Io dipendente del CNR e malata in follow up

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Patty 4 settimane, 1 giorno fa.

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  • #7604

    Patty
    Partecipante

    Vi scrivo con la speranza di riuscire ad essere comprensibile, vista la complessità della questione.
    Sono dipendente del CNR dal 1991.
    Nel 2014 mi è stato diagnosticato un tumore mammario trattato chirurgicamente e con radioterapia, e, successivamente, con ormonoterapia adiuvante considerata “terapia salvavita”.
    La suddetta terapia ha una durata di 5 anni così come il programma di esami per il monitoraggio della malattia, il cosiddetto “FOLLOW-UP”.
    Il follow-up prescrittomi è quello previsto dal Protocollo Nazionale per la cura dei tumori.
    Il CNR riconosce ai dipendenti malati ed in follow-up, il beneficio di poter usufruire di una giornata di permesso ogni qualvolta si rechino ad eseguire uno degli esami diagnostici o strumentali previsti dal follow-up e, per dette assenze, spetta l’intera retribuzione, ivi compresa quella accessoria (cfr. Circolare CNR n. 13/2015).
    Ma questo accade solo ed esclusivamente se, sull’attestazione rilasciata al paziente dalla struttura che ha eseguito l’esame, è espressamente scritto che lo stesso è stato eseguito in regime di “day hospital” o “day service” (cfr. Circolare CNR n. 13/2015).
    Il “day hospital”, com’è noto a tutti, prevede un ricovero di una giornata in una struttura ospedaliera, alla fine della quale ti rilasciano un certificato di ricovero.
    Diversamente, il “day service” è una modalità di assistenza ricompresa nel livello territoriale delle prestazioni specialistiche ambulatoriali ed è finalizzato alla gestione di casi clinici la cui soluzione richiede l’erogazione di indagini cliniche e strumentali plurime e multidisciplinari, anche complesse, previste da uno specifico percorso diagnostico qual è, appunto, quello del follow-up.
    Tali prestazioni in regime di “day service” rientrano nei P.A.C.C. (Percorsi Ambulatoriali Complessi e Coordinati), stabiliti dal Ministero della Salute.
    I percorsi P.A.C.C. prevedono a loro volta che il paziente venga preso in carico dalla struttura che gli ha prescritto il follow-up e che egli possa, all’interno della stessa struttura, eseguire periodicamente tutti gli esami previsti dal follow-up facendo il minor numero di accessi possibile alla struttura.
    Ciò significa che il paziente può eseguire, nella stessa giornata, più di un esame pagando un solo ticket sanitario.
    Questi efficientissimi P.A.C.C. sono attuati con una normativa Regionale – in rispetto dell’“Intesa Stato Regioni” perché erogati dagli Enti del Servizio Sanitario Regionale – secondo la quale, ogni Regione decreta le “Linee guida per l’attuazione dei P.A.C.C.”.
    E quì casca l’asino!
    Per quanto riguarda la Regione Campania, il Decreto Regionale n. 4 del 17/1/2018 è l’ultimo di mia conoscenza con cui, seppur previsti dallo Stato, la Regione Campania non ha ancora attivato i P.A.C.C. per i follow-up oncologici e trapiantologici!
    In sintesi, la Regione Campania non attiva i P.A.C.C. per i follow-up oncologici, ma ha attivato solo un “Tavolo Tecnico” per la discussione del problema (…so che in Italia non tutte le Regioni li hanno attuati, ma non so dirvi in quali, oltre alla Campania, non siano attivi…) e, di conseguenza, io non posso effettuare nessuno degli esami diagnostici o strumentali previsti dal mio follow-up, in regime di “day hospital” o “day service”; ma devo continuare ad effettuarli presso centri pubblici o privati convenzionati esterni alla struttura che mi ha prescritto il follow-up e quindi NON in regime di “day hospital” o “day service”!
    E ciò con la ricaduta che, il CNR, in maniera molto miope, pretende che io, per potermi assentare per eseguire gli esami diagnostici e strumentali previsti dal mio follow-up, non potendo certificarne l’effettuazione in regime di “day hospital” o “day service”, usufruisca di: permessi giornalieri o orari da recuperare, ferie o altri permessi soggetti a decurtazione secondo la Legge “Brunetta” (cfr. Circolare CNR n. 13/2018).
    Ciò, a mio parere, comporta una netta discriminazione tra i dipendenti del CNR che risiedono nelle regioni in cui sono attivi i P.A.C.C. e quelli che risiedono nelle regioni in cui questi non sono attivi!
    Personalmente mi sento oltremodo penalizzata dal CNR, rispetto ai colleghi in follow-up come me che risiedono in regioni più “attente” all’assistenza sanitaria!
    Oltretutto, tali “norme” sono contrarie agli obiettivi assegnati dallo Stato alla Regione Campania di riduzione del tasso di ospedalizzazione che, se raggiunti, le permetteranno di uscire dal piano di rientro (cfr. DPCM del 12 gennaio 2017 artt. 42 e 43 – cfr.), per cui dubito fortemente che la Regione Campania sia interessata ad attivare i P.A.C.C.
    Il 1/6/2017 inviai anche un “reclamo” all’URP della Regione Campania per avere chiarimenti, ma non ho mai ricevuto risposta.
    A rigurado voi che ne pensate?
    Nel ringraziarvi per l’attenzione ed il tempo che mi avete dedicato, vi invio i miei saluti e vi auguro buon lavoro.

  • #7607

    Sabino Maggi
    Amministratore del forum

    Che dire? Quello che racconti è semplicemente desolante.
    La burocrazia del CNR ci sta strangolando, ma quando arriva a toccare il diritto fondamentale alla salute, diventa vera e propria cecità e accanimento.
    Immagino che tu abbia cercato di presentare il tuo caso all’Ufficio Personale, che ti hanno detto?

  • #7626

    Patty
    Partecipante

    Grazie per il tuo supporto Sabino.
    Ho lottato con il CNR per ben 3 anni a botta di mail, PEC, raccomandate e lettere di un avvocato… la risposta è sempre la stessa: loro applicano la normativa nazionale (intesta Stato-Regioni e legge Brunetta) ed il fatto che ci sono Regioni scoperte da questi servizi non è affar loro, dovrei reclamare alla Regione.
    Nel frattempo posso usufruire solo dei 3 giorni all’anno per visite mediche ed accertamenti dignostici, dei permessi giornalieri o orari da recuperare, ferie o altri permessi soggetti a decurtazione secondo la Legge “Brunetta” (cfr. Circolare CNR n. 13/2018), come tutti gli altri dipendenti non in follow-up.

  • #7628

    Sabino Maggi
    Amministratore del forum

    Una cosa che non capisco è: perché non puoi usufruire dei permessi di malattia per queste cure, visto che le fai in centri pubblici o convenzionati? Non basta che ti rilascino un certificato che dimostra che hai effettuato un esame diagnostico/strumentale? Quale abnormità si sono inventati a livello di governo centrale (non di CNR in questo caso) per mettercela in… per danneggiare i diritti basilari come quello alla salute dei lavoratori onesti (mentre i disonesti fanno comunque quello che gli pare)?

  • #7635

    Patty
    Partecipante

    Perchè la malattia prevede che io stia a casa ed il mio medico curante certifichi telematicamente tali assenze.
    In più, ogni giornata di malattia è soggetta a decurtazione secondo la Legge “Brunetta”… come si dice: “cornuta e mazziata”.

    • #7643

      fede
      Partecipante

      Ciao Patty. Sono veramente basita, non pensavo potessero accadere anche cose del genere nel cnr. Hai provato a spiegare la vicenda a Mi Manda Rai Tre? Non costa nulla e spesso è risolutivo. Tantissimi auguri affinché i tuoi diritti vengano prontamente riconosciuti.

  • #7644

    Patty
    Partecipante

    Grazie fede,
    ho cantattato le Iene un anno fa e loro mi hanno telefonato per farsi raccontare tutto a voce, ma ad oggi non c’è stato altro.
    Vorrei capire se ci sono altri dipendenti del CNR malati e in follow up, (anche per altre patologie, non solo per quella oncologica), e che risiedono in regioni con lo stesso problema, così da poter fare qualcosa insieme.

    • #7645

      fede
      Partecipante

      Sarebbe utile anche sapere come si comportano le altre amministrazioni pubbliche in Campania, ovvero se pretendono la stessa documentazione del cnr o si regolano in altro modo. Se vi è una legge nazionale, questa non può discriminare i cittadini sulla base della regione in cui risiedono né i cittadini possono essere penalizzati per eventuali responsabilità delle amministrazioni regionali.

  • #7646

    Patty
    Partecipante

    Vorrei aggiungere che l’ultimo CCNL (Comparto Istruzione e Ricerca) del 19/4/2018 non fa alcuna menzione dei dipendenti che necessitano di follow-up.
    Completamente cancellati dalla normativa!!!

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