Diritto di opzione per il personale tecnico/amministrativo

Forum Argomenti CNR Diritto di opzione per il personale tecnico/amministrativo

Questo argomento contiene 15 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  MAVE 1 settimana, 2 giorni fa.

  • Autore
    Articoli
  • #6402

    Nelly
    Partecipante

    Oggi dal dipartimento DSSTTA è arrivata la seguente mail:

    “durante la riunione di coordinamento della fase transitoria dei nuovi
    Istituti tenutasi il 2 ottobre presso il Dipartimento è stato anche
    dibattuto il tema del “diritto di opzione”. Su tale punto, viste alcune
    domande pervenute, la Direzione Centrale Gestione delle Risorse Umane ha
    precisato che tale diritto può essere esercitato solo dal personale
    inquadrato nei livelli dal I° al III°; il personale di supporto potrà
    successivamente presentare domanda di trasferimento seguendo l’iter
    normale.”

    Nei provvedimenti di riorganizzazione degli istituti coinvolti nell’ultimo “giro” di riorganizzazioni, cioè ISMAR (http://www.urp.cnr.it/copertine/ente/ente_normativa/ordinamento/2018/113.pdf), IAS (http://www.urp.cnr.it/copertine/ente/ente_normativa/ordinamento/2018/114.pdf), IRBIM (http://www.urp.cnr.it/copertine/ente/ente_normativa/ordinamento/2018/115.pdf), IRET (http://www.urp.cnr.it/copertine/ente/ente_normativa/ordinamento/2018/118.pdf) e IRSA (http://www.urp.cnr.it/copertine/ente/ente_normativa/ordinamento/2018/119.pdf), all’art. 7 comma 3 si legge invece la frase “Resta fermo per il personale interessato, l’esercizio del diritto di opzione verso altre strutture CNR, da esercitare entro 30 giorni dall’adozione del presente Provvedimento”, senza fare differenze fra il “personale” ricercatore e il “personale” tecnico/amministrativo.
    Lo stesso discorso vale per la Delibera 29 del 6 marzo 2018 “Criteri generali di riorganizzazione degli Istituti del CNR” (https://www.cnr.it/it/news/allegato/1358), dove all’articolo 7 si trova la frase “7. Al personale afferente agli istituti direttamente coinvolti nel processo di riorganizzazione, nonché eventualmente al personale afferente a istituti diversi comunque interessati ad aderire al processo del/i costituendo/i istituto/i, è riconosciuto l’esercizio del diritto di opzione in entrata e in uscita, ivi compresa la portabilità dei progetti di ricerca previo accordo dell’istituzione ricevente e del committente di ricerca ove presente”. Anche qui la delibera del Consiglio di Amministrazione usa il termine “personale” in modo generico, senza fare differenze fra ricercatori, tecnici o amministrativi.

    Mi sembra chiaro che l'”interpretazione” della Direzione Centrale Gestione delle Risorse Umane sia in confitto sia con i provvedimenti di riorganizzazione che con la Delibera del CdA di marzo u.s.

    Vorrei quindi chiedere al Consigliere Mocella:

    1- Cosa è successo nelle riorganizzazioni precedenti, il diritto di opzione ha riguardato TUTTO il personale degli istituti coinvolti o SOLO i ricercatori?

    2- Il CdA e/o il Presidente Inguscio può chiarire URGENTEMENTE la questione in modo da evitare interpretazioni arbitrarie, con futuri ricorsi del personale a cui venga negata la domanda di trasferimento?

    3- È possibile evitare una buona volta che gli uffici centrali del CNR interpretino in modo “creativo” certi provvedimenti o certe parti del contratto di lavoro che non gli garbano?

  • #6404

    Ugo G.
    Partecipante

    Quindi secondo la Direzione Risorse Umane chi conta veramente nel CNR sono gli amministrativi e i tecnici (in quest’ordine), i ricercatori sono così insignificanti che il fatto che stiano in un istituto o in un altro non conta. Probabilmente se non ci fossero sarebbe anche meglio, tante seccature in meno.

  • #6409

    Michele L.
    Partecipante

    Provo a dire la mia in attesa di un intervento più autorevole.

    Potrei sbagliare, ma nella passata mega-riorganizzazione degli Istituti CNR, quella del 2000/2001 che ha visto passare gli Istituti da 300 a 100, il diritto di opzione, ha riguardato il solo personale ricercatore. Il senso di una “scelta” di questo tipo dovrebbe essere non il limitare la libertà del personale tecnico-amministrativo ma il ribadire che il motore del CNR è la Ricerca e che questa, in uno scenario “dinamico” di rimodulazione e riorganizzazione, deve poter contare sul supporto di un adeguato numero di unità di personale che istituzionalmente svolgono un lavoro a supporto delle attività di ricerca.

  • #6411

    Giogio
    Partecipante

    A mio parere, in attesa di chiarimenti autorevoli, quello scritto nero su bianco nei provvedimenti citati è chiaro, indipendentemente dal passato. Effettuare ora questa discriminazione sarebbe un contraddirsi.
    Nel merito, un Istituto può si perdere dei tecnici/amministrativi, ma li può anche guadagnare e poter supportare altre linee di ricerca grazie a questo. Anche questa è “dinamicità”, dipende solo dal punto di vista. Possono crearsi opportunità professionali prima impossibili. A meno che non si voglia considerare il personale di supporto come “proprietà” dell’Istituto, o del personale di ricerca. Ma questo è ancora un altro punto di vista…

  • #6413

    Michele L.
    Partecipante

    Caro Giorgio,

    ma se quanto scritto nei provvedimenti è così chiaro (nero su bianco) perché aspettate pareri autorevoli?
    Sul passato, che tu vorresti scollegato dal presente e dal futuro, è la collega Nelly che al punto 1) delle suo post chiedeva
    Cosa è successo nelle riorganizzazioni precedenti, il diritto di opzione ha riguardato TUTTO il personale degli istituti coinvolti o SOLO i ricercatori?

  • #6462

    Vito Mocella
    Moderatore

    Cari colleghi, rispondo per quanto mi è possibile alle vostre domande.
    Nella passata riorganizzazione mi sembra (ma io sono arrivato al CNR subito dopo) che il diritto riguardasse solo ricercatori e tecnologi. Ciò non toglie che la delibera 29/2018 del CdA (su mia precisa richiesta) parla di personale senza operare alcuna distinzione e quindi, a mio avviso c’è poco da discutere. Difatti negli istituti riorganizzati ai sensi di tale delibera mi risulta che l’opzione è stata applicata indifferentemente dal profilo. Capisco che questo abbia creato malumori e tensioni ma sono sicuro che la Direzione Centrale Gestione delle Risorse Umane non può aver
    “precisato che tale diritto può essere esercitato solo dal personale
    inquadrato nei livelli dal I° al III°” perché questo vorrebbe dire andare in contrasto con una delibera del CdA. Credo invece che i malumori di cui sopra abbiano spinto l’amministrazione a proporre un atto di indirizzo sul diritto di opzione al prossimo CdA, convocato per il 10 ottobre. Sebbene il CdA possa, chiaramente modificare le proprie precedenti decisioni a mio avviso questo non può avere un effetto retroattivo e quindi per le ristrutturazioni, come quelle menzionate nell’email del dipartimento DSSTTA , assunte ai sensi della delibera 29/2018 non può che applicarsi tale delibera che, come detto, riconosce un diritto di opzione per tutto il personale.

    • #6467

      gt
      Partecipante

      Nella riorganizzazione del 2010, quella che ha coinvolto INFM, INOA e altri istituti del CNR, il diritto di opzione fu esercitato da tutti i dipendenti, non solo Ric/Tecnol.
      Nella lettera ai dipendenti inviata il 18/1/2010 dall’allora DG Tuzi si fa riferimento infatti ai “dipendenti coinvolti nell’operazione” senza dare ulteriori specifiche. Se può essere utile, ho conservato il documento e posso inviarlo.

  • #6469

    Michele L.
    Partecipante

    Caro gt,

    c’è qualcosa che non mi torna (lettera ai dipendenti del 2010 ???) e comunque: la confluenza di INOA e INFM è successiva alla mega riorganizzazione degli istituti, molti dei quali già attivi con la nuova denonimazione nel 2001/2002, fatta sulla base del “Regolamento sull’istituzione ed il funzionamento degli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche. (Decreto n. 015446) pubblicato in GU http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2000/01/31/24/so/25/sg/pdf
    (vedi art. 28)

    • #6474

      gt
      Partecipante

      Ciao Michele
      Mi riferisco alla riorganizzazione a seguito dello smembramento dell’INFM in tre nuovi istituti e in varie sedi secondarie di istituti CNR già esistenti, che avvenne tra fine 2009 e inizio 2010 (l’INFM era stato fatto confluire nel CNR per decreto ministeriale nel 2003). Credo sia stata l’occasione anche per mettere mano anche in altri istituti CNR, ma non saprei dire quali. Comunque furono coinvolti penso almeno un centinaio di dipendenti (forse più) – direi più o meno lo stesso ordine di grandezza di quella attuale.
      In quel caso il diritto d’opzione valse tutti i dipendenti senza distinzioni particolari.
      Grazia

  • #6472

    Vito Mocella
    Moderatore

    questo l’estratto di una comunicazione del dipartimento per i servizi tecnici e di supporto del 2002 opzione

  • #6475

    MAVE
    Partecipante

    Cari Tutti,
    notizie ufficiose dall’ufficio SGTEP sostengono quanto riportato dalla 29, ovvero che TUTTI i livelli hanno diritto a opzionare. Aspettiamo comunque il CdA di domani e l’atto di indirizzo che sarà presentato/deliberato

  • #6476

    Nelly
    Partecipante

    Ringrazio di cuore tutti i colleghi che hanno risposto e in particolare il Consigliere Mocella impegnato domani nel CdA che dovrebbe chiarire una volta per tutte la questione. Da parte mia mi sono accorta di aver formulato la prima domanda in modo poco chiaro, quello che mi premurava sapere era come si era comportata l’amministrazione del CNR per le riorganizzazioni avvenute DOPO l’emanazione della Delibera 29 del 6 marzo 2018 “Criteri generali di riorganizzazione degli Istituti del CNR” (https://www.cnr.it/it/news/allegato/1358), che se ricordo bene hanno coinvolto alcuni istituti dei dipartimenti di ingegneria e di scienze umane. Dalle risposte dei colleghi intervenuti mi sembra di capire che dal 2000 in poi ogni riorganizzazione ha seguito regole diverse. Posso anche capirlo (anche se non mi sento di condividerlo), però se dallo scorso marzo il CNR si è dato delle regole precise in merito, perché queste non vengono seguite con coerenza dagli uffici della Direzione e dai Dipartimenti?

  • #6479

    Giogio
    Partecipante

    Buonasera,
    Ci sono delle novità dall’ultima riunione del CdA?

    Saluti

  • #6480

    Vito Mocella
    Moderatore

    Il punto sul diritto si opzione è stato rinviato, ma nel corso della breve di discussione ho fatto presente che ogni decisione, eventuale, può riguardare solo il futuro e che le ristrutturazioni in corso o già completate avvalendosi dei criteri generali della delibera 29/2018 prevedono un diritto di opzione esteso a tutto il personale.

  • #6498

    MAVE
    Partecipante

    Sul diritto di opzione, che deve essere garantito a TUTTI, è fondamentale salvaguardare sia i diritti degli opzionanti sia di coloro che non opzionano. E’ necessario vigilare che vi sia un reale coordinamento per la gestione di strumenti e spazi ed evitare lotte tra ricercatori che si contendono stanze/laboratori e strumenti. Mi sembra una cosa di buon senso, soprattutto in realtà dove gli spazi non sono idonei o laddove ci sono laboratori multifunzionali, che questi siano destinati ad un uso condiviso e non esclusivo. Non si può pensare di “cacciare” gli opzionanti da una sede di lavoro o viceversa dare una “spallata” ai non opzionanti perchè magari numericamente sfavoriti. Le ristrutturazioni sono state in gran parte pilotate dall’alto e non sono state supportate da misure adeguate sia logistiche sia finanziarie. Vi informo che il mio Istituto, neo costituito, ha la contabilità bloccata da 24 gg. Missioni basate su fondi inesistenti, fatture da pagare che non si possono pagare, stipendi dei precari che non vengono pagati. La ristrutturazione della rete scientifica mi sembra un intervento di chirurgia estetica mal riuscito.

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.