Stati Generali del CNR o azione parallela?

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    • #8389
      Diego Breviario
      Partecipante

      Mi ha raggiunto, pur non essendone stato coinvolto in prima persona se non da una telefonata ricevuta ieri da un collega rappresentante eletto con il massimo dei voti nel CS del DiSBA, il ribollire di un certo fermento che è in atto e riguarda la volontà di dar vita agli Stati Generali del CNR sul tema della ricerca. Sembra si sia maturato un certo interesse al riguardo, che pare al momento non potersi ricondurre ad una precisa idea o impostazione. Per questo, vorrei salvare da una sua possibile corruzione l’idea originaria che ho l’immodestia di attribuirmi, affinché gli Stati Generali non si traducano, per snobismo, protagonismo, strumentalizzazione, opportunismo o semplicemente irrequieto e irriflessivo consumismo, in qualcosa di simile all’Azione Parallela della Kakania, quella descritta con efficace allegoria da Robert Musil nell’Uomo senza qualità. Un’idea rappresenta forse l’elemento di maggior forza che l’uomo possiede. Per cavalcarla bisogna essere egualmente forti, liberi da condizionamenti, da interessi, da calcoli, da vanagloria, altrimenti viene sporcata e avvizzisce velocemente come un bel fiore che ci rallegrava e che noi abbiamo voluto strappare al suo habitat per fregiarcene, così facendolo morire.
      Bene qual è la mia originale idea degli Stati Generali ? Cosa l’ha mossa? come si articola?
      E’ innanzitutto una iniziativa che vuole comunicare con l’esterno : decisori, media , opinione pubblica, per descrivere, con un linguaggio semplice e adeguato, cos’è l’attività di ricerca, come è e come dovrebbe essere svolta e quali benefici culturali, economici e sociali può produrre. Una giornata al tempo stesso di orgoglio e di lucida e costruttiva critica interna volta alla soluzione dei problemi e alla valorizzazione del nostro Ente.
      I temi sono quelli già sollevati con le 10 domande proposte agli allora candidati al ruolo di RdP CNR, già passati, con le relative risposte, nel dimenticatoio pubblico, evidentemente utili per il fine ma non come mezzo. Eppure proprio da quelle candidature e da quelle domande si potrebbe convenientemente partire per organizzare gli Stati Generali. Semplice.
      Le domande sono i temi : missione e valore, organizzazione e funzionamento, finanziamento, reclutamento e progressione personale, amministrazione e territorialità, internazionalizzazione. I relatori sono i candidati, facilmente riconducibili per le loro specificità a un delle sette tematiche appena elencate. La logica è stringata : presentando la tua candidatura hai dimostrato un sincero interesse per l’Ente che, a prescindere dall’esito, puoi utilmente e con competenza indirizzare verso azioni riparatrici e di rilancio. Sette relazioni che potranno essere rifinite, nel corso della loro preparazione, con figure di riferimento scelte dal relatore e poi presentate e commentate pubblicamente in Assemblea. Relazioni che con grande semplicità ed un linguaggio comprensibile dovranno fornire una chiave di lettura dell’esistente e chiare e percorribili proposte di soluzione dei principali ostacoli denunciati. Le sette relazioni potranno essere introdotte da una lecture sui rapporti tra Scienza e Politica (Sen. Cattaneo), tra scienza e Media ((Iacona), integrate da un intervento sui contenuti e le indicazioni della Carta Europea del Ricercatore (Pulcini) e da un altro su un’analisi dello stato della ricerca-knowledge oriented in Europa (De Fez), per poi concludersi con la rielaborazione e la sintesi dei concetti e delle idee discusse, da riportare in un volumetto di riferimento dedicato all’evento. Data la necessità di essere incisivi verso un’audience che non conosce e fatica a capire, c’è bisogno di un buon moderatore (???) capace di semplificare i concetti ed intrattenere il pubblico proponendo, in termini efficaci e satirici, alcuni spots indicativi della nostra vita quotidiana come: la giornata tipica del ricercatore, l’espletamento di un ordine o di una missione, l’interazione con le aziende, l’indizione di un concorso, la nascita di un progetto bandiera/premiale. Fatto tutto bene, con l’ottimismo della volontà e senza autolesionismo, l’Assemblea degli Stati Generali otterrebbe un sicuro successo e potrebbe riuscire a recuperare quell’attenzione, quella solidarietà generale e pubblica di cui noi, ma soprattutto il nostro Paese, abbiamo definitivamente bisogno per fare un salto di qualità atteso da troppo tempo. Meno particolarismi e più cultura. Buon lavoro. DB

    • #8397
      Vito Mocella
      Moderatore

      Caro Diego, ti ringrazio per la riflessione come sempre ricca di spunti interessanti. Non so molto più di te su quest’Azione parallela di Stati Generali, ma ricordo molto bene un’azione intrapresa una decina d’anni fa dall’allora presidente Maiani che convocò a Roma una riunione che anche lui intitolò “Stati Generali”.
      Coloro che sono impegnati nella salvaguardia del CNR da qualche anno senz’altro la ricorderanno.
      Nell’intervenire a quegli Stati Generali ricordai a Maiani che quelli originari, quelli convocati da Luigi XVI nel 1789, non ebbero un esito felice per chi li aveva convocati.

      Questo serviva per ricordare a Maiani che non basta convocare degli Stati Generali, occorre che chi li convoca sia riconosciuto dalla comunità che chiama a raccolta.

      Credo che lo stesso ammonimento valga oggi come allora.

    • #8399
      Patrizia Lavia
      Moderatore

      Caro Diego,

      Non so se privatamente tu abbia avuto altri feedback.

      Personalmente te ne ringrazio. Il richiamo a temi concreti è appropriato e urgente, anche per rimettere in circolo la capacità di produrre idee, come dici. Alcuni temi che proponi sono di grande impatto e una riflessione potrebbe aiutare il CNR a riflettere su se stesso e sulla direzioni di sviluppo, in modo molto appropriato a un mese dal cambio di presidenza e direzione generale.

      Però: tu pensi ci siano le condizioni? Gli incontri, per essere una sede per l’elaborazione, devono essere “kantiani” sulla cosa in sè; seguire una dialettica franca e leale, anche aspra se occorre, ma oggettiva, sul punto. Io respiro un’atmosfera diversa. Sarei molto felice di essere smentita.

    • #8401
      patricia.iozzo@ifc.cnr.it
      Partecipante

      Caro Diego,

      Ti ho sentito parlare di questa iniziativa di Stati Generali da quando ho avuto il piacere di conoscerti e ti ringrazio per la coerenza con cui la porti avanti e per l’impostazione che proponi. Non ho ricevuto informativa in merito ad Azioni parallele da parte dei Consiglieri del DSB, che utilmente ci comunicano iniziative che ritengano concrete e mature.
      Per quanto mi riguarda, le risposte alle 10 domande e, più in generale, l’impegno e l’interesse ad individuare soluzioni migliorative della qualità e organizzazione della ricerca nel nostro ente, prescindono dall’esito delle elezioni e sono tutt’altro che chiusi in un cassetto. L’atmosfera diversa che (non solo) Patrizia respira rende, a mio avviso, quanto mai opportuno il confronto interno ed il coinvolgimento di parti esterne interessate.

    • #8402
      Diego Breviario
      Partecipante

      S > M
      Carissima Patrizia,
      ti devo delle risposte. Ben lungi dal pensare di trovarmi in questa situazione per aver voluto salvaguardare un’idea dalla sua probabile rilettura, provo la stessa sensazione del primo sopravvissuto ad una calamità. Raccoglie le prime voci, tutte dissonanti: ancora categoriche quelle dei duellanti e inquiete e persino meravigliate quelle dei pochi altri. Ma davvero bisogna ripartire? Sì dovremmo, perché quel che c’è in gioco è importante. Cercherò di dimostrare che è in gioco l’essenza stessa del nostro lavoro di ricerca scientifica, inteso come continua crescita di un sapere che deve essere in grado di affrontare adeguatamente sfide future già vicine, delineate e fondamentali per l’esistenza nostra e del pianeta. Non le enumero per non tediare. Rimane il fatto che la ricerca deve crescere e non morire o trasformarsi in altro ed oggi il suo più pericoloso nemico è rappresentato dalla mediocrazia che, dal libro di Alain Deneault, definiamo così : essa oggi non indica tanto il dominio dei mediocri quanto lo stato di dominio esercitato attraverso regole che sono anch’esse mediocri e tuttavia vengono elevate a sistema giusto e coerente, a volte persino in chiave di sopravvivenza, al punto da sottomettere alle sue parole vuote coloro che aspirano a qualcosa di meglio e osano affermare la propria autonomia (l’ultima parola era diversa ma non mi piace). E ancora: la mediocrazia ci spinge da ogni parte verso un assopimento del pensiero, ci spinge a considerare come inevitabile ciò che si rivela inaccettabile e necessario ciò che è rivoltante. Capisci Patrizia? Comunque siano andate le elezioni, noi tutti, lo stesso RdP, abbiamo un compito: quello di salvare la Scienza, di non banalizzarla, di non comprometterla. Un’assemblea degli stati generali della ricerca di questo si deve occupare e non deve mettere in discussione nemmeno per un attimo la vocazione del CNR. Cambiargli la missione in un’ottica più impiegatizia, da stazione sperimentale, assesterebbe un colpo mortale. Ribadita la missione, tutto il resto si può discutere applicando criteri di competenza, efficienza, responsabilità, merito, internazionalizzazione. La ricerca è uno dei pochi investimenti che il nostro Paese può permettersi di fare e i dati dicono che a dispetto di finanziamenti ridotti e mal distribuiti e di Università che non si collocano tra le prime 200 al mondo, le risorse umane sono capaci di competere. Vanno sostenute, selezionate per essere all’altezza di programmi ambiziosi. Il Paese deve credere nei ricercatori e nel loro mestiere e così torno alla mia idea degli Stati Generali, fortemente indirizzata alla comunicazione verso decisori, politici, associazioni, media , giornalisti e opinione pubblica. Noi dobbiamo essere, benchè datate, le sardine del nostro ambiente sperando che i nostri giovani colleghi comprendano che l’occupazione è meglio garantita nello scenario strategico che ho appena delineato piuttosto che da chiamate di leva o peggio da un declassamento delle nostre prerogative, da un deplorevole scambio al ribasso. La ricerca è invenzione, è creatività, è originalità, è qualcosa che deve necessariamente elevarsi sopra la media. Se lo fa, è lei ad alzare la media, come ci insegna la storia, da Atene a Firenze, dai ragazzi di Via Panisperna alla Silicon Valley. Nel difendere la mia idea di Stati generali, ovviamente distante da quella di Maiani non fosse altro che lui era l’editore e noi gli autori, non ho inteso propormi ma proporre, cercare di risvegliare gli animi. Su quel che sta accadendo al CNR, mi riservo di intervenire un’altra volta, e bisognerà farlo, ma per ora, da sopravvissuto tornato a respirare aria libera, non voglio rientrare nel rifugio. Bye.

    • #8403
      Diego Breviario
      Partecipante

      Noto che il tema è decisamente caldo :https://biologicampania.it/wp-content/uploads/2020/01/stati_ricerca_unito_II.pdf . Non pensavo. Chissà quante ricette. Speriamo qualcuna funzioni per il bene del nostro Paese. Il team dei virus nuovi , emerso con drammaticità, e la necessità di approntare adeguate contromisure sperimentali era proprio parte di quelle sfide che ieri vi avevo taciuto, tra cui resistenza antibiotici, gestione acqua e territorio, mobilità sostenibile etc. Per manifesta evidenza, può/possono solo essere affrontato/i con l’arma della ricerca innovativa, di frontiera, che per questo deve essere adeguatamente finanziata e su basi meritocratiche. Saluti DB

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