Rilevazione presenze e circolare 9/19

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Questo argomento contiene 68 risposte, ha 17 partecipanti, ed è stato aggiornato da  fede 18 minuti fa.

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  • #6908

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    Cari colleghi,

    in accordo anche con altri colleghi del mio istituto (i primi con cui sono riuscito a parlare, altri reputo si aggiungeranno in seguito) volevamo aprire una discussione sulla circolare 9/19 oggi emanata dal Direttore Generale (e sul parere dell’ ARAN da cui la stessa prende le mosse).
    Le prime osservazioni che muoviamo sono di legittimità, in quanto tale circolare rappresenta una lettura in senso restrittivo del contratto: l’ articolo 58 infatti non prevede per i Ricercatori e Tecnologi (livelli I-III) l’utilizzo di controlli di tipo automatico (previsti invece dall’ articolo 48 nella parte relativa ai livelli IV-VIII: Tecnici ed Amministrativi), parlando invece di autonoma determinazione e di correlazione flessibile alle esigenze dell’ attività scientifica e tecnologica, mentre al punto 3 prevede esplicitamente l’ autocertificazione del lavoro fuori sede, che risulta quindi l’ unica modalità esplicitamente citata in questa parte di contratto.
    Ed è anche sull’autocertificazione del fuori sede che la circolare si discosta dal dettato del contratto (rincarando la stretta anche rispetto al parere ARAN), richiedendo l’ indicazione di luogo, orari di inizio e fine e motivazioni del lavoro fuori sede, (quasi non fosse implicito che solo di motivazioni inerenti alla ricerca si può trattare, e chiaramente ignorando come il lavoro fuori sede possa essere spesso spezzettato in vari tronconi – ad es. parte prima e parte dopo il servizio in sede). Inoltre viene richiesto come obbligatorio ciò che prima era facoltativo e rimesso al giudizio (ed all’oggettiva possibilità) del ricercatore, ovvero la preventiva comunicazione del fuori sede. In questo modo è come se si inserisse una sorta di richiesta di autorizzazione del fuori sede che è assolutamente illegittima secondo il contratto (e che questa sia l’intenzione ne è spia l’ insistenza sulla “verificabilità” del lavoro prestato).

    Ci chiedevamo perciò quali iniziative collettive di protesta prendere in proposito.

    Marcello Gombos, Ricercatore III livello, CNR-IMM

  • #6909

    Umberto Amato
    Moderatore

    L’accoppiata Circolare 6 (rapina dei fondi che con grande fatica racimoliamo dal mercato) + Circolare 9 (riduzione del ricercatore a ruolo di impiegato compilatore di certificati rigorosamente redatti a mano) dimostra in modo inequivocabile quanto la dirigenza che ci ritroviamo non capisca nulla della ricerca e palesa la considerazione che nutre dei ricercatori. La distanza tra il vero Ente che lavora e porta lustro nel mondo e un’amministrazione che definire posticcia è oltremodo generoso è ormai divenuta abissale.
    Non c’è più spazio per il dialogo con persone sorde a qualunque ragionamento e cieche di fronte ad una realtà che non conoscono e si ostinano a non capire. Si distinguono dalle famose scimmiette perché purtroppo non sono mute ma parlano attraverso circolari deliranti ed illegittime.
    E’ ora di passare all’azione. Colpiamoli efficacemente sul loro punto forte: la burocrazia e facciamoli annegare dentro. Diamo loro un assaggio dell’inventiva dei ricercatori.

  • #6910

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Concordo con Umberto, il bisogno di controllo di questa dirigenza (chissà perché) nei confronti dei ricercatori è ormai fuori controllo. Un’azione collettiva che metta un stop definitivo a questa cieca ostinazione è necessaria.

    • #7006

      S.Mauro
      Partecipante

      I temi relativi alle circolari 6 e 9 sono certamente di grande importanza per il corretto svolgimento “libero” delle attività di ricerca di ognuno di noi. Io, proprio per l’autonomia di noi ricercatori, mi considero già da oggi in sciopero bianco!
      Invito comunque a leggere anche la circolare 11 che riguarda le nuove regole per lo svolgimento delle missioni nella quale, secondo me, ci sono anche richieste di sacrificio economico esplicito nei confronti di chi si reca in missione (max 140 euro per in pernottamento in hotel, “no tip refounding”, etc.). In tante capitali europee e città extraeuropee (nord America, Canada, Norvegia, Islanda, etc.), pur abbassando il rating dell’hotel che si sceglie, per mia diretta esperienza l’applicazione di questo limite comporta una differenza che dovrà essere a carico diretto del soggetto che si reca in missione.
      Come gesto di mia personale protesta ho deciso ieri che, fino a quando resterà questa la nuova normativa che regolamenterà le missioni al CNR, non andrò mai più in missione all’estero.

  • #6922

    annarita.laricchiuta@cnr.it
    Partecipante

    Cari colleghi,
    siamo ricercatori del CNR NANOTEC di Bari e anche noi condividiamo l’opinione che questa circolare limiti i diritti sanciti nel nostro contratto collettivo.
    Pensiamo sarebbe opportuno coordinarci per definire una linea di azione.
    Annarita Laricchiuta e Gianpiero Colonna

  • #6929

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Anche a NANOTEC Lecce siamo d’accordo per un’azione coordinata e congiunta per risolvere, si spera una volta per tutte, questa spiacevole questione.

  • #6931

    Gianpaolo Pulcini
    Partecipante

    Cari, vi suggerisco di leggere l’articolo che ho scritto in mattinata sulla Circolare n. 9/2019 sempre su Il nostro CNR https://ilnostrocnr.it/2019/03/14/perche-la-circolare-9-2019-e-in-larga-parte-illegittima/

  • #6932

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    Grazie Gianpaolo Pulcini,

    ho appena finito di leggerlo e stavo per “linkarlo” anch’io sulla discussione, a questo punto invito tutti a leggerlo e a farlo girare presso i colleghi (magari anche sui social), anche perché una volta informati, e raggiunto un certo numero di consensi, sarebbe necessario anche iniziare a pensare e proporre qualche iniziativa di protesta.

  • #6933

    Richard
    Partecipante

    Care/i colleghe/i,
    si ripresenta lo scontro ‘atavico’ amministrativi vs ricercatori. Trovo un contro senso misurare con il ‘lanternino’ le ore/i minuti di lavoro di un ricercatore, come se uno ha una scadenza di un articolo/progetto/bando dopo 7,15 ore spegne tutto e smette di lavorare. L’amministrazione non capisce che non ha senso misurare il lavoro di un ricercatore ‘ad ore’, ma dovrebbe invece valutare il numero di pubblicazioni scientifiche, la partecipazione a seminari/convegni (nel cui caso si dà anche lustro all’ente), la partecipazione a gruppi di lavoro/progetti etc etc.
    All’università non possiamo più insegnare, siamo equiparati al personale amministrativo e pare ci si chieda solamente di scaldare la sedia. Mi sembra un ragionamento controproducente per lo stesso ente: io credo che ciascuno di noi scriva, studi ben oltre le famigerate 36 ore; a me capita di scrivere il fine settimana, a natale, di estate etc etc…insomma quando posso se sto lavorando a un progetto che mi piace. Invece no, bisogna produrre incatenati ad una sedia (spesso in strutture carenti di biblioteche, stampanti etc etc) rigorosamente dalle 8,45 alle 15,45. Mi pare che siamo governati da gente ottusa che non capisce che il nostro è un lavoro non come tutti gli altri e invece di agevolarci faccia di tutto per farci produrre di meno.
    Un caro saluto,
    Ilja Richard Pavone, ITB-CNR.

  • #6934

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    Il discorso, credo, sia più ampio della semplice contrapposizione Ricercatori – Amministrativi: è piuttosto nelle dinamiche del potere così come stanno evolvendo in questi ultimi anni, la libido del controllo da parte dei detentori del potere (vedi il caso dei lavoratori Amazon, mi sembra, con il braccialetto etc.), e le guerre tra poveri (il conflitto di cui sopra è esattamente una di queste) che portano ad un appiattimento in basso dei diritti (e, purtroppo, talvolta anche il sindacato finisce per favorire questi fenomeni, nell’intento probabilmente di tutelare gli aventi meno diritti ma con l’ effetto pratico di avvantaggiare solo i “padroni”, scusate l’espressione un po’ desueta). Comunque il punto adesso è evitare che, con pretesti vari, vengano conculcati i nostri diritti. Io non so quale numero minimo di adesioni conviene avere per iniziare un’efficace azione di mailbombing, ad esempio, ma questa potrebbe essere, a mio parere, una prima iniziativa (chiedo opinioni, ovviamente, perché non sonno esperto di queste cose) – certo andrebbe scritto un testo, sulla base di quanto sta uscendo sinora, abbastanza sintetico ma esaustivo, da poter inviare, ed eventualmente anche far girare fuori (e in tal caso dovremmo saperlo presentare bene, data la pessima stampa di cui godono ricercatori etc. attualmente, altrimenti rischierebbe di essere addirittura controproducente).

    • #6935

      marcello.gombos@cnr.it
      Partecipante

      P.S.: io credo che al neoliberismo non servano ricercatori pensanti, ma solo esecutori, ma se iniziamo a discutere su questo (sul quale magari non siamo neanche tutti d’accordo) finiamo per perdere di vista l’ obiettivo attuale: come opporsi ad una circolare illegittima e liberticida.

  • #6936

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Ciao Marcello, col tuo PS hai colto nel segno, a mio avviso. Prenderla troppo larga, seppur con tutte le sacrosante ragioni, potrebbe essere inefficace.
    L’obiettivo è far ritirare o far rendere illegittima la circolare imputata.
    E dovendo trattare con dei burocrati, non possiamo che rifarci alla burocrazia.
    Il testo di Giampaolo mi sembra un eccellente punto di partenza (e probabilmente di arrivo) da far girare e firmare a tutti i dipendenti CNR per poi essere mandato a Roma con richiesta di annullamento e “minaccia” di azione legale.

    Gianluca

  • #6937

    Vito Mocella
    Moderatore

    Come ho avuto modo di anticipare al DG per le vie brevi, ritengo la circolare 9 sostanzialmente illegittima.
    Ho quindi anticipato che, per quanto mi riguarda, io applicherò rigorosamente il contratto e pertanto disapplicherò praticamente per intero la circolare in questione.
    Per rendere l’azione efficace sarebbe utile che ci fosse un congruo numero di colleghi disposti a fare altrettanto.
    Naturalmente a questo non può che seguire un’azione legale, se la circolare non viene ritirata prima.
    Il problema che accomuna quesa circolare 9 alla circolare 6 è lo scollamento ormai completo fra amministrazione e rete scientifica. L’amministrazione, in questo caso, si mostra incapace di comprendere la realtà della ricerca e quindi le specificità del contratto che legge con lo strabismo di chi non ha capito assolutamente nulla di cosa voglia dire fare ricerca.

  • #6938

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Caro Vito, siamo in molti a non applicare già la circolare in questione. Quindi, da questo punto di vista i numeri non mancano.
    As ogni modo, se tale “disobbedienza” non servisse a farla ritirare, chi e come potrebbe coordinare un’azione legale?

  • #6939

    Umberto Amato
    Moderatore

    Disponibile a disapplicare una circolare illegittima

  • #6940

    lorenzocrocco
    Partecipante

    Io anche intendo disapplicare.

    Per comunicare la volontà di non applicare la circolare potremmo magari proporre una bozza di mail che ciascuno può inviare ai direttori (e al dg?).

  • #6941

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Mi pare una buona idea

  • #6943

    Richard
    Partecipante

    Caro Vito, care colleghe/i,
    anche io personalmente ‘disapplicherò’ la circolare (mi pare che il CCNL prevalga).
    Continuerò, pertanto, ad autocertificare a fine mese le attività svolte (ore in sede e ore fuori sede per attività esterne o ricerche esterne).
    Ho un numero elevatissimo di pubblicazioni scientifiche in lingua inglese e partecipazione a convegni a livello nazionale ed internazionale negli ultimo anni, provassero a dirmi qualcosa.
    Un caro saluto a tutti,
    Ilja Richard Pavone.

  • #6944

    gianpiero.colonna@cnr.it
    Partecipante

    Caro Vito, Cari Colleghi,

    Io sono d’accordo a disattendere la circolare, però sento anche la necessità di sapere in quanti siamo a protestare in questo modo. Ho sentito colleghi che sono disposti a lottare, ma, timorosi al momento di non seguirne le direttive.
    Inoltre, attraverso la mailing list locale, abbiamo ricevuto ieri un comunicato ufficiale ANPRI mandato all’amministrazione che chiede un incontro urgente ed il ritiro contestuale della circolare, minacciando un’azione legale. Forse dovremmo provare a coordinare i due gruppi. Inoltre siamo venuti a conoscenza che alcuni istituti hanno accettato una contrattazione decentrata che pone gli stessi limite della circolare 9/2019.
    Un caro saluto
    Gianpiero

  • #6945

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Proporrei di fare una mailing list in cui ciascuno di noi invita i colleghi del proprio istituto che vogliono aderire alla “disobbedienza”.
    Questo ci consentirà di contarci (a livello nazionale) e discutere le modalità di eventuali azioni collettive.

  • #6946

    Umberto Amato
    Moderatore

    Di gruppi sparsi che intendono fare qualcosa ce ne sono diversi, persino su Whatsapp. Ad un certo punto troveremo una sintesi; la rete è (molto) fluida ma per fortuna anche molto connessa. A Napoli già è stata convocata un’assemblea dallo stesso gruppo che ha organizzato le proteste di successo di novembre-dicembre (beh, tranne che nei risultati, ma quello è un piccolo dettaglio…). Prevedo che da lì escano proposte concrete che verranno girate a tutto il personale. Non credo che i numeri di quanti aderiranno saranno un problema. Le adesioni già stanno arrivando “in bianco” e senza garanzie si numeri finali. In verità io lo spero anche: l’idea che siano sempre gli altri ad esporsi e poi si traggono i vantaggi mi infastidisce. Se si crede in un’idea si deve anche avere la forza di difenderla. Sarebbe bene che cominciassimo a far circolare proposte concrete già qui e già ora.

  • #6947

    Umberto Amato
    Moderatore

    Azzardo una ipotesi di proposta che agisce su due fronti: 1) rendere palese l’illegittimità della circolare; 2) combattere la burocrazia della nostra Amministrazione con le sue stesse armi.
    Pertanto comunicare all’Ente che la circolare è illegittima in molti punti; dichiarare espressamente che verranno disapplicati; farlo. Direi che Giampaolo Pulcini ha già fatto il grosso del lavoro si tratta di limare alcuni aspetti pratici. Non so se sperare in un ritiro della circolare o in un’azione di contrasto dell’Amministrazione che metterebbe una volta per sempre fine alle pretese illegittime sull’orario che si ripresentano con regolarità.
    Per il secondo punto, ritengo che noi dobbiamo far capire concretamente all’Amministrazione Centrale cosa vuol dire applicare la circolare per un ricercatore. Pertanto informarla di tutti quei casi in cui dobbiamo riempire scartoffie o agire contro le regole imposte dalla circolare; per esempio Skype call a orari impossibili con stranieri; lavoro di sabato o domenica o di notte per chiudere articolo, progetto, software; missioni espletate con orari impossibili; incontri organizzati all’improvviso; esigenze improvvise, ecc. ecc. ecc.: comunicare all’Amministrazione Centrale tutte queste occasioni, può darsi che si rendano conto dell’assurdità della posizione. Questo tutela anche noi che disapplicheremo la circolare. Infine ritengo che vada esplorata l’idea di una bella manifestazione originale e colorata a Roma, assolutamente da agganciare alla rapina dei fondi esterni perpetrata dalla circolare 6 (di impatto ben più devastante rispetto all’orario di lavoro)

  • #6948

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    Per quanto riguarda la disapplicazione basta attenersi a quanto detto da Ilja, che è poi quello che io faccio da sempre (mai chieste neppure le credenziali ePas) autocertificazione del lavoro in sede e fuori sede ogni primo giorno lavorativo del mese successivo.

  • #6949

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Vi comunico che sto ricevendo adesioni alla protesta da molti colleghi (non solo di Lecce). Vi chiedo quindi se non sia opportuno fare una mailing list aperta a tutti i dipendenti (anche a coloro non iscritti a ilnostroCNR) da far girare e ampliare in vista di un’azione collettiva.
    Potremmo iniziare già dalla settimana prossima. Ci sono contrarietà su questo?
    (chiedo principalmente a Vito e Umberto in qualità di moderatori).

  • #6950

    gianpiero.colonna@cnr.it
    Partecipante

    Concordo con Gianluca, sarebbe importante avere una mailing list dei colleghi che sarebbero d’accordo ad una azione collettiva contro la circolare.

  • #6951

    Umberto Amato
    Moderatore

    E quale contrarietà!? Tutta benedizione! Qui a Napoli (AdR Via Pietro Castellino, per i vicini) hanno organizzato (il gruppo autoorganizzato di novembre-dicembre) un’assemblea martedì ore 16 in cui si discuterà, temo per l’Amministrazione Centrale molto concretamente e fattivamente, della Circolare 9 (ma anche della 6). Lì uscirà qualche proposta concreta. Sarebbe bene poi fare un confronto con le altre proposte che stanno spuntando come funghi dappertutto, per poi fare una sintesi. Certamente si troverà il modo di informare tutti il personale a brevissimo

  • #6952

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Benissimo Umberto, grazie. Allora attendiamo ancora un po’ per aderire all’iniziativa dei colleghi di Napoli ed eventualmente proporne altre.

  • #6968

    Sabino Maggi
    Amministratore del forum

    Per aiutare nella raccolta delle adesioni alla mailing list, ho inserito una pagina accessibile dal menu principale tramite la quale si può aderire alla ML anche senza essere registrato su Il nostro CNR. Questa lista potrà essere facilmente integrata con le liste locali di adesioni delle singole aree di ricerca.

    Fatemi sapere per favore se ci sono problemi, la pagina è stata buttata giù senza avere il tempo di testarla adeguatamente!

  • #6970

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Grazie Sabino. Ottima iniziativa.
    Mi sono appena iscritto
    Grazie

  • #6971

    Gianpaolo Pulcini
    Partecipante

    Anche io mi sono iscritto.

  • #6972

    Umberto Amato
    Moderatore

    Iscritto. Grazie Sabino!

  • #6973

    bruno.zappone@cnr.it
    Partecipante

    Mi sono appena iscritto alla mailing list. Al CNR-Nanotec di Cosenza abbiamo letto e commentato l’ottima analisi giuridica fatta da G. Pulcini. Sarà un punto di riferimento importante per discussioni e azioni future. Ci stiamo orientando anche noi verso la sospensione del sistema EPAS per R&T, e siamo pronti ad aderire ad iniziative su più ampia scala.

  • #6974

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    Iscritto anch’io! Grazie!

  • #6975

    Sabino Maggi
    Amministratore del forum

    Dimenticavo. Per chi si preoccupa, giustamente, della propria privacy, se e quando la circolare sarà ritirata, provvederò immediatamente a cancellare la lista di aderenti.

  • #6977

    p.deberardinis@ibp.cnr.it
    Partecipante

    Cari tutti,
    vorrei informare che martedì prossimo alle ore 16 presso l’area di ricerca di via Castellino di Napoli ci sarà un’ assemblea per discutere del merito della circolare 9/2019 e delle eventuali iniziative che vogliamo prendere

  • #6984

    Richard
    Partecipante

    Iscritto e ho fatto iscrivere alcuni colleghi. Ho visto cosa è il sistema EPAS: allucinante!!! Credevo che ad un ricercatore fosse richiesto di pubblicare tanto etc etc. Assurdo ‘contabilizzare’ i minuti di presenza in sede, che senso ha? Non capisco. Non siamo mica impiegati postali o altro.

  • #6985

    bruno.zappone@cnr.it
    Partecipante

    @RICHARD. Potrei sbagliarmi, ma la contabilità delle ore in sede è legata all’erogazione dei buoni pasto ed alla rendicontazione dei ‘mesi uomo’ per i progetti cofinanziati (es. progetti europei, PON, ecc.). Se davvero una contabilità delle presenze è necessaria, EPAS può essere utile a patto di adoperarlo nel modo giusto e nel rispetto dei diritti di ricercatori e tecnologi. Fondamentalmente è una scheda di firme elettronica, che consente di autodichiarare liberamente, retroattivamente e in remoto le ore svolte IN SEDE (funziona già così in molte sedi). Inoltre consente di certificare le ore di lavoro FUORI SEDE a fine mese, come da contratto R&T (senza necessariamente dare retta alle ulteriori richieste del Direttore Generale). Nella nostra sede, EPAS evita che si sprechi tempo a raccogliere e trascrivere firme apposte da R&T su carta, email o altri formati, e fornisce a tecnici e amministrativi uno strumento più flessibile per la certificazione elettronica delle presenze (obbbligatoria, nel loro caso).

  • #6987

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Buongiorno, mi è sfuggito qualcosa oppure (a parte Anpri) I sindacati non hanno battuto ciglio sulla circolare?

  • #6988

    Gianpaolo Pulcini
    Partecipante

    Caro Gianluca, in realtà sbagli, ma di poco, perché ieri la CGIL ha emesso u n Comunicato http://www.flcgil.it/ricerca/cnr-reazionario-mortifica-il-personale.flc che però, a ben guardare, a parte il tono battagliero, non afferma nulla se non che i R&T non sono tenuti a dare comunicazione preventiva dell’attività fuori sede. Silenzio assoluto, invece, sui presunti obblighi del cartellino e della distribuzione dell’orario di lavoro in 5 gg settimanali. Anzi, nel tentativo di accomunare la normativa contrattuale dei tecnici/amministrativi a quella dei R&T, la CGIL afferma che “il Personale CNR, al quale sono chieste continuamente verifiche sull’attività, non può essere poi rinchiuso nell’obsoleto teorema per il quale la misura della produttività è data dal tempo di lavoro“.

  • #6989

    annarita.laricchiuta@cnr.it
    Partecipante

    Buongiorno colleghi,
    intervengo per dire che personalmente non sono contraria all’impiego di EPAS. Si tratta di uno strumento che può essere usato per semplificare le procedure, ma che deve essere usato nel rispetto dei diritti dei ricercatori, sanciti dal contratto. Infatti nel sistema è prevista l’autocertificazione dell’attività.

  • #6990

    fede
    Partecipante

    Buongiorno a tutti. Non conosco EPAS, e quindi non mi permetto né di criticarlo né di elogiarlo, vorrei però fare la seguente considerazione. Teniamo a mente che le circolari, a differenza delle consuetudini, non costituiscono fonti di diritto, e anche che il software messo a punto dal cnr non può che rispecchiare l’interpretazione del contratto e delle leggi che lo stesso cnr fa. Prima che anche l’uso di EPAS diventi consuetudine, con le implicite conseguenze, più che disapplicare la circolare in questione io propongo di astenerci proprio dall’ utilizzo di EPAS e, per coerenza, dall’utilizzo di tutto il software per la gestione del personale che necessita di essere utilizzato individualmente. Ciò a mio parere è illegittimo, poiché le modalità consolidate di comunicazione delle “assenze” e di altri istituti normativi le conosciamo bene tutti da decenni e, altrimenti, non esisterebbe nemmeno il personale preposto ad occuparsene. Anzi, incomincerei già a chiedere al cnr il nome del responsabile del trattamento dati di EPAS e al Garante della privacy un parere sulla faccenda. Altra questione, secondo me, è la rendicontazione oraria dei progetti di ricerca che, per quanto mi risulta, viene sempre sottoscritta dai ricercatori. Ma i nostri colleghi giuristi cosa suggeriscono?

  • #6991

    Umberto Amato
    Moderatore

    Personalmente non ho nulla contro uno strumento informatico per la rilevazione delle presenze, anzi, facilita la dematerializzazione e solleva gli amministrativi da un calcolo noioso e pieno di trappole. Semplicemente deve essere adeguato totalmente a quanto prevede il contratto per i ricercatori (non la circolare posticcia e pasticcia). Tutto sommato ad EPAS, che ritengo un buon prodotto, manca solo un ultimo sforzo. Già ora è possibile tramite EPAS, purché abilitato, introdurre il primo giorno di un mese da un computer situato ovunque l’orario svolto nel mese precedente giorno per giorno, senza obblighi di motivazioni e luoghi che, sia pur richiesti, possono essere lasciati in bianco. Direi che è una base di partenza su cui si può lavorare per l’adeguamento definitivo (mi riferisco per esempio all’orario di lavoro della Sede, alle missioni, al calcolo globale e non analitico delle ore, alla base quadrimestrale del calcolo, ecc.) . Le restrizioni e le regole vincolanti imposte e lamentate da molti vengono soltanto da alcune Direzioni.
    P.S. Non sottovalutiamo che EPAS sostituisce diversi sistemi a pagamento posseduti precedentemente dagli Istituti, tutti lacunari e non risolutivi, per cui rappresenta anche un risparmio di esercizio

    • #6994

      fede
      Partecipante

      Purtroppo, pur essendo d’accordo con Umberto in principio, non credo che il cnr voglia fare un ultimo sforzo, altrimenti non saremmo qui a parlare della circolare che, ripeto, non è impugnabile. E poi proprio il fatto che ci siano in EPAS campi che attualmente possono essere lasciati in bianco mi preoccupa: quei campi non dovrebbero proprio esserci, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che sosterrà l’obbligatorietà di compilarli. Ribadisco inoltre che non ci dovrebbe essere alcun rischio nel rigettare un tale software, non esistendo alcuna legge che impone ai ricercatori di utilizzarlo individualmente (nulla vieta che gli amministrativi possano utilizzare EPAS per svolgere la loro funzione di gestione del personale). In breve non credo assolutamente, ma spero di sbagliarmi, che un altro tipo di azione possa indurre il cnr a ritirare la circolare: avete letto la circolare n.11 appena sfornata?

      • #6997

        marcello.gombos@cnr.it
        Partecipante

        D’accordo pienamente sul fatto che non vada usato, infatti non lo uso, andrebbe però preparato un documento che spieghi le ragioni del perché lo si fa (oltre al fatto che l’autocertificazione è conforme al contratto dei ricercatori ed ePas, almeno al momento, no).

  • #6992

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    In breve: alle consuetudini inizialmente si tende ad adattarsi, per pigrizia o per scarsa conoscenza dei propri diritti, ma poi, una volta sopravvenuta la presa di coscienza, si può decidere di non conformarvisi più.
    In generale con ePas avviene quello che in altri contesti sta avvenendo con altri software, introdotti d’imperio con la scusa della semplificazione, cioè una contrazione di diritti dovuta al fatto che la committenza del software non corrisponde con l’utenza, ed è anzi interessata a incrementare il controllo sui lavoratori, e che difficilmente gli sviluppatori sono esperti di diritto del lavoro.
    L’ opzione dell’ autogestione dell’ orario è vero che è prevista, ma va attivata dal direttore d’ istituto, e molti nicchiano…
    So, inoltre, che ePas già richiede varie informazioni sul fuorisede non previste dal contratto (la prima è: orari di inizio e fine di un’ unica fascia oraria! che tra l’ altro vanno ad influenzare la durata del riposo obbligatorio in maniera non banale) inoltre implicitamente impone che la pausa di riposo obbligatoria venga goduta tra le 12:00 e le 15:00, cosa non prevista dal contratto che prevede solo che intervenga obbligatoriamente se il tempo lavorato eccede le 6h30m.
    In conclusione credo il sistema non vada utilizzato (per il ricercatore, i vantaggi, presunti, si possono ottenere anche con un foglio excel, mentre gli svantaggi, oggettivi e di cui stiamo parlando, sono invece numerosi…) e la circolare vada disapplicata, ma se ne parlerà in assemblea (e poi sul forum).

  • #6993

    marcello.gombos@cnr.it
    Partecipante

    P.S.: non avevo ancora letto il post di Umberto, è chiaro che, con i correttivi indicati, ePas potrebbe diventare un’opzione accettabile, ma, appunto, vanno implementati in modo da renderlo conforme al contratto. Inoltre bisognerebbe evitare che direzioni “timide” possano impedire ai ricercatori l’ utilizzo di determinate funzionalità (come quella citata da Umberto e che io avevo chiamato “autogestione”, ovvero la possibilità di introdurre i dati necessari ad inizio del mese successivo da un computer qualsiasi, cosa che più o meno potrebbe equivalere ad un’ “autocertificazione online”). Purtroppo, per il momento, ciò non avviene nella maggior parte degli istituti…

  • #6995

    annarita.laricchiuta@cnr.it
    Partecipante

    Penso che sia importante nel mettere in discussione questo strumento avere una informazione corretta e quindi volevo aggiungere che EPAS in modalità autocertificazione consente l’accesso da qls IP (esistono restrizioni al dominio solo per la timbratura) e per quel che riguarda le informazioni relative all’attività fuori sede si può anche usare un solo carattere (per esempio “-“) per ovviare al problema dei campi obbligatori

    • #6996

      marcello.gombos@cnr.it
      Partecipante

      Il che conferma che ci sono dei campi obbligatori che non dovrebbero esserci (il fatto, poi, che siano possibili delle scappatoie non assicura comunque che poi non vengano dichiarate o rese non lecite)… al massimo potrebbe esserci un campo, possibilmente ricapitolativo per l’ intero mese e necessariamente facoltativo, per “note eventuali”…

    • #6999

      Umberto Amato
      Moderatore

      Sì hai ragione, trattino e non campo bianco

  • #6998

    Richard
    Partecipante

    Aiuto!!! Io da 15 anni che lavoro al CNR ho sempre certificato a fine mese le attività in sede/fuori sede utilizzando una semplice tabella. Personalmente sono contrario a tutta questa burocrazia; vorrei poter scrivere e studiare dove e quando voglio e vorrei essere giudicato esclusivamente in base alla produzione scientifica. Personalmente questo software mi preoccupa e temo sia uno strumento volto a ‘controllare’ se scaldiamo la sedia o meno.
    Grazie a tutti per gli interessanti spunti.
    IRP

  • #7000

    Umberto Amato
    Moderatore

    Ieri 19 marzo presso l’Area di Ricerca Napoli 1 si è tenuta l’annunciata assemblea per discutere delle circolari 6 (sottrazione dei fondi di ricerca reperiti sul mercato dai ricercatori) e 9 (introduzione di vincoli inesistenti nel contratto di lavoro ai fini della rilevazione delle presenze per i ricercatori) recentemente emanate dall’Amministrazione Centrale.
    Al termine dell’affollata ed animata assemblea è stato deciso alla quasi unanimità (con un voto contrario ed un’astensione) di chiedere all’Amministrazione centrale il ritiro delle due circolari entro il 1 aprile. In caso contrario è stato proclamato uno sciopero bianco a partire da quella data in cui i ricercatori continueranno a svolgere regolarmente la loro attività, ma assolveranno gli obblighi di rilevazione della presenza seguendo alla lettera le prescrizioni del contratto di lavoro, pertanto autocertificando a fine mese le ore lavorate, sia in sede sia fuori sede.
    Nel corso dell’assemblea sono emerse innanzitutto le grandi disparità nelle modalità di rilevazione delle presenze tra i vari Istituti, con rari Direttori virtuosi che interpretano correttamente il contratto ed altri che al contrario impongono vincoli inesistenti nel contratto, esattamente come la circolare 9 cerca di formalizzare.
    In particolare l’assemblea ha lamentato come questi siano solo gli ultimi atti di un’Amministrazione centrale sempre più distante dai ricercatori e dalla ricerca, che umilia e, soprattutto, ostacola proprio coloro che con fatica portano lustro al CNR in Italia con le loro ricerche. Il riferimento immediato è alla Circolare 6, che, come ampiamente discusso, metterebbe una pietra tombale su molte attività di ricerca provocando danni forse irreparabili all’Ente. Su tale questione verrà a breve lanciata una proposta di coinvolgimento di tutti i Consigli di Istituto perché si esprimano sulla circolare ed invitino i Direttori di Istituto ad organizzare azioni incisive di contrasto.
    Per tali motivi lo sciopero bianco proclamato dai ricercatori in caso di mancato ritiro delle Circolari rappresenta un’azione necessaria per salvaguardare la vita scientifica dell’Ente.

  • #7001

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Caro Umberto, una riunione molto proficua.
    Mi chiedo se sia il caso di iniltrare questo messaggio alla mailing list creata qualche giorno fa in modo da informare anche i colleghi non iscritti a questo forum.

    • #7002

      Umberto Amato
      Moderatore

      Lo stiamo facendo, dovresti/potresti aver già ricevuto un messaggio per e-mail, altri seguiranno con ulteriori informazioni e suggerimenti. Importantissimo discutere tra noi di tutti gli aspetti legati allo sciopero, qui sul Forum o con altre modalità

  • #7003

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Si, la mail è arrivata qualche minuto dopo il mio messaggio qui. Vi informo che a Lecce ci sono molte adesioni in caso di “sciopero bianco”.

  • #7004

    fede
    Partecipante

    Buongiorno a tutti. Vorrei segnalare che il comunicato forse contiene un errore riguardo l’art. 80, che dovrebbe essere del CCNL 2018 e non 1998. Inoltre, vi chiedo: perché inviare per conoscenza una lettera di adesione allo sciopero anche al d.g., non è più che sufficiente effettuare una comunicazione al direttore del proprio istituto? Grazie in anticipo per la risposta.

    • #7005

      Gianpaolo Pulcini
      Partecipante

      Le disapplicazioni delle precedenti norma contrattuali sono contenute nell’art. 80 del CCNL del 5 marzo 1998 (quello stipulato nell’Area della Dirigenza). Inviare la email anche al DG serve a mio avviso ad aumentare la pressione sull’Ente perché ritiri le due circolari. Ma ognuno è libero di personalizzare la lettera, anche escludendo il DG dai destinatari.

  • #7007

    roberto.termine@cnr.it
    Partecipante

    Buongiorno a tutti, io credo che bisognerebbe affrontare anche la questione della richiesta dei giorni di ferie e riposo compensativo. E’ peevisto che ricercatori e tecnologi debbano solo comunicare i giorni di ferie, senza necessità di alcuna approvazione autorizzazione. Utilizzando la nuova funzione ‘ flussi di lavoro’ implementata su EPAS, è necessario che la richiesta sia approvata dal superiore….. Mi sembra un’altra palese violazione delle norme contrattuali ….

  • #7008

    S.Mauro
    Partecipante

    Collegh@,
    so che sto per fare una domanda inefficace e che sto cercando di far puntualizzare qualcosa che dovrebbe essere ovvia (almeno come naturale presa di posizione a tutela di tutti i lavoratori che rappresentano) ma, nel nome della Democrazia, la faccio:
    “….. ma sulle due circolari sulle quali si sta discutendo qual’è la posizione della Triade Sindacale?”

  • #7010

    roberto.termine@cnr.it
    Partecipante

    Salve a tutti,
    oggi presso la SS di Rende abbiamo discusso della lettera da inviare al direttore e al DG e siamo in 5 pronti s inviarla….
    Qual’è la situazione negli altri istituti?

  • #7013

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Da noi a Lecce sono al corrente (e d’accordo) in molti. Ci conteremo la prossima settimana ma non meno di 12/15

  • #7014

    Vito Mocella
    Moderatore

    Oggi in CdA ho sottolineato la sostanziale illegittimità delle due circolari. Ho riscontrato un certo interesse da parte del presidente in merito, anche se è prematuro dire se ci sarà un’apertura dell’Amministrazione. Come ho già sottolineato, l’adesione allo sciopero, per le modalità con le quali viene esercitato non comporterà l’astensione dal lavoro e quindi alcuna decurtazione dello stipendio potrà essere effettuata, pur garantendo agli aderenti tutte le garanzie connesse a chi esercita un diritto soggettivo garantito costituzionalmente.

  • #7015

    Richard
    Partecipante

    Grazie Vito, aderisco; quindi continuerò come ho sempre fatto ad autocerificare/rendicontare le attività svolte a fine mese.

  • #7023

    Carlo Pipitone
    Partecipante

    Concordo in pieno naturalmente con tutte le eccezioni sollevate contro la circ. 9. Riguardo allo sciopero bianco ho invece delle perplessità. Non c’è il rischio che all’ufficio personale considerino illegittimo il ricorso all’autocertificazione per il lavoro in sede? Non vorrei dover combattere infinite ed estenuanti battaglie con l’ente a posteriori nel caso in cui dovessero considerare in qualche modo “non validi” i giorni e gli orari autocertifcati.
    Sarei più disponibile ad uno sciopero tradizionale e ad ogni altra forma di opposizione sulla base della illegittimità della circolare.
    Carlo Pipitone
    IAS

    • #7026

      fede
      Partecipante

      Buongiorno a tutti. Anch’io la penso come Carlo, e infatti ho comunicato al direttore d’istituto solo che continuerò, come da trentennale consuetudine, ad autocertificare senza l’utilizzo di EPAS (tra l’altro la legge è chiara sulle modalità di autocertificazione) l’eventuale lavoro esterno, ma sto continuando regolarmente a timbrare. E’ vero che subire il trattamento prevedibile di cui Carlo parla ci darà la possibilità di far disapplicare la circolare in sede legale, ma non credo che per affermare i nostri diritti dobbiamo immolarci e soprattutto essere costretti ad anticipare le spese per difenderli.

  • #7027

    Umberto Amato
    Moderatore

    Assolutamente d’accordo con Vincenzo Palleschi (peraltro non ritrovo più il post) sul fatto che la circolare 6 sia terribilmente più devastante della circolare 9 e che quello è il motivo principale della nostra azione. L’assemblea infatti ha proclamato lo sciopero bianco fino a che entrambe le circolari non vengono ritirate. La stessa bozza di lettera da trasmettere a Direttore e D.G. che Gianpaolo Pulcini ha inviato menziona entrambe le circolari. Anzi dai commenti che circolano su codesto ed altri gruppi di discussione la richiesta era di associare anche la circolare 11. Non c’è stato tempo e lucidità in assemblea per farlo.
    La tripletta dell’Amministrazione Centrale si può configurare come parte di un unico disegno premeditato di umiliare e vessare i ricercatori, relegandoli a meri compilatori di certificati da redarre rigorosamente a mano, da parte di chi non solo non ha la più pallida idea di cosa sia la ricerca ma non si perita neanche di andare a cercare nel vocabolario. BASTA!

    • #7029

      vincenzo.palleschi@cnr.it
      Partecipante

      Boh, ho cercato di correggere un errore di battitura e il post pare sia sparito… Non so se è possibile recuperarlo, da qualche parte qui sul forum dovrebbe esserci.

  • #7028

    Umberto Amato
    Moderatore

    Tecnicamente si tratta proprio di uno sciopero bianco, cioè l’applicazione scrupolosa del contratto. In quanto sciopero formalmente proclamato da un’assemblea è coperto da prerogative costituzionali, quindi inattaccabile. Quindi non reagiranno con ritorsioni o minacce? Impossibile escluderlo ovviamente, ma veramente in bocca al lupo a chi volesse provarci da qualunque Amministrazione…
    Detto questo, personalmente non condivido l’atteggiamento di aspettare che siano sempre gli altri ad esporsi per poi trarne i vantaggi. Proviamo ad immaginare cosa sarebbe l’Italia, il mondo se fosse stato sempre così. E’ indiscutibile che i numeri contano in una protesta. Perciò invito coloro che fossero ancora titubanti ad immaginare il loro futuro di ricercatori/ricercatrici se ci facessimo scivolare addosso anche quest’ultima devastante ondata di verticismo burocratico che ci riduce a marionette. Tiriamo fuori la dignità che abbiamo dentro.

    • #7031

      fede
      Partecipante

      Credo che chiunque sia su questo forum sia interessato alla ricerca e condanni ogni atto di affermazione di potere fine a sè stesso. Ma credo anche che fare la guerra sia un’arte e che non sempre fronteggiare direttamente il nemico richieda più coraggio e soprattutto sia più efficace di altre azioni apparentemente più vili ma vincenti. L’importante è non perdere la lucidità e agire con avvedutezza.

  • #7030

    gianluca.accorsi@cnr.it
    Partecipante

    Concordo pienamente con Umberto. Ho visto troppe volte la rana cuocersi lentamente perchè l’acqua non era bollente sin dall’inizio da farla saltare fuori.

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