Adeguamento valore del buono pasto

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  • Questo topic ha 3 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 settimane fa da Gian.
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    • #9226
      Elisabetta Masetti
      Partecipante

        Cari colleghi CNR, mi domando se qualcuno nelle alte sfere stia valutando un aumento del valore del nostro buono pasto, essendo fermo da tempo immemore e non più adeguato alla funzione che dovrebbe assolvere, cioè coprire il valore di un pasto completo.
        La conseguenza in molti casi è che il dipendente debba spendere anche due buoni alla volta per un pasto presso un bar o ristorante, e anche in caso di servizio mensa interna (es presso le aree di ricerca) la qualità del pasto offerto è decisamente scaduta, anche in presenza di convenzioni attive, che prevedono un pasto completo al costo di 7€ e un eventuale adeguamento dei prezzi di listino all’indice ISTAT, ma per contro non prevedono alcun adeguamento del nostro buono pasto.
        Dopo qualche ricerca, leggo che l’art. 5 del decreto-legge n. 95/2012, convertito in Legge n. 135/2012 (nell’ambito della “Spending Review) dispone che il valore nominale dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non può superare l’importo di 7,00 euro per singolo buono. E’ questo l’ostacolo?
        Qualcuno sa cosa sia possibile / necessario fare per chiedere l’aumento, e chi lo può decidere?
        grazie,
        Elisabetta

      • #9227
        Gian
        Partecipante

          Buongiorno,
          leggo sempre con stupore le “querelles” a proposito dei buoni pasto e ne rimango sempre stupito ed un po’ addolorato. Noi dipendenti CNR (dirigenti, ricercatori/tecnologi, tecnici/amministrativi) siamo una categoria previlegiata di lavoratori statali. Il nostro ente garantisce già molte falicitazioni che altri lavoratori non hanno. Ad esempio, un operaio di una ditta edile che si spacca letteralmente le mani non ha diritto a nessun buono pasto…..
          I nostri stipendi sono già alti rispetto alla media italiana (non quella europea), …. non so, non capisco.
          Forse non sarebbe il caso di perdere un po’ di tempo in più per “battaglie” più strutturali e maggiormente legate alla possibilità di lavorare meglio?
          cordiali saluti

          • #9228
            Elisabetta Masetti
            Partecipante

              Caro Gian, pure io rimango stupita e addolorata nel constatare che chi più gode di comoda posizione e buon stipendio sbeffeggi le cause altrui giudicandole indegne di sforzo ed attenzione.
              Ognuno dei diritti, non facilitazioni, di cui godiamo è stato conquistato e difeso, pure il diritto al buono pasto. Non ha minore dignità di altre battaglie che a lei possono toccare di più e non è incompatibile con esse.
              saluti

          • #9229
            Gian
            Partecipante

              Cara Elisabetta,
              mi scuso se inavvertitamente sono apparso offensivo ma non volevo certo sbeffeggiare nessuno, ho solo fatto una constatazione, ognuno è libero di pensare come crede. Cio’ detto continuo a pensare che per una struttura che fa ricerca sia molto più scandaloso che il singolo dipendente non abbia alcuna dotazione annua di default ovvero non abbia nemmeno un cent per svolgere il proprio lavoro a meno di essere in qualche progettualità o che sia costretto a fare viaggi di più di 8 ore cambiando più treni ed autobus perché viene vietato l’uso dell’auto propria che spesso decurterebbe spesa per l’ente e tempo per l’indivviduo… o altri esempi simili….
              Tuttavia, osservo che sicuramente per l’adeguamento dei buoni pasto i sindacati possono dare adeguato supporto perché oggetto di normali politiche sindacali. Buona fortuna.
              cordiali saluti

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