Regolamenti CNR

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Questo argomento contiene 44 risposte, ha 17 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Umberto Amato 1 settimana, 2 giorni fa.

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  • #1639

    Umberto Amato
    Moderatore

    Avviso che il CNR ha istituito una Commissione per riscrivere i Regolamenti del CNR alla luce del nuovo Statuto e della legge Madia. Non ne conosco la composizione completa, ma sono stato appena nominato su indicazione del Presidente. Mi è sembrato incisivo nell’auspicare dei regolamenti che facilitino lo svolgimento della ricerca, almeno per quanto di competenza dell’Ente. Ancora non so molto, se non che la settimana scorsa si è tenuta una prima riunione di insediamento e che la prossima si terrà mercoledì 19 prossimo. A breve sarà pronto un documento con il testo dei vecchi regolamenti a confronto con una proposta di modifiche abbozzata nella precedente gestione CNR.
    Credo sia un’occasione importante da non sprecare. Metterò a disposizione su codesto sito, tutta la documentazione che si renderà via via disponibile e sono disponibile a portare in Commissione le proposte, sono certo numerose, che verranno discusse su codesto thread. C’è molto spazio per proporre e difendere quei cambiamenti che abbiamo sempre auspicato. Ovviamente sono disponibile anche per chi voglia contattarmi personalmente. A presto con gli aggiornamenti. Umberto

  • #1640

    Delia Evelina Bruno
    Partecipante

    Ottima notizia. Abbiamo l’opportunità di avviare, in maniera condivisa, un processo di cambiamento. A prestissimo ed in bocca al lupo per l’avvio dei “lavori”!

  • #1643

    Umberto Amato
    Moderatore

    Il nuovo Regolamento verrà scritto sotto forma di modifiche al vecchio testo. Per agevolare il lavoro è stato fornito un file in Word che contiene il Regolamento vigente comma per comma in una prima colonna; le proposte vengono inserite in una terza colonna (la seconda contiene delle proposte già maturate, da quanto ho capito, durante la gestione Annunziato). Il file Word è scaricabile qui. E’ disponibile anche un file pdf (scaricabile qui contenente di nuovo i Regolamenti vigenti comma per comma ma un numero maggiore di proposte già formulate.
    Poiché mercoledì 19 è prevista la riunione della Commissione e i componenti porteranno le loro proposte, invito tutti a proporre modifiche ai Regolamenti in tempo per la seduta nella modalità preferita (discussione aperta sul thread, contatto personale all’indirizzo umberto.amato at cnr.it, il modello Word allegato e compilato, ecc.)

  • #1687

    Paola Avallone
    Partecipante

    Complimenti Umberto. Chi sono gli altri componenti?

    • #1688

      Umberto Amato
      Moderatore

      In tutta onestà non conosco ancora la lista completa altrimenti l’avrei già messa online. L’indirizzario in cui ci sono anch’io (una quindicina di persone) è certamente incompleto perché nel messaggio si fa riferimento a due (presunti) componenti che non sono inseriti nell’indirizzario. E’ importante conoscere i componenti in modo che chi lo preferisce può rivolgersi a quelli della propria area. Nel tuo caso mi sembra che il più vicino a te (come Area) sia Rino Falcone ma non so se ce ne sono altri. Mercoledì dovrei capire la lista completa e la metto in rete. Nel frattempo per piacere diffondi il più possibile l’informazione e la disponibilità a raccogliere le proposte del personale. Grazie

  • #1711

    CNR29
    Partecipante

    Ottima notizia e grazie in anticipo per quanto potrai/potrete fare.
    Una prima proposta riguarda le funzioni del Consiglio di Istituto (CdI), ridotte ora al minimo storico (esprime pareri e formula proposte): mi pare non ci sia nemmeno più la possibilità di verificare i bilanci e con le recenti “sorprese” mi pare che qualche misura in tal senso sia necessaria.
    Una seconda riguarda il parere del CdI nella procedura di selezione del Direttore di Istituto che dovrebbe diventare vincolante, o almeno avere un peso molto importante, soprattutto se basata su una consultazione del personale (che al momento non è prevista). Questo per scongiurare, per esempio, quanto accaduto in un recente passato quando è stato confermato per il 2o mandato consecutivo un direttore uscente, nonostante il parere non favorevole del CdI ed una valutazione non positiva del suo operato da parte della commissione di valutazione degli istituti (anno 2014).
    Infine una domanda: ma il mandato di Direttore di Dipartimento è previsto che rimanga a tempo pieno o no?
    Grazie mille

    • #1715

      Sabino Maggi
      Amministratore del forum

      Condivido, il Consiglio di Istituto così com’è non serve a niente. Se deve esserci un organo di controllo dei singoli istituti (e deve esserci), deve avere dei veri poteri, non essere ridotto ad un mero organo consultivo, di fatto senza alcun potere reale. Alla faccia dell’Europa, della Carta Europea dei Ricercatori (carta straccia, nel CNR attuale) e della autonomia dei ricercatori.

  • #1718

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Condivido sull’interrogarsi in maniera seria sul ruolo del CdI. Bisogna poter uscire dalla semplice “consultività”, peraltro coniugata nel vigente regolamento nel peggiore dei modi, senza nessun obbligo di esigere/trasmettere pareri d/ai dipartimenti. Dei punti a-g del comma 1 art. 13 attuale solo i primi due (a e b) “sono trasmessi” (non “devono essere”) al Dipartimento (che li chiede mai?). Il punto f, la mera novità Nicolais sul vigente regolamento, pure dovrebbe essere rivista. Qual è il senso della “forma anonima” sull’analisi delle linee strategiche del futuro direttore? Una direzione non è ben più del documento di Linee strategiche?
    La convocazione (comma 2a) inoltre, dovrebbe essere permessa anche ai componenti e non solo al direttore durante la normale attività e non solo nel caso del punto f (nella quale credo sia stata dovuta inserire per aggiunta successiva di questo punto, che negava l’onnnipresente 2a.
    In conclusione, stante al significato attuale dell’Articolo 13, sono del parere che se non ci saranno cambiamenti meglio sopprimere del tutto questi organi senza senso e lasciare la consultività alle personalità dei vari direttori, al carattere umano, più che ad un dettato regolamentare fintamente timido, fatto di concetti monchi da teatro dell’assurdo: consultività (senza doveri), espressione di pareri (ma non vincolanti)…. Si eviterebbe il rischio almeno di incrostrazioni storiche di assurdo sull’assurdo come il presente articolo 13 e ruolo del CdI nel tentativo (mai riuscito) di rispettare la Carta Europea dei Ricercatori.

  • #1725

    Delia Evelina Bruno
    Partecipante

    Anche io credo che sia assolutamente necessario rivedere innanzitutto l’Art. 13 relativo al ruolo del Consiglio d’Istituto. Attualmente è un organo quasi inutile poichè le proposte e le segnalazioni rimangono “lettera morta”. Oltre ad un potere che dovrebbe diventare vincolante per le attività dell’Istituto, per i concorsi dei direttori ecc., il CdI dovrebbe realmente (secondo l’Art. 4) partecipare alla Conferenza con il Direttore di Dipartimento, riportando all’attenzione dei piani superiori, l'”andamento” del proprio Istituto. E’impossibile registrare miglioramenti nei vari aspetti, se non si ha una vera voce che viene dalla “base”.
    Mi viene in mente anche l’Art.11 sulla disciplina dei direttori d’istituto: quanto dura l’esercizio ad interim? Non sarebbe il caso di vincolare temporalmente questo tipo di incarico?

  • #1727

    Paola Avallone
    Partecipante

    Da rivedere completamente l’art. 10 . (Procedura di selezione del direttore di istituto) nell’ottica di insistere in qualche modo che ormai il CNR ha nel suo interno personalità di rilievo che possono fare i direttori di istituto e non devono essere scavalcati dal solito universitario di turno. Pertanto deve essere scelto tra i ricercatori CNR.

    Da ciò ne consegue una revisione dell’art. 13 (Consiglio di istituto). Concordo con chi mi ha preceduto sul fatto che il Consiglio di Istituto così come è formulato non svolge una piena funzione, molto spesso limitandosi a discutere di organizzazione interna dell’Istituto. Se si vuole dare un valore scientifico dovrebbe essere o affiancato o sostituito da un Consiglio Scientifico, come era una volta, nel quale oltre ad una percentuale di membri interni, si prevedono dei membri esterni scelti provenienti dalle Università o dalle imprese, senza oneri a carico del CNR, al limite un mero rimborso spese.

    In questi regolamenti non sono previste le norme relativi ai concorsi. Ma voglio comunque esprimere il mio parere. In particolare mi riferisco alle nomine dei componenti le commissioni di valutazione. In queste almeno un membro interno CNR, se non due, dovrebbe esserci.
    Infine non permettere che nei passaggi da Ricercatore a Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca i concorsi siano aperti anche all’esterno e che le tematiche siano meglio identificabili, non come gli ultimi banditi nei quali le aree disciplinari sono semplicemente un miscuglio di “incompetenze”.

  • #1728

    p.landri@irpps.cnr.it
    Partecipante

    Caro Umberto, grazie dell’opportunità. Naturalmente ci vorrebbe più tempo per una lettura attenta e meditata, ma di solito in questi casi tutto procede in modo velocissimo. Di seguito alcuni mie commenti sugli art. 8, 21 e 12.

    Articolo 8

    Trovo il meccanismo autoreferenziale. Non è possibile che nella scelta dei membri del Consiglio Scientifico di un Dipartimento siano sentite anche le associazioni scientifiche nazionali (e magari internazionali) delle discipline che vi sono presenti? Un passaggio del genere darebbe l’idea che il CNR è in collegamento con i saperi e con le loro dinamiche.

    Articolo 21 comma 1 e 6

    La questione da porre in questo caso riguarda la ricerca a tema libero. Il meccanismo attuale di finanziamento notevolmente con il rischio che la cosiddetta ‘ricerca di base’ rischi di scomparire del tutto. La logica che sta passando è: se hai un progetto finanziato dall’esterno, fai ricerca, altrimenti rimani ‘al palo’. Credo sia sbagliato. Bisognerebbe forse ribadire nel comma 1 e nel comma 6 che il CdA e ogni istituto devono destinare una parte delle risorse alla ricerca a tema libero, distribuendole, magari sulla base dei risultati della valutazione dell’ANVUR. So di toccare un argomento spinoso e non sono un particolare fautore di questa forma di valutazione, ma mi chiedo pure cui prodest tutte le valutazioni che sono state fatte in tutti questi anni?

    Più in generale, facendo una ricerca del termine ‘valutazione’ nel documento, il termine ricorre 5 volte e mai in relazione alla valutazione dei prodotti della ricerca scientifica degli istituti. E’ un argomento che non forse non riguarda il regolamento di organizzazione e funzionamento?

    Articol 12 comma 2

    Forse bisognerebbe corrispondere al responsabile di sede secondaria una indennità, visto che svolge una parte delle funzione del direttore che invece percepisce una retribuzione specifica.

  • #1729

    Michele L.
    Partecipante

    Intervengo per dire che invierò per stasera o al più domani mattina il mio contributo ad Umberto relativo essenzialmente all’articolo 13 (Consiglio di Istituto).
    Critiche demolitorie a parte credo sia importante in questo momento formulare proposte “concrete”; sono convinto ci siano ampi margini di miglioramento.

    Sulla questione dei pareri del CdI so che questi, ai sensi di legge vanno intesi, non essendoci nessuna ulteriore specifica, come “obbligatori non vincolanti”.
    Quindi, “non vincolanti” ma pur sempre “obbligatori” (e dunque la mancata acquisizione del parere dovrebbe costituire violazione del regolamento). Sono dunque pienamente d’accordo sulla trasmissione di TUTTI i pareri e le proposte al direttore di dipartimento. Mi sembra una cosa più che fattibile visto che ogni dipartimento raggruppa una decina di istituti. Questa specifica permetterebbe inoltre di esercitare un controllo verso tutti quegli istituti che non portano all’attenzione dei CdI i relativi argomenti e documenti.

    Non credo sia possibile rendere tutti i pareri del CdI “vincolanti”, visto che questo obbligherebbe chi li riceve a decidere in modo conforme ad esso (mi riferisco per esempio alla procedura di selezione del direttore d’istituto). Per avere più peso bisognerebbe cambiare tutta la procedura (ovviamente potrei sbagliarmi, non ho fatto studi giuridici …), ma dove possibile si può fare.

  • #1730

    sergio.ragonese@iamc.cnr.it
    Partecipante

    Caro Umberto e cari colleghi tutti,
    sono molto contento della iniziativa di Umberto di coinvolgerci tutti. Ho scaricato il file word e cercherò di inserire le proposte rapidamente concordando già da adesso alcune delle quali già espresse dai colleghi in precedenza. A parte il caos primigenio in cui versa il mio Istituto (IAMC) ho la sensazione che il CNR stia precipitando verso una “singolarità fisica” implosiva con un contorno di restaurazione borbonica in cui si cerca di far passare l’idea che gli attuali disastri amministrativi ancora di madre e padre ignoti possano essere evitati in futuro restringendo le libertà ed autonomie dei ricercatori ed impostando linee gerarchiche (i.e. pugno di acciaio senza nemmeno il guanto di velluto) per schiacciare gli oppositori di certi comportamenti diciamo così creativi ed estemporanei.

  • #1731

    Clara Silvestre
    Partecipante

    Una cosa che dovrebbero prevedere i regolamenti è il cambio del nome “primo ricercatore”: 1. perchè è sbagliato da un punto di vista logico e grammaticale (primo rispetto a chi? c’è un secondo, un terzo); 2. perchè è discrimimante da un punto di vista di pari opportunità (qual è il femminile di primo ricercatore); 3 perchè non c’è traduzione in inglese (usiamo per decoro senior researcher, perchè certo non possiamo dire First Reasercher). Anche le parole hanno la loro importanza
    Se proprio vogliamo scimmiottare l’università la scelta potrebbe essere dirigente associato.

    • #1766

      Romeo
      Partecipante

      @Clara Silvestre
      Volendo scimmiottare l’università, e volendolo fare in inglese, “Primo Ricercatore” andrebbe tradotto come “Research Associate Professor”, soprattutto nei casi in cui la parte “professorale” si manifesti effettivamente nella formazione e supervisione formale di dottorandi.
      E analogamente per il Dirigente di Ricerca che andrebbe definito “Research (full) Professor”
      Ma occorrerebbe uno “stato giuridico” che lo contempli esplicitamente. Ma non credo gli universitari ne agevolerebbero l’iter giuridico.

  • #1733

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Mi rendo conto che non è questo il momento di commentare i commenti dei colleghi in questo forum dove peraltro sono state chieste proposte, anche con una certa urgenza, fattive punto-punto sul regolamento in via di cambiamenti. Aggiungo solo che occorrerebbe un totale cambio di paradigma rispetto all’articolo 13. Bisogna uscire dalla dittatura concettuale del “parere vincolante” che è in realtà una gabbia nella quale il CdI, da organo dell’Istituto come dovrebbe essere, è in realtà disegnato nei fatti come organo del direttore. Non è il parere che deve essere vincolante per un organo, è l’organo stesso che deve avere una certa autonomia dall’altro organo che è la direzione. Aggiungo che non mi piace nemmeno coniugare i “poteri” di questo organo; amerei più parlaredi servizi, essendo un organo di elezione e non di nomina. Non è facile tradurre, almeno per me, questa ideologia in articolati regolamentari che siano generali al punto giusto. Esempi di “servizi” potrebbero essere la gestione dal punto di vista scientifico, delle quote overheads per le spese comuni di Istituto, la gestione sempre in senso scientifico delle politiche del/per il personale, la gestione della formazione, associature, etc. Questa gestione dovrebbe/potrebbe essere svincolata dalla direzione ed anche dal dipartimento nel rispetto dei loro (qui la parola è giusta) poteri, in forza delle nomine sulle quali questi organi si basano. Non si dovrebbe trattare ovviamente di non erodere funzioni al direttore e cominciare a farlo invece ai sindacati ma a mio parere esiste un dominio intero sul quale esercitarsi (che poi sono gli aspetti scientifici) dei vari punti sopra citati (e di altri possibili), che bisogna inventare, purtroppo, ex-novo nella messa in pratica normativa.

    • #1801

      Clara Silvestre
      Partecipante

      Non sono d’accordo con queste definizioni: Dobbiamo distinguere finalmente Università e CNR . L’università è un ente didattico con il compito primario di formare le nuove generazioni in tutti i campi del sapere. Il CNR è invece un ente che da statuto, ha il compito di svolgere, promuovere, e valorizzare ricerche nei principali settori della conoscenza, perseguendo l’integrazione di discipline e tecnologie;
      Il nostro ruolo principale è fare ricerca e non insegnare. La formazione, che facciamo quotidianamente, si svolge sempre attraverso la ricerche che portiamo avanti: Noi siamo RICERCATORI CNR e dobbiamo essere fieri di esserlo. Ed anche i titoli devono rispecchiare questo: Quindi basta con il termine professore/professor. Se continuiamo a chiedere di chiamarci professori, facciamo solo la figura di complessati/sfigati. Se avessimo voluto fare i professori universitaro, avremmo scelto la carriera universitaria: non abbiamo scelto di essere ricercatori CNR come seconda opzione!
      E quindi la carriera CNR richiami anche nei termini il nostro ruolo: Io propongo III livello Ricercatore, II livello Direttore di Ricerca Associato, I livello Direttore di Ricerca

  • #1735

    framaz
    Partecipante

    Ad oggi nei comitati d’area è totalmente assente una rappresentanza del personale, cosa che invece sarebbe molto auspicabile. Quindi suggerisco la sequente variazione:

    Articolo 17 punto 1.
    Il comitato d’area è composto dai direttori degli istituti localizzati nell’area o un loro delegato, e da un rappresentante del personale ogni cinque isituti ed è presieduto e convocato dal presidente dell’area.

  • #1736

    elischi
    Partecipante

    Parallelamente alla stesura del ROF, sta andando avanti la revisione della rete scientifica, ovviamente sempre in un silenzio assordante!
    Il nuovo ROF dovrebbe tener conto di come sarà disegnata la rete finale perché per gestire istituti più grandi e complessi servono regole diverse.
    Peccato che per ora nulla sia noto, a cominciare dall’esistenza o meno di linee di indirizzo comuni tra i vari dipartimenti.
    Una cosa è certa: il ruolo dei dipartimenti e soprattutto dei Direttori di Dipartimento deve essere rivisto.

  • #1737

    de Robertis
    Partecipante

    caro Umberto e cari tutti,
    Vorrei segnalare che gli articoli relativi alle segreterie amministrative di Istituto e di Area (art. 12 comma 4 e art. 18 commi 1, 2 e 3) hanno due rimandi ai regolamenti approvati in passato ma mai entrati in vigore, quello di contabilita’ (delibera 2/2016) e il regolamento del personale (delibera 179/2015). Se quegli articoli non vengono letti in parallelo con gli altri due regolamenti, resta meno chiaro l’impianto generale del nuovo sistema. Anche se i testi potranno tutti variare ancora, penso sia necessario consultare tutti i documenti in possesso per leggere meglio il significato di queste parti.
    Non e’ da trascurare l’effetto che risultera’ dall’innovazione prevista in quegli articoli: viene instaurato un livello di controllo afferente alla direzione generale che verifichera’ gli atti amministrativo-contabili degli istituti (pare di capire prima di dare il via al pagamento) svolgendo cioe’ i cosiddetti “compiti di ragioneria” definiti nel regolamento di contabilita’. Se ne e’ discusso parecchio nelle varie fasi precedenti di stesura dei regolamenti (2015 e 2013). Fra le domande che sorgono:
    – qualche unita’ di personale sara’ adibita alla funzione di controllo, svolta eventualmente anche nei confronti di piu’ istituti, con presumibile rallentamento delle attivita’
    – negli istituti c’e’ personale piu’ esperto e meno esperto: se sara’ assegnato alle funzioni di controllo il personale piu’ esperto, questo creera’ da subito una diminuzione delle competenze interne degli istituti e un funzionamento peggiore
    – la necessita’ di instaurare questo livello di controllo con questa modalita’ non sembra cosi’ automatica leggendo la fonte normativa a cui il regolamento di contabilita’ rimanda
    – la dichiarata necessita’ di separare le funzioni gestionali da quelle di controllo e’ inserita nella bozza di ROF soltanto per quanto riguarda gli istituti ma non per quanto riguarda le aree di ricerca, sebbene le funzioni amministrativo contabili siano le stesse (come mai?)
    In generale, potrebbe sembrare un impianto un po’ anacronistico non adatto a guarantire l’efficacia, l’efficienza e l’economicita’ dell’azione amministrativa.

  • #1738

    Michele L.
    Partecipante

    Sono d’accordo con p.landri relativamente all’art.21
    E’ doveroso che ogni Istituto individui e supporti con un finanziamento minimo attività di ricerca comunque produttive e che al momento non beneficiano di finanziamenti esterni.
    Il piano di gestione deve prevedere e includere queste attività.

  • #1741

    francesco.carravetta@iasi.cnr.it
    Partecipante

    Alcune opinioni dei colleghi, qui espresse, mi lasciano perplesso. Ad esempio questa:

    ” Infine non permettere che nei passaggi da Ricercatore a Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca i concorsi siano aperti anche all’esterno ”

    Non so quanta popolarità possa incontrare questa opinione fra i colleghi, e non c’è dubbio che un simile regolamento ci faciliterebbe molto la vita. E d’altra parte, conosco già il refrain: ‘anche all’Università DI FATTO è così”. Si, ma qualcuno fra i colleghi si pone il problema che essendo all’Università NON così DE JURE (mentre da noi addirittura un regolamento ‘non consentirebbe’ i concorsi aperti all’esterno)
    ci metterebbe inevitabilmente e inequivocabilmente su un piano subordinato rispetto ai colleghi universitari?

    Insomma, io credo che parlare di DETTAGLI come i regolamenti, è un po’ come
    in un condominio di un palazzo con le strutture portanti marce, e che può crollare da un momento all’altro, mettersi a discutere della cassetta delle poste da sostituire, o della donna delle pulizie che non pulisce bene il pianerottolo.
    Ci lasciano parlare di tutto fuorché delle cose importanti, col risultato che parlando anche di cose semplici scopriamo poi di non sapere nemmeno se siamo d’accordo fra di noi sui principi ispiratori…

    Insomma: il CNR deve essere (o aspirare ad essere) un ente di ricerca prestigioso
    (e ALMENO uguale come prestigio all’Università italiana) oppure deve essere qualcos’altro? Se è vera la prima allora non si può trattare il tema concorsi
    con affermazioni tipo quella che ho riportato sopra…

    Come si può allora discutere di ‘regolamenti’ in un contesto del genere?

    • #1746

      Umberto Amato
      Moderatore

      I concorsi del personale non rientrano nel ROF

      • #1747

        francesco.carravetta@iasi.cnr.it
        Partecipante

        E’ tuttavia una delle cose che più interessano il personale…
        Siamo sempre li: ci fanno discutere della cassetta delle poste, ma non della casa che rischia il crollo..

        • #1748

          Umberto Amato
          Moderatore

          Fa parte di un altro regolamento da approvare e discutere, il Regolamento del personale

  • #1757

    Umberto Amato
    Moderatore

    Rispondo agli amici della CGIL che hanno criticato la modalità di scelta dei componenti il Tavolo di discussione ROF. Ci è stato essenzialmente ricordato nella riunione del 19 luglio che la stesura del ROF è di competenza del Direttore Generale, ai sensi del vigente ROF, e che il Tavolo serve esclusivamente per avere un confronto. Non a caso quello che avevo impropriamente chiamato Commissione viene formalmente definito dal CNR Tavolo di discussione ROF. Come siano stati scelti i componenti non lo so. Io ne ho riportato i nomi (salvo errori ed omissioni) alla pagina dove raccolgo e diffondo le informazioni sul ROF. La proposta di partecipare mi è stata fatta dal Presidente. Non chiedetemi perché, la cosa ha sorpreso innanzitutto me, si sa come la penso. Salvo prove contrarie devo ragionare in modo lineare, e quindi pensare che la proposta sia stata fatta proprio per avere un testo del ROF più aderente possibile alla Carta Europea dei Ricercatori all’interno dei vincoli imposti dallo Statuto. Mi piace pensare che sia anche il motivo della scelta di Antonio Rizzo, l’altro ricercatore senza incarichi di Direzione, il cui impegno sulla Carta è indiscusso da sempre attraverso l’ANPRI. Dovessi sbagliarmi, protesterò con forza e riporterò sul sito i punti di disaccordo totale e le circostanze in cui maturano. Io avevo tre possibilità: rifiutare, per principio e per motivi di opportunità; accettare e partecipare, magari chiedendo qui e lì qualche indicazione; rendere il personale il più possibile partecipe della stesura. Ho scelto la terza soluzione, me lo si riconosca, molto più faticosa, nella piena convinzione che la moltitudine di menti che quotidianamente dedicano la vita con passione all’Ente possa generare idee che migliorino significativamente le condizioni lavorative. Per questo invito TUTTI a formulare proposte sul ROF a qualunque componente del Tavolo preferisca (affinità territoriale, scientifica, ecc.; i nomi li ho diffusi). Per me questa non è demagogia; è conquistarsi, con fatica, pezzetti di democrazia.

    p.s. Ringrazio gli amici della CGIL di avermi invitato ad iscrivermi ad Articolo33 perché finora non lo avevo ancora fatto

  • #1758

    giacomazza
    Partecipante

    Abbiamo qualche anticipo sulla “PROPOSTA DI REVISIONE DEI CRITERI GENERALI DI VALUTAZIONE DEI TITOLI PER I CONCORSI RELATIVI ALL’ASSUNZIONE DI PERSONALE CON PROFILO DI TECNOLOGO, PRIMO TECNOLOGO E DIRIGENTE TECNOLOGO” punto 12.3 del prossimo OdG?

  • #1760

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Ringrazio pubblicamente Umberto per la raccolta delle opinioni in questo forum e per la sintesi nel documento che è stato già fatto pervenire al tavolo.
    Credo di non essere in ritardo e mi pare opportuno aggiungere un altro punto che mi sembra interessante che riguarda il comma 3 dell’art. 4 per le riunioni annuali di dipartimento per le quali il regolamento DETTA la partecipazione dei componenti del CdI. Nella pratica sono stati invitati (per mia esperienza) sempre tutti i ricercatori. Benvenuta qualsiasi partecipazione e condivisione, sia ben chiaro. Non è altrettanto chiaro come una moltitudine di componenti dei CdI (indicati dal regolamento con in dovere di partecipare) debbano partecipare, finanziati da chi? Dai loro fondi di ricerca? Di tasca propria? Con i soldi del Dipartimento?

  • #1765

    Clara Silvestre
    Partecipante

    La presenza di alcuni componenti di questo tavolo mi lascia molto perplessa. Per esempio la scelta di Antonio Rizzo di cui non ho alcuna fiducia: un ricercatore che arriva ad afferma “che il Programme Chair di un convegno scientifico internazionale è colui che è chiamato a svolgere la funzione di moderatore di una o più sessioni” per giustificare il punteggio a lui attribuito in un concorso contro altri colleghi, mi sembra che sia impegnato sulla Carta Europea dei Ricercatori solo a parole. L’impegno deve essere dimostrato in ogni luogo!

  • #1854

    Umberto Amato
    Moderatore

    Il 7 settembre si è tenuto l’incontro previsto per la stesura del ROF. Le principali proposte accettate/rifiutate sono elencate al link del ROF

    Riporto qualche considerazione personale a margine dell’incontro.

    – Ritengo che il ROF come si sta designando delinei un CNR praticamente identico a quello attuale, con marginali modifiche estetiche (uniformarsi alle nomenclature di turno) o legislative (aderenza con il nuovo Statuto) o per rimediare a palesi anacronismi (i documenti anonimi prodotti dai candidati Direttori di Istituto e di Dipartimento)
    – I Direttori presenti sono stati compatti (intendo TUTTI, nessuna voce a favore) nel respingere tutte le richieste di cambiamento. Qualche voce favorevole si era levata solo alla richiesta di eliminare le autorizzazioni dei Direttori di Dipartimento alla presentazione di progetti da parte degli Istituti, quando richieste dal vigente ROF
    – Una nota di colore: durante la discussione sui compensi/indennità ai Direttori di Istituto è stato osservato come le retribuzioni di risultato non prevedano contributi ai fini pensionistici ed è stata menzionata la possibilità che un Dirigente di ricerca con elevata anzianità di servizio percepisca uno stipendio più alto di un Direttore di Istituto. Forse potremmo proporre una colletta tra il personale per integrare il compenso dei Direttori
    – In particolare è stato esplicitamente ribadito l’obbligo del tempo pieno per i Direttori di Dipartimento e di Istituto, nonostante l’approvando Statuto abbia fornito chiare indicazioni in senso contrario rimuovendo l’obbligo
    – Non tocca a me provare a capire se il fronte compatto di opposizione a tutte le modifiche richieste sia dovuto ad un’adesione convinta al modello centralistico attualmente in vigore nel CNR oppure alla salvaguardia dei privilegi come siamo abituati nel Paese (quella che Gianantonio Stella definirebbe con facilità la Casta) oppure ad entrambe. Per il perosnale il risultato è lo stesso: nessun cambiamento
    – L’unica proposta accettata è il parere vincolante del CdI sulla scelta degli associati dell’Istituto.

    La prossima riunione si terrà il giorno 18 settembre e continuerà nell’analisi degli articoli del ROF.

  • #1856

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Caro Umberto ti ringrazio del puntuale aggiornamento. Chiederei se esiste la possibilità di consultare il materiale sul quale si sta lavorando. Anche per facilitare la lettura del tuo stesso report.
    Per la tua frase “Art. 11.1.b: Non approvata la norma che avrebbe previsto la possibilità che il CdI esprimesse una valutazione negativa del Direttore di Istituto.” non riesco a rintracciare l’ipotesi di proposta di questa norma, nè tantomeno la sua formulazione.
    Nel file di Word l’articolo a questo riguardo parla del CdA e non del CdI. Esiste un file di Word con le proposte che sono in discussione sulle quali si sta esercitando l’accettazione/rifiuto di questa commissione?
    Grazie anticipatamente.

    • #1878

      Umberto Amato
      Moderatore

      Scusa il ritardo. Qui trovi il ROF di partenza con le modifiche che erano state proposte nella vecchia gestione CNR ma che mi sembrano superate. Poi qualcuno dei presenti (e degli assenti) ha proposto altre modifiche. Considerato che ora è chiaro come procederà l’incontro del 18 (discussione analitica degli articoli a oltranza partendo dal 12) ho formalizzato le seguenti proposte di modifiche per la discussione. Ti riconoscerai facilmente all’interno.

      0) Istituzione di una Consulta del Personale. Si tratta di uno strumento fornito di Piattaforma Tecnologica aperto a tutto il personale con lo scopo di a) scambiare informazioni utili tra il personale su argomenti pratici che chiunque può sottomettere (modello Co-vision); b) discutere di problematiche interne al CNR (a livello di Ente o di Istituto); c) votare telematicamente proposte che riguardano l’Ente e/o il personale. La piattaforma tecnologica (nome tentativo LOBBY appoggiata sul sito lobby.cnr.it) potrebbe essere gestita dai rappresentanti del personale eletti nei Consigli Scientifici. Le decisioni non avrebbero in genere parere vincolante.

      art. 11 comma 3 (ultimo discusso nell’ultima riunione, nella concitazione della chiusura è mancato il tempo della proposta): legare parte della quota di risultato annuale ad una valutazione espressa dal CdI

      ——————————————-

      art. 12 comma 3: Eliminare il riferimento alle Direzioni Centrali

      art. 12 comma 4: Interfacciarsi con la Commissione Flick (insisto. Spero che la Commissione Flick non sia stato solo il fumo negli occhi per rispondere agli scandali venuti alla luce con Report per poi non intraprendere nessuna azione concreta, così come sta avvenendo). Accesso dei responsabili di progetto ai dati presenti su SIGLA relativi alle loro GAE.
      Informativa per e-mail ai responsabili per ogni operazione svolta sulle loro GAE. Potenziamento del Whistblowing. Problema: pensare ad un meccanismo similare di controllo e vigilanza anche per l’Amministrazione Centrale

      art. 13: Una proposta innovativa proveniente dalla rete tende a guardare la gestione dell’Istituto non come una struttura di comando con ruoli assegnati ma come un insieme di servizi cui i vari organismi presenti contribuiscono in maniera indipendente e collaborativa. Per esempio il CdI potrebbe prendere in carico i servizi più propriamente legati al personale (come la formazione, le associature, la gestione dell’overhead) affrancandoli dal Direttore che esprimerebbe una parere

      art. 13 da comma 1a a comma 1g: Solo per i commi a e b è previsto l’obbligo di trasmissione al Direttore di Dipartimento. Estendere l’obbligo a tutti i commi

      art. 13 comma 1g: Parere vincolante sul bilancio

      art. 13 comma 1 nuovo: introdurre espressione del parere del CdI anche su stipula/rinnovo di contratti/convenzioni all’interno degli Istituti

      art. 13 comma 2a: consentire la convocazione dei CdI anche su richiesta di 1/3 dei componenti

      art. 13 comma 7: pubblicazione dei verbali dei CdI entro 7 giorni dall’approvazione su siti Web senza restrizioni di accesso. In generale per tutti gli atti della pubblica amministrazione è la mentalità di base che deve cambiare: una persona non deve chiedere le informazioni che ha diritto a richiedere, che devono invece essere rese già disponibili. Si veda a tale proposito lo spirito della recente legge sull’accesso civico e ci si confronti con il Dott. Brignone che ha scritto un esaustivo documento e regolamento a tale proposito

      art. 14 comma 1: I fondi per l’istituzione di URT sono a carico del progetto che giustifica l’URT e non del CNR

      Capo IV: Lasciare la funzione condominiale delle Aree di Ricerca

      Art. 14 comma 3a: Non sancire nel ROF quella che è una stortura del sistema ricerca: I costi fissi della ricerca devono essere a carico dei finanziamenti ordinari. Al limite, in un apposito comma successivo, dire che in via eccezionale in caso di carenza di finanziamenti ordinari si può attingere ad un overhead sui finanziamenti esterni

      Art. 15 comma 3b: specificare la ripartizione dei costi per superficie occupata dagli Istituti e tra gli Istituti coinvolti per ogni particolare servizio (detto comunque al comma 6)
      Problema: Prevedere i casi di “affitto” di spazi (e relativi costi) a
      spin-off del CNR o a sedi di società esterne: dovrebbero essere gestiti
      dalle Aree di Ricerca e non dagli Istituti

      Art. 16 comma 2d: Rimuovere le autorizzazioni dell’Amministrazione Centrale

      Art. 17 comma 1: Prevedere un rappresentante eletto dal personale ogni 5 Istituti presenti (arrotondamento per eccesso) o altro criterio

      Art. 17 comma 1: per i verbali di Area vale quanto detto per i verbali dei CdI

      Art. 17 comma 1: includere tra i componenti anche i Direttori delle Sedi Secondarie o delegati

      Art. 17 comma 2a: Incarico conferito dal Comitato di Area che informa Presidente e DG

      Art. 17 comma 2g: rischio di autoreferenzialità. La valutazione non può essere affidata solo al Comitato d’area stesso. Sostituire o integrare con CdI degli Istituti afferenti

      Art. 17 comma 3: Porre un limite inferiore alla taglia di un’Area per la nomina del Responsabile. No indennità

      Art. 17 comma 4: Incarico conferito dal Comitato di Area che informa DG.

      Art. 18 comma 1: per la vigilanza valgono le stesse considerazioni fatte per Istituti e Amministrazione Centrale.

      Art. 19 comma 5: il DG non può avere funzioni che riguardino aspetti scientifici

      Art. 20 comma 1: I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali possono essere scelti tra i ricercatori e tecnologi dell’Ente. I dirigenti, con incarichi in altri uffici dirigenziali non possono assumere la direzione AD INTERIM di altre direzioni. La direzione AD INTERIM per casi eccezionali (malattia, assenze giustificate) dovrà essere assunta da un responsabile dell’ufficio dirigenziale interessato per un periodo massimo di 60 giorni in attesa di una eventuale nuova nomina. La direzione AD INTERIM non prevede indennizzi economici.

      Art. 21 comma 1: Rafforzare la possibilità di ricerche a tema libero magari definendo una quota di FOE apposita

      Art. 21 comma 5: Le risorse finanziarie assegnate ai dipartimenti per progetti di grande rilevanza nazionale devono essere assegnate in seguito a bandi interni a cui tutti i ricercatori afferenti al dipartimento possono partecipare. Prevedere meccanismi di partecipazione per progetti riguardanti più dipartimenti. La commissione di valutazione dei progetti deve essere formata oltre che dal direttore di dipartimento, da ricercatori afferenti al dipartimento non partecipanti al progetto, e da ricercatori esterni.

      Art. 21 comma 5: Per i progetti di Istituto eliminare qualunque riferimento ad affidamenti da parte del Dipartimento

      Art. 21 comma 6: Prevedere che gli Istituti destinino una parte delle risorse (anche provenienti da overhead) alle ricerche a tema libero (già previste all’art. 1 a livello centrale)

      Art. 22 commi 1 e 2: Valgono le stesse considerazioni dell’Art. 21 comma 5

      Art. 23 comma 4: Eliminare

      Art. 24 comma 3: Il responsabile scientifico diventa automaticamente responsabile di progetto

      Art. 24 commi 4 e 5: Solo per i grandi progetti affidati dal Dipartimento

      Art. 26 comma 3: vale quanto già ampiamente discusso sugli affidamenti del Dipartimento

      Art. 26 comma 3b: in coerenza eliminare il sistema delle deleghe

  • #1890

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Grazie delle puntuali chiarificazioni e buona riunione.
    Sempre al fine di comprendere bene quello che accade, molto utili sono state le tue considerazioni a margine, nel precedente messaggio. Ora se non ricordo male l’esito di questa commissione rappresenterà materiale utile per il DG che stilerà il regolamento come da Statuto (mi sembra di ricordare così). Quanta ispirazione l’estensore vorrà trarre dal risultato di questa commissione sarà nella sua penna per l’estensione finale del testo; non so (non ricordo se l’ho letto nei precedenti msg) se è garantita l’immissione automatica di ogni decisione (pro-direttoriale o meno che sia) di questa commissione, nel futuro regolamento; ma credo proprio di no.

    • #1891

      Umberto Amato
      Moderatore

      Il ROF viene approvato dal CdA. Il DG ha il compito di proporlo. Per avere consensi ha organizzato il tavolo di discussione con Direttori di Istituto e Dipartimento. Poi avrà colloqui con i sindacati e sottoporrà la proposta al personale. La parola finale comunque spetta al CdA

  • #1895

    Umberto Amato
    Moderatore

    Qualche commento sulla riunione relativa al ROF del 18 settembre (trovate i principali esiti qui)

    Innanzitutto una buona notizia: il Presidente Inguscio auspica nei fatti e non solo a parole una modifica sostanziale del ROF che semplifichi il CNR e recepisca le indicazioni provenienti dalla Rete. Il suo breve discorso durante la pausa pranzo dei lavori è stato significativo e molto chiaro. Poiché i ROF vengono approvati dal CdA (e poi dal Ministero) e considerando la presenza del nostro rappresentante nel CdA, esistono concrete possibilità di incidere significativamente sul ROF.

    La notizia cattiva: i Direttori di Istituto e Dipartimento hanno fatto fronte comune, totalmente compatto nel respingere con motivazioni talvolta formali, talvolta sostanziali le numerose proposte della Rete che ho portato al tavolo (eccetto quelle estetiche e quelle che risolvevano aspetti palesemente anacronistici, insomma quelle meno importanti). Pertanto la versione che verrà stilata dal DG terrà conto solo delle indicazioni approvate dai Direttori di Istituto e Dipartimento.
    La versione del DG verrà sottoposta all’attenzione dei Sindacati e del personale per recepire osservazioni e proposte di modifica. In quella fase (comunque a breve) sarà INDISPENSABILE che la Rete faccia sentire con forza la sua voce per auspicare l’introduzione di quelle modifiche strutturali che sono state rifiutate in maniera compatta dai Direttori. Questo rafforzerà la posizione del Presidente, del nostro rappresentante e, auspico, degli altri componenti del CdA che volessero seguire la strada del cambiamento.

    Alcune modifiche proposte maggiormente dibattute (per esempio la Consulta del Personale), pur non venendo introdotte nel testo del ROF, saranno comunque presentate come indicazioni ai vari interlocutori coinvolti per l’eventuale accoglimento

    In particolare la proposta della Consulta del personale è stata ampiamente discussa con i Direttori, suscitando contrarietà di base ma anche interesse e osservazioni critiche costruttive. Sono fiducioso che l’innovazione della proposta richieda solo del tempo per essere assimilata e quindi inserita nel ROF.

    Probabilmente le uniche proposte sostanziali per il personale accettate dai Direttori sono l’obbligo di trasmissione dei pareri del CdI al Dipartimento per tutte le voci a) – g) dell’articolo 13 comma 1 e l’introduzione del parere vincolante del CdI sulle associature degli Istituti.

    Rimane la difesa compatta del modello gerarchico-verticistico, inclusa l’anacronistica clausola di affidamento dei progetti dal Dipartimento agli Istituti. Rimane l’impianto basato sui Direttori che prevede il gruppo omogeneo Tempo pieno – Compenso – Perpetuità della carica – Autoreferenzialità.

    Infine qualche commento a latere sull’andamento dei lavori. Vi è stata una discussione strisciante e trasversale continua su cosa scrivere e cosa non scrivere negli articoli del ROF. Se da un lato una prassi riconosciuta virtuosa è non precisare aspetti particolari negli articoli, demandandone l’attuazione all’interpretazione autentica dello spirito che ha guidato la stesura, nella prassi assistiamo a continue violazioni proprio dello spirito della legge causate da un’asserita mancata precisazione nella stessa. Pertanto sorge il dubbio se precisare o meno negli articoli le situazioni cosiddette “anomale” per evitarne il ripetersi. Tale strumento è stato invocato ripetutamente per bocciare numerose proposte emerse dalla discussione su codesto sito, considerate tese ad evitare mere anomalie di un sistema che altrimenti risulta efficiente (è il caso per esempio della possibilità per un responsabile di progetto di accedere ai dati economici di SIGLA sulla relativa GAE, la richiesta di informare il personale di opportunità di progetto da parte dei Dipartimenti, ecc.). Tuttavia lo stesso strumento viene usato in maniera opposta su altre questioni (quando per esempio si decide di precisare l’obbligo di svolgere almeno una Conferenza di Dipartimento all’anno).

    Infine una chicca: alla richiesta di obbligare i Dipartimenti all’apertura di call interne per la partecipazione a progetti gestiti direttamente dal Dipartimento (adducendo come casi negativi, tra gli altri, gli ulitmi PON dove la comunicazione è arrivata ai ricercatori a macchia di leopardo) è stato obiettato che il Presidente possiede gli strumenti per informare direttamente tutto il personale di eventuali iniziative. Se (com’è avvenuto per i PON) ha deciso di inviare la comunicazione seguendo la via gerarchica (quindi ai Direttori di Dipartimento e Istituto), peraltro specificando l’invito a trasmettere la comunicazione al personale, allora il Direttore può discrezionalmente decidere di non girare la comunicazione, proprio perché il Presidente avrebbe avuto modo di inviare la comunicazione direttamente al personale. No comment.

  • #1899

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    Grazie Umberto. Sono curioso di vedere se “all’attenzione dei Sindacati e del personale” sono pensate come 2 azioni distinte e separate o considerate un’unica liturgia… Nel caso di 2 azioni separate quali forme si adotterebbero per derivare l’opinione del personale, se ne è parlato?

    • #1900

      Umberto Amato
      Moderatore

      Separatissime. Con i Sindacati il DG avrà qualche incontro. Con la Rete immagino si adotti lo stesso meccanismo attuato in passato, mi sembra di ricordare, per lo Statuto: informazione a tutto il personale con bozza del ROF e invito a presentare proposte. Lì dobbiamo farci sentire, e forte. Insisto. Se guardiamo i risultati del tavolo sono negativi. Del resto a pensarci bene era illusorio che Direttori di Istituto e Dipartimento rinunciassero di loro spontanea iniziativa al pacchetto Tempo pieno-compensi-perpetuità-autoreferenzialità, ma constatare che lo hanno difeso compattissimi in blocco è stata una sorpresa. Tuttavia il ROF viene approvato dal CdA e i Direttori sono solo una componente, sia pur importante, dell’Ente. Tra un po’ toccherà a voi (noi) fare la nostra parte.

  • #1901

    antonio.trincone@icb.cnr.it
    Partecipante

    L’importante è mettere in atto la liturgia…che Dio esista o meno. Quando anche arrivassero proposte alla spicciolata (e di questo ho i miei forti dubbi) è l’apparato digerente del Sistema che si occupa di digerirlo fino a ridurlo in poltiglia inutilizzabile come hai avuto ben modo di stigmatizzare sopra nel racconto della baroccaggine sul generalismo/particolarismo delle regole. Ecche è ‘na Costituzione!?

  • #1971

    Michele L.
    Partecipante

    Visto che detto TAVOLO è composto in maggioranza da Direttori di Istituto, che peraltro non hanno esistato a difendere alcune loro posizioni, e che questi per contratto sono più vicini a un dirigente d’azienda che a un ricercatore guida, (salvo poi non essere obbligati a presentare un rendiconto entrate/uscite annuale dell’Istituto che dirigono) AUSPICO, per quanto finora riportato, il suo SCIOGLIMENTO per manifesto “mancato raggiungimento degli obiettivi”. Una qualunque Azienda che si rispetti farebbe la stessa cosa.

  • #1993

    Umberto Amato
    Moderatore

    Regolamento di contabilità. Il Tavolo è stato convocato il giorno 11 ottobre per discutere sul Regolamento di Amministrazione, Contabilità e Finanza. Al momento non è stata fornita alcuna documentazione a supporto. Potete trovare il vigente Regolamento qui. Esiste anche una proposta di modifica da parte dell’Amministrazione del CNR datata settembre 2015 che potete trovare qui. Siete invitati a formulare le vostre proposte su codesto forum oppure contattandomi telefonicamente o per posta elettronica. Chiedo in particolare per cortesia di informare gli amministrativi dei vostri Istituti perché formulino proposte.

  • #2007

    nicola.galiano@cnr.it
    Partecipante

    Ho letto un pò la proposta di modifica del regolamento di contabilità e sinceramente lo trovo uno strumento pesante in molti punti. Sembra scritto da un ragioniere la cui unica preoccupazione è quella di ribadire che l’unico responsabile degli atti amministrativi sia il Direttore. Io credo che burocrazia non faccia rima con trasparenza e sicuramente non fa rima con esigenza della ricerca di atti veloci pur nel rispetto massimo delle leggi.

    • #2008

      Umberto Amato
      Moderatore

      Concordo completamente. Debbo dire che navigo nel buio (credo anche gli altri convocati), non ho avuto nessun materiale di riferimento. La versione disponibile su codesto sito del settembre 2015 è stata portata in CdA e approvata come delibera 2/2016 ma non è stata mai trasmessa al Ministero. Non so se il CNR adotterà come testo di riferimento per la discussione il Regolamento vigente oppure quello approvato solo dal CdA

  • #2063

    Umberto Amato
    Moderatore

    E’ disponibile su codesto sito un resoconto dell’incontro tenuto l’11 ottobre.
    La grande novità, peraltro formulata direttamente dal Dott. Tatarelli, è la proposta di eliminare le autorizzazioni delle variazioni di bilancio per tutti i progetti che gravano su fondi esterni, anche per il primo anno di competenza. Non so se bisogna essere più contenti per il passo avanti o arrabbiati per averci fatto penare tanti anni così dichiaratamente inutilmente. Per il resto delle semplificazioni chiusura totale su tutti i fronti, per lo più giustificata con applicazione di leggi e regolamenti anche europei. Tra qualche anno ci diranno che anche tutta questa burocrazia era inutile e ce la toglieranno. Per il momento si continua a penare.
    Per quanto riguarda gli accertamenti (altro tema caldo e particolarmente discusso nell’incontro), la modifica al Regolamento prevede che siano possibili solo quando si ha la “certezza” che i fondi vengono liquidati nello stesso anno dell’accertamento. Viene promessa una tolleranza con i fondi destinati a contratti a tempo determinato (accertamento parziale). Il prossimo incontro si terrà il 23 ottobre.

  • #2117

    Michele L.
    Partecipante

    Devo dire che la bozza di Regolamento disponibile all’indirizzo
    https://www.cnr.it/it/news/7751/avviso-di-consultazione-pubblica-in-merito-al-regolamento-di-organizzazione-e-funzionamento
    per la “consultazione pubblica” (ennesima presa in giro?)
    è anche più deludente del previsto.
    Forse la conferma che l’attuale gruppo dirigente non ha nessuna reale intenzione di migliorare o rivedere nella sostanza i Regolamenti, alla faccia di tutto quello che nel CNR è successo nell’ultimo anno.

    Due chicche relativamente all’art.13 (Consiglio di Istituto) secondo questa bozza:

    1) gli Istituti non verranno più a conoscenza del verbale delle riunioni (documento nel bene e nel male ufficiale, firmato da tutti i presenti alla riunione, e protocollato, ma bensì di un resoconto delle riunioni (immagino una email nello stile segreteria di presidenza-CdA)

    2) si è tanto (forse troppo) parlato di portare un documento di bilancio all’attenzione dei Consigli di Istituto, ma questa semplicissima modifica al ROF non è arrivata. Anzi …, si modifica l’art.26 delegando definitivamente i direttori di Istituto alla stipula di convenzioni e/o contratti spesso parte rilevante della vita di un Istituto ma si dimentica in questo passaggio di prevedere che dette convenzioni/contratti siano almeno portati in discussione nei rispettivi Consigli di Istituto.

    Mani dunque ancora più libere per i 100 Direttori del CNR ai quali evidentemente non piace dar conto né delle scelte fatte né di come vengono spesi i soldi.

    • #2118

      Umberto Amato
      Moderatore

      Hai ragione su entrambi i punti.
      Il cambiamento di dizione da verbale a resoconto nasce da un invito del Dott. Brignone ad essere prudenti con le cose che si scrivono nei verbali in quanto con le attuali leggi possono essere richiesti da qualunque cittadino con una semplice domanda. Pertanto se nel verbale sono incluse affermazioni che possono ledere i diritti di qualcuno sarà più immediata la rivalsa giuridica. Da qui all’indicazione a scrivere nel verbale il minimo necessario (da cui la dizione resoconto) passa poco, e i Direttori sono stati ben lieti di accogliere il suggerimento.
      Per quanto riguarda i bilanci c’è un paradosso: il Direttore deve approvare quello preventivo (che dice poco su come si spendono i soldi) ma non quello consuntivo, per cui effettivamente nessuno controlla il bilancio e, soprattutto, non ha senso un parere vincolante del CdI com’era una volta. E’ stato detto al gruppo di lavoro che comunque poiché il CdI ha il compito di esprimersi sull’andamento dell’Istituto periodicamente ha tutto il diritto (io direi anche il dovere) di conoscere l’andamento delle spese. In pratica viene lasciato il tutto alla capacità del CdI.
      Comunque adesso avremo modo di farci sentire e abbiamo serie possibilità di vedere approvate diverse importanti proposte. Entro il 12 dobbiamo inviarle all’Amministrazione. A breve invierò un messaggio di invito per tutto il personale

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