CNR

Il CNR delle tante discipline e dei tanti territori

Nei primi giorni di un nuovo anno è umano coltivare qualche speranza di miglioramento rispetto all’anno che ci si lascia alle spalle.  Le speranze, che non sono sogni, sono lecite se poggiano su qualcosa di manifesto o almeno percettibile.  Quando ne parliamo al nostro interno o ai politici di riferimento (per chi li ha) ricordiamo sempre che il CNR è il più grande Ente di ricerca d’Italia, connotato da un profilo multidisciplinare, una buona produzione scientifica e una discreta capacità di attrarre fondi. Fuori la gente non lo sa e non c’è nessuno che glielo racconta. Nessuno che in un momento come quello attuale, di attenzione e rispetto per la Scienza, ricordi alla gente che il CNR c’è, è vivo e produce avanzamenti nella conoscenza grazie ai soldi che alcuni pagano con le tasse e che i suoi ricercatori riescono a procurargli con i progetti.

Debitamente informati dei successi ottenuti i cittadini probi potrebbero esserne orgogliosi e sentirsi rassicurati da una struttura tecnico-scientifica che garantisca sostegno e attenzione alle loro vite e al loro futuro, a fronte della tante urgenze e sollecitazioni che possono in ogni momento irrompere nelle loro vite reali. Del doman non v’è certezza.
Cittadini probi che potrebbero esercitare quella moral suasion necessaria a dare più concretezza all’attenzione dei politici.

Quello di una visibilità pubblica e positiva del CNR, che di attenzioni negative ne ha e ne ha avute, è un problema che sarebbe bene affrontare, ma la realtà delle cose è che molti  dei suoi effettivi sono altrimenti distratti o impegnati. In quanto alla distrazione, colpisce che con tale patrimonio da valorizzare e a fronte della grave contingenza attuale il CNR, di proroga in proroga, sia lasciato annaspare in attesa della nomina di un nuovo Presidente e del rinnovo di una buona parte del suo CdA. Incomprensibile, anche alla luce di un bilancio problematico sanato solo con il prelievo, forse temporaneo, dei soldi dei progetti, e di un futuro finanziario che sembra profilarsi un poco più roseo ma non programmato rispetto alle tante necessità — edilizie, strumentali, gestionali, di servizio — che si sono accumulate con il tempo.

In quanto all’impegno mi riferisco più propriamente allo sforzo costante e stoico che devono sostenere, in condizioni a dir poco difficili, coloro che sono impegnati a portare a compimento le ricerche che si son visti finanziare. Uno scenario sfibrante ancor più logorato da una campagna mai finita di assunzioni per riconosciuti contributi pregressi e l’imporsi di un modello telefonato di comunicazione interna.

Come reagire? Offrire nel nuovo anno all’opinione pubblica e non solo ai politici di riferimento (che la politica, si sa, è ballerina), l’opportunità di conoscere il CNR con una iniziativa congressuale che chiamerei il CNR delle tante discipline e dei tanti territori (… ma delle poche risorse).

Mai il CNR ha messo in campo una iniziativa del genere e penso che sia giunto il tempo di farlo. Non è dissimile da una conferenza di dipartimento, ma impone un livello superiore: una completa rappresentazione geografica, una scelta di argomenti attuali, di grande impatto e prospettiva, con un linguaggio abbordabile per la gente comune. Un CNR che si presenta al Paese con le sue ricerche più rappresentative.

Non sto alludendo alla mitica assemblea degli stati generali, ma molto più concretamente ad un Convegno di presentazione delle tante ricerche del CNR, presentate per settore di indagine e per provenienza regionale per dire una cosa semplice semplice: noi ci siamo, copriamo il sapere di ogni disciplina e siamo presenti su tutto il territorio.

Immagino che potremmo toccare tanti argomenti scientifici di grosso richiamo e importanza per spiegare alla gente quanto è importante che ci sia il CNR e quanto è necessario che sia adeguatamente finanziato. Immagino che si possano raccogliere e vagliare le candidature, magari attraverso i componenti dei Consigli Scientifici di Dipartimento, di quei colleghi che credono nell’iniziativa e sentono di avere qualcosa di significativo, e al passo con i tempi, da segnalare all’opinione pubblica. Immagino ad un’occasione, anche mediatica, per unire in un unico contenitore quelle tante isolate e disperse notizie giornalistiche che alimentiamo con le nostre scoperte. Immagino il controcanto di un CNR delle maestranze che si fa società.

4 thoughts on “Il CNR delle tante discipline e dei tanti territori

  1. Caro Diego, le tue idee/proposte sono sempre molto interessanti.
    Capisco e condivido il tuo intento e mi trovo costretto a “rilanciare”.
    Dubito infatti che un’iniziativa congressuale possa “fare breccia” nell’opinione pubblica e credo serva qualcosa in più.
    Non sarebbe più efficace un ciclo di trasmissioni (tipo 7 puntate, una per dipartimento) in cui si racconta la ricerca del CNR (con lo stesso spirito che indicavi tu)?
    Se il congresso fosse il “trampolino di lancio” o “l’evento conclusivo” del ciclo di trasmissioni avrebbe un senso e un peso diverso.
    Mi chiedo: qualcuno conosce il nostro collega Mario Tozzi che fa divugazione sulla RAI per contattarlo e capire se la cosa è fattibile?
    La “Fantastica” (o fantomatica) TV del CNR potrebbe aiutare in questa direzione?
    Grazie e a presto

  2. Sì lo sarebbe Roberto purchè sappia conservare lo spirito ispiratore, sciolto ed educativo, e non venga soppresso dal macchinoso conformismo Istituzionale. Purchè si sappiano scegliere oratori e temi tra i più spigliati ed accattivanti . Il ciclo potrebbe essere sia introdotto, spiegandone le ragioni, che concluso, ricavandone le conclusioni. La TV del CNR dovrebbe sentirsi in dovere di farlo perchè l’obiettivo è quello di far entrare il CNR, il suo valore, le sue tante capacità, nelle “case degli Italiani”. No Mario Tozzi, per quanto bravo, non dovrebbe gestirlo perchè ne defrauderebbe la paternità, anche solo involontariamente. Potrebbe aiutare, suggerire il format se vuole. Abbiamo in casa altrettante buone alternative. Grazie per avermi risposto. Mi fa sentire meno solo nel proporre iniziative che intenderebbero dare lustro al mio Ente.

  3. non vi stupite per l’ora ma sto collazionando altro pizzicotto sul sistema naviglio altra situazione di dissipazione finanziaria con ovvia ricaduta scientifica;
    quindi ben oltre discussioni interessanti ma che impediscono al malato c.nr. di lasciare la terapia intensiva:
    volete imporre la espulsione del duo inguscio.brignone? si o no ? no o si ?
    volete impedire la nomina di un presidente berlusconiano conseguenza dell’appoggio berlusconiano a conte giuseppe ? si o no ? no o si ?
    volete impedire la nomina di un direttore generale f. f. proveniente dal sistema di bitetto ? si o no ? no o si ?
    volete imporre la nomina di un secondo consigliere di amministrazione di provenienza r/t eletto da tutto il personale senza aumentare il numero dei consiglieri ? si o no ? no o si ?
    volete imporre finalmente lo stop al precariato che deve essere poi stabilizzato con aumento dei costi del personale senza una rigida programmazione triennale da cui non si deve ” sgarrare ” considerato il fastidioso piagnisteo dei precari uniti e disuniti senza la bonifica preventiva dell’ente? si o no? no o si ?
    come ?
    perbaccolina assediando il manfredi di turno con atti stragiudiziali,politici e giudiziari;
    manca la cultura della attivazione di un diverso modello di gestione base assoluta di un ente diverso che non consenta tv scientifica,bari ed altre amenità senza alcun contrasto inflessibile

  4. Come vedi nostro caro Pietro
    le risposte non ti tornano affatto indietro
    che si tratta di un periodo davvero tetro
    dove al davanti si preferisce il retro.
    E così non c’è alcun confronto
    alcun dibattito né informazione
    quel che conta davvero è il tornaconto
    snobbata e fastidiosa è ogni opinione.
    Ormai tutto è più che pronto
    per imbrigliare la libertà e la ragione
    manca solo l’ultimissimo colpo
    e rinnegata sarà la nostra missione.
    La scienza si farà Amministrazione
    compileremo un quotidiano rapporto
    salveremo in questo modo l’occupazione
    e quello sarà il nostro unico conforto
    Tutto sarà presto normalizzato
    ben controllato e ancor più gestito
    il nostro destino è ormai segnato
    e noi R&D non muoveremo un dito.
    Tornerà il recente e grigio passato
    tornerà piuttosto ringalluzzito
    torna nonostante si fosse segnalato
    per un fare gonfio e decisamente ardito.
    E questa cosa da troppa mestizia
    proprio ora che la nostra Scienza
    ogni giorno fa sempre più notizia
    che da soccorso alla nostra esistenza.
    Ahimè caro Ente, ma cosa fai ?
    perché proprio ora te ne torni indietro
    perché arretri, svicoli, ma dove vai ?
    Solo per non rispondere al nostro Pietro?

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