralista, in modo chiaramente dispregiativo. Questo meccanismo è usato ormai a piene mani da coloro che annegano nel guano delle sconcezze, dei favori illeciti, delle carriere costruite, dei pagamenti in nero, delle millanterie, per sostenere che non è possibile che esistano anime pure e non corrotte. Siamo tutti delle puttane, per ricordare la giornata così titolata da Giuliano Ferrara all’indomani dell’ennesimo scandalo in cui era incorso il premier di allora, suo prediletto. No, non è così, dovete rassegnarvi. Esistono ancora persone che, nonostante i vostri interessamenti, le vostre inchieste, le matricole che recuperate, non sono raggiunte dai vostri schizzi di guano e molti li trovate tra i lavoratori della ricerca che mantengono alto l’onore del loro Paese con un’ottima produzione scientifica a fronte di paghe basse, progressioni difficili, finanziamenti irraggiungibili, strumenti obsoleti, infrastrutture ed edifici cadenti quando non in condizioni igieniche precarie. Sciacquatevi la penna prima di scrivere!
    Diego Breviario
    PS. Proprio per quanto ho appena scritto manterrò il mio atteggiamento di neutralità pubblica nei confronti dei candidati che è quello che mi ha permesso di organizzare i loro confronti, dal vivo e sulle piattaforme. Penso sia stato utile e abbia indicato quali devono essere le modalità di un confronto leale, informato e civile.

  3. Diego, come al solito, ha scritto un articolo magistrale, pubblicato originariamente su Comancio ma che ha voluto riportare anche qui.

    Personalmente ne condivido ogni parola e auspico anch’io che il collega Fantini esprima la sua solidarietà nei confronti di Vito, senza mettere sullo stesso piano accuse senza fondamento e condanne reali.
    Questa è una elezione non una guerra, il dissenso espresso anche in modo forte è una cosa, la diffamazione una faccenda ben diversa.

  4. L’articolo del Giornale rappresenta una ingerenza nella consultazione elettiva all’interno di un Ente pubblico di una violenza e scorrettezza senza precedenti. Diego e il collettivo Comancio come sempre dicono gli argomenti giusti con il tono giusto. Come biologa che lavora nell’area di Roma ho anch’io dei commenti.

    Primo: Comancio ha ragione, noi dobbiamo reagire con indignazione morale. Il Giornale pubblica un articolo indecente nel tentativo (maldestro) di infamare uno dei due candidati a rappresentare il personale CNR nel CdA; uno dei due che domani si troveranno ad interloquire con tutti gli interlocutori del CNR nel Paese. I due candidati al ballottaggio, come del resto gli altri colleghi che hanno partecipato a queste elezioni e ai quali sono grata di avere proposto le loro idee, per me sono specchiati. Non avrebbero raccolto alcun consenso se no lo fossero. Qualunque tentativo di discredito è inaccettabile.

    Ora, chiunque tra i due vada in CdA, sa che avrà un compito difficilissimo. Sa che dovrà affrontarlo con la consapevolezza dell’onore e dell’onere del mandato che avrà ricevuto perchè, ebbene sì, noi ricercatori siamo un pò moralisti, così dice il Giornale; ebbene sì, in larga parte lo siamo, anche con un certo orgoglio, così risponde giustamente Comancio.

    Ora mi scuso in anticipo per la lunghezza, ma il troppo è troppo. Di cosa è accusato Vito Mocella?

    1) L’ignorante articolista del Giornale ignora che quando si vince un concorso con inquadramento retroattivo si percepiscono gli arretrati (è scritto nel bando!) e tenta di presentare questo come un illecito. E’ evidente che l’articolista non ha mai sostenuto un concorso in vita sua. Non sa di cosa parla.

    2) Accusa poi Mocella di bloccare ricerche importantissime. Questo è falso. In nessuno dei resoconti del CdA accessibili a questo sito, si discute mai delle ricerche dei colleghi ex-Merck di Pomezia, serissimi e bravissimi. Di fronte a questa posizione ipocrita e falsa mi sento soffocare di rabbia. Chi, come me, è biologo ed è nell’area di Roma, ha condiviso intensi e fondamentali tratti di vita, di studio e di passione con loro; se non con le generazioni più giovani, certamente negli anni precedenti della direzione, visione e levatura di Riccardo Cortese , che per noi comunità dei ricercatori in biologia molecolare è figura indimenticabile e ineguagliabile. Questa memoria è la nostra memoria. Non si può tollerare tentativo sciacallesco da parte di nessuno. Certo non di un prezzolato del Giornale.

    Usando il tool per la ricerca su questo sito, si può andare a vedere esattamente qual’è stata la posizione di Vito nelle sedute del CdA che hanno discusso del CNCCS. Per esempio, in aprile 2019: “Ho più volte richiesto di rivedere l’intero insieme dei finanziamenti inseriti nella parte vincolata del FOE, in particolare quelle indirizzate a soggetti privati come è maggioritariamente il consorzio CNCCS”. E oltre “Ho richiesto di fare il punto sulla collaborazione fra CNR e CNCCS”.

    Dunque? Dov’è il problema? Un consigliere del CdA del CNR, unico componente eletto dal personale CNR, non può chiedere di chiarire il meccanismo di attribuzione dei finanziamenti al consorzio, di cui il CNR è parte ma di cui è componente minoritaria? E non può esprimere contrarietà in assenza di tali chiarimenti? Ma caso mai sarebbe stigmatizzabile se non chiedesse di capire ciò che gli viene chiesto di approvare!!

    Quali principi sacri e intoccabili bisogna difendere secondo il Giornale, che cosa non si può questionare? Un consigliere non può chiedere di capire i meccanismi di attribuzione dei finanziamenti?! Da quale pulpito il Giornale scrive accuse infamanti sul blocco di ricerche importanti? Il Giornale rappresenta la linea politica, al governo per vent’anni, che ha massacrato la ricerca, arrivando all’apoteosi gelminiana di tagliare PER DECRETO il 7% del FOE. Il Giornale rappresenta l’ottusità degli attori sul terreno dei finanziamenti alla ricerca, che per esempio ha fatto andare via dall’Italia Riccardo Cortese dopo la chiusura dell’Istituto di Pomezia da parte di Merck. Tutti si strapparono i capelli allora ma nessuno ci mise un centesimo: 2009, Governo Berlusconi, ministro della ricerca Gelmini, economia Tremonti, sviluppo economico Romani, sanità Fazio, che vuole il Giornale? Riccardo e i suoi collaboratori coraggiosi hanno trovato qui il nulla. Se ne sono andati in Svizzera, hanno trovato finanziamenti e lì sì che hanno fatto scoperte di rilievo per la salute umana nel mondo, li sì che sono stati i primi al mondo a sviluppare il vaccino contro l’Ebola e sono stati i primi a produrlo in dosi massicce per l’organizzazione mondiale della Sanità. E noi li avevamo a 20 km da Roma! Da quale pulpito, se la linea politica che il Giornale rappresenta, al governo per vent’anni, non è stata mai capace di scelte di coraggio per trattenere, con investimenti adeguati, la ricerca di frontiera? L’imprenditore televisivo De Lorenzo ha poi rilevato le strutture di Pomezia, è stato creato un consorzio, di cui fa parte il CNR. Anche chi, come me, non conosce le carte , capisce che chiedere di rivedere un meccanismo di attribuzione in un consorzio pubblico-privato non significa affatto un blocco delle ricerche e non ha niente a che vedere con il terrorismo violento, verbale e psicologico, messo in atto dal Giornale. Mocella è stato dipinto dal Giornale come uno che opera per lo spreading dell’Ebola come parte di un complotto internazionale! Ma per favore. Sarebbe da ridere se non fosse una bassezza inqualificabile.

    Non si può più sopportare che i ricercatori si debbano costantemente difendere dall’attacco fangoso di gente ignorante che usa invettive violente, in questo caso alla vigilia di una competizione per un mandato elettivo. Non si può perdere il proprio tempo a difendersi da fandonie inesistenti che però hanno il loro impatto su chi non conosce le cose. Vogliamo e dobbiamo discutere di altro. Per esempio Roberto Defez ha proposto qui un articolo pieno di spunti, anche provocatori, interessantissimi, sulla visione della ricerca “Il CNR che vorrei” che vanno oltre il pollaio quotidiano. Io vorrei che discutessimo di quei temi e non stare a ristabilire con i puntini sulle i che Mocella ha esercitato un suo diritto (ma direi un suo obbligo come consigliere), mente il prezzolato del Giornale cerca di accusarlo di quei blocchi alla ricerca di cui il suo governo fu il primo e principale responsabile.

    Ora rivolgo un mio appello ai candidati: domani lunedi 28 ci sarà un confronto in streaming tra voi; l’ultimo diretto, sebbene a distanza. In molti lo seguiremo. Cari candidati, fate un confronto di tono elevato. Voi avete divergenze di programma; il personale si può trovare più vicino all’uno o all’altro; ma entrambi avete programmi e idee. Date una lezione agli ignoranti spargitori di fango. Questo dovete farlo insieme, parlando delle cose vere e dei problemi veri della ricerca; anche degli investimenti pubblico-privati perchè no, ma su un terreno vero. Se no avranno vinto loro.

  5. Non posso che limitarmi a ringraziare Diego e Patrizia per i loro interventi profondi, lucidi e competenti.
    Senza entrare nel merito specifico , rilevo come l’anomalia di una testata nazionale che, apertamente, interviene per interferire in un’elezione interna al CNR, dovrebbe far riflettere sul livello di attenzione che il mondo esterno, della politica dei media, porta a questa elezione.
    Questo, ovviamente, non stupisce me, che ne sono ben consapevole, ma dovrebbe risvegliare quei colleghi che ancora non ne sono consapevoli e che non hanno capito il rilievo delle decisioni che si assumono in CdA.

    Rispettoso del lavoro della stampa. al netto della tempistica anomala legata al voto per il CdA, un articolo di critica giornalistica sul mio operato sarebbe del tutto legittimo, se avesse una base anche minima di fondatezza. Mettermi a capo di un complotto internazionale con ANAC a Antimafia (quale antimafia Procura distrettuale, Commissione bicamerale, ..? ) più che altro è ridicolo.

    E qui vengo al messaggio di Nicola Fantini cui non ho risposto pubblicamente ma lo faccio qui, come ho già fatto su Comancio.

    La solidarietà personale non c’entra nulla in questa vicenda, perché è semplicemente una questione di rapporti umani, importanti ma che poco hanno a che vedere con la vicenda, politica, fra elezione e attacco giornalistico.

    Io non ho mai pensato, neanche lontanamente, che Nicola potesse essere ispiratore dell’attacco del Giornale, non è nella sua indole e non avrebbe neanche i link per influenzare una testata nazionale.
    Ciò premesso, io ritengo del tutto inammissibile la sua risposta: “…Sono garantista con il dott. Mocella e sono garantista con il dott. Di Bitetto…”. Nicola Fantini mette dunque sullo stesso piano me e Di Bitetto! Ma scherziamo? Non intendo parlare della sentenza della Corte dei Conti, con dolo, nei confronti di Di Bitetto. Ma Nicola Fantini se si candida al CdA ha necessariamente seguito quanto io ho fatto e detto sulla vicenda CNCCS, non può non conoscerlo, non dovrebbe neanche aver bisogno di utilizzare la funzione “cerca” di questo sito per rinfrescarsi la memoria, come giustamente suggerisce Patrizia per i lettori più disattenti.

    Invece Fantini non dice una parola sull’accusa ridicola di essere ispiratore di un complotto internazionale e abusa della parola garantismo, che in questo contesto non c’entra assolutamente nulla. Io per il vero garantismo mi sono battuto in prima persona, ma questo appartiene al mio passato di impegno politico.

    Questo è un metodo che il nostro paese ha già conosciuto, tristemente e in ben più gravi contesti, e che in genere è usato da chi non sa cosa voglia dire garantismo. Il garantismo non c’entra, la politica, perché il CdA è l’organo politico, non deve solo essere onesta ma deve anche apparire tale. E a questo fine, lascio a Nicola la visione di un intervento di Paolo Borsellino in una scuola di Bassano del Grappa.

  6. La collega Gabriella Corona, Primo ricercatore, Istituto di Studi sul mediterraneo (ISMED), Consigliere Scientifico eletto nel Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DSU), ci ha inviato questo commento sulla vicenda de Il Giornale. Lei in questo momento non può pubblicarlo per cui lo faccio (molto volentieri) io stesso.


    Vorrei esprimere tutta la mia indignazione per l’intervento del quotidiano “il Giornale” che conteneva attacchi e insinuazioni in merito all’operato di Vito Mocella, candidato ad essere il rappresentate del personale al CdA, privi di un solido apparato di prove. Conosciamo questo tipo di attacchi e il loro essere odiosi nasce anche dal fatto che sono unilaterali e non consentono all’interlocutore spazio per controbattare. E tutto ciò è avvenuto a ridosso del giorno previsto per il voto. E’ un’indignazione che prescinde dalle mie preferenze per l’uno o l’altro candidato. Troppi cari amici ho visto distrutti materialmente e psicologicamente a causa di situazioni simili!
    Questo articolo getta una luce inquietante su questa contesa e ha inquinato un’atmosfera che è apparsa fino al giorno della pubblicazione serena e leale. Questa pubblicazione sta mettendo in discussione il clima di piena libertà di voto e di parola nel quale si sta svolgendo la competizione. Si sta trasferendo nel nostro piccolo ambito CNR un costume davvero odioso della nostra vita pubblica nazionale che consiste nel reiterare attacchi personali e avviare macchine del fango contro chi trova il coraggio di assumere incarichi pubblici.
    E in quanto cittadina, ricercatrice e consigliera eletta di dipartimento ritengo che questa situazione non sia degna di quel modello di paese autenticamente democratico, alla realizzazione del quale molti di noi hanno dedicato gran parte della loro vita lavorativa e privata.
    Gabriella Corona

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