Finanziamenti che non …

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  • Questo topic ha 1 risposta, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 mesi, 1 settimana fa da andreassi@ifc.cnr.it.
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    • #8411
      patricia.iozzo@ifc.cnr.it
      Partecipante

      Il DM 856 di assegnazione del FOE definisce (Art. 2 comma 1) che “Ai fini dell’elaborazione dei rispettivi bilanci di previsione per gli anni 2020 e 2021, gli enti potranno considerare quale riferimento il 100% dell’ammontare dell’assegnazione complessiva indicata nelle rispettive tabelle per il corrente esercizio, …”. Per il CNR tale 100% comprende 67.840.000 Euro per progettualità a carattere straordinario e per attività di ricerca a valenza internazionale.

      Invece, nella relazione di bilancio previsionale del CNR (CdA 29/11/19) si legge che “la mancata iscrizione in bilancio degli importi di Euro 36.900.000 per progettualità a carattere straordinario e di Euro 30.940.000 per attività di ricerca a valenza internazionale, deriva dalle necessità di recepire ulteriori elementi conoscitivi circa la durata dei progetti e conseguente loro finanziabilità”. Eppure, a partire da pochi giorni dopo, i resoconti del Presidente del CNR ci danno notizia di un’intensa attività del CdA nell’assegnazione dei fondi (… non inseriti in bilancio per la necessità di recepire ulteriori elementi) (modello di efficienza “cotto e mangiato”).

      Fra le altre, viene stipulata una convenzione tra CNR e Fondazione Santa Lucia IRCCS per svolgere il progetto MU.S.A., in cui si legge “VISTO il Decreto Ministeriale n. 856 del 10-10-2019 (FOE 2019) che ha riconosciuto alla Fondazione per il tramite del CNR, un’assegnazione internazionale pari ad euro 1.200.000,00 …”. Ad un riscontro, il citato decreto non menziona la Fondazione, ma solo il contributo di 1.2 milioni al CNR per il progetto MU.S.A. Eppure, il CNR riconosce “un dovuto” di un milione di Euro alla Fondazione, trattenendo per sé una piccola frazione (1/6) del finanziamento, frammentata fra 5 Istituti del CNR (10-95 kEuro ciascuno).

      Peraltro il progetto rappresenta un’eccezione rispetto alla definizione di valenza internazionale “Le attività di ricerca a valenza internazionale riguardano prevalentemente erogazioni necessarie per garantire il rispetto di impegni assunti dall’Italia in forza di accordi internazionali con Paesi membri dell’Unione europea o con Paesi terzi”.

      Mentre è indiscusso il prestigio della Fondazione Santa Lucia e degli Istituti del CNR, diverse perplessità emergono in merito ai processi decisionali. Infatti, dalla succitata convenzione:

      • non si evince chi abbia scelto i centri o la distribuzione del lavoro e delle risorse, considerando che attività previste dalla Fondazione potrebbero essere svolte con competenza nel CNR;
      • si evince che nessun processo competitivo basato sul merito è stato messo in atto; se pur con meccanismo top-down, non risulta alcun tipo di valutazione scientifica e di fattibilità;
      • i progetti descritti dal CNR e dalla Fondazione sono completamente distinti e non sembra prevista alcuna attività di collaborazione o scambio;
      • nel progetto della Fondazione non appare designata alcuna figura di ricercatore di riferimento;
      • la convenzione fa riferimento a “deliverables e milestones” (generalmente utili nei processi di valutazione dei resoconti) che però nel progetto allegato non compaiono;
      • i progetti durano un anno e la raccolta dati è molto intensiva, al limite della fattibilità nel periodo, eppure sono allocati alla Fondazione 30.000 euro per partecipazione a congressi e 30.000 di spese di pubblicazioni per la divulgazione dei risultati (quali? nel Gantt chart è cautamente prevista la sola preparazione di un manoscritto al mese 12); altri costi (equipment, IT) sono scarsamente giustificati; la Fondazione potrà coprire 9 stipendi di personale per un anno di attività (a fronte delle gravose difficoltà del nostro ente in questo ambito);
      • i costi degli istituti del CNR sono presentati in maniera cumulativa, senza alcuna partizione in voci di spesa o altro tipo di giustificazione, apparendo peraltro sia l’attività di ricerca concessa che la relativa copertura economica largamente inferiori a quanto (soprattutto) IN meriterebbe in virtù della capacità progettuale ed expertise nell’ambito della tematica di progetto;
      • la titolarità dei fondi assegnati ad alcuni Istituti del CNR appare affidata ai Direttori (da meccanismo top-down, a meccanismo top-top);
      • la valutazione degli stati di avanzamento sarà affidata a commissari tutti rigorosamente scelti dal Presidente del CNR e dal Direttore di Dipartimento (home-made) e non vi sono indicazioni sulle conseguenze di un eventuale respingimento della rendicontazione (all’insegna dell’ottimismo).

      … e mentre noi passiamo una grande parte del nostro tempo-lavoro ad attrarre risorse in maniera competitiva e, quando ci riusciamo, il CNR continuamente minaccia di sottrarle … intanto 67 milioni vengono concessi a chi? Da chi? Come? E perché?

    • #8412
      andreassi@ifc.cnr.it
      Partecipante

      Cara Patricia,
      grazie per il tuo commento che sottolinea ancora una volta quanto sia importante implementare la cultura della trasparenza delle informazioni nel nostro Ente, soprattutto in riferimento alla distribuzione di finanziamenti pubblici che dovrebbe unicamente avvenire tramite la competizione di idee e meccanismi di valutazione al di sopra di ogni sospetto.
      Le assegnazioni attraverso le “phone calls”, cioè le chiamate agli amici, sono tanto più inaccettabili se si considera la nostra fatica quotidiana di reperire fondi per la ricerca.
      A questo punto, auspico che arrivi qualunque altra delucidazione dal nostro rappresentante in CDA sulla convenzione tra CNR e Fondazione Santa Lucia IRCCS che possa essere utile al fine della trasparenza delle informazioni.

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